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3 aprile 2020 5 03 /04 /aprile /2020 09:13

 

PADRE GINO BURRESI E MARIA VALTORTA

 

Maria Valtorta

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Cari visitatori, quando frequentavo negli anni 80 assieme a tanti di voi il Santuario Nostra Signora di Fatima a San Vittorino, una volta, mentre aspettavo il mio turno per avere un colloquio con Padre Gino Burresi nella stanzetta, dove una grata separava il Padre da noi  penitenti, ne uscì fuori, dopo aver conferito con Padre Gino, un signore toscano che si dichiarò essere un suo amico.

Per chi non lo sapesse anche Padre Gino era toscano, nato a Gambassi Terme in provincia di Firenze.

Scambiai con quel signore qualche parola e il discorso cadde poi su Maria Valtorta e sul Poema dell'Uomo Dio, da questa scritto in base alle  rivelazioni da lei ricevute.

Riguardo a quest'opera quel signore toscano mi disse che Padre Gino considerava tutto vero il contenuto di questo poema.

Mi disse queste testuali parole: "Padre Gino ha detto che è tutto vero".

Lo ricordo come fosse successo ieri.

Per questo motivo me lo procurai e lo lessi tutto diverse volte nella mia vita.

Era proprio il periodo in cui incontrai due miracolati di Padre Gino al santuario: uno era un signore belga che mi raccontò la sua guarigione dalla paralisi avvenuta durante la benedizione dei malati al santuario, l'altra era una signora svizzera protestante, guarita anch'essa dalla paralisi sempre a San Vittorino, che poi si convertì al cattolicesimo.

Colloquiai con loro nella loro lingua madre, il fiammingo e il tedesco, per cui sono certo di averli compresi bene.

E' un grande peccato che a Padre Gino Burresi non sia stato più consentito di esercitare il suo ministero di direzione spirituale delle anime e di dispensare le grazie in qualità di intercessore presso la Madonna di Fatima, da lui tanto amata.

Padre Gino è stato tenuto in disparte per decenni.

Con il decreto vaticano di condanna del 27 maggio 2005 egli è stato addirittura giudicato non idoneo ad esercitare le funzioni sacerdotali che gli sono state revocate da Papa Benedetto XVI ai tempi in cui il Cardinale Levada era il Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede.

Ma già dal 6 giugno 1988 Padre Gino Burresi fu allontanato dal santuario di San Vittorino in seguito alle accuse di 11 dei suoi ex seminaristi.

Nel 2010 io creai questo blog nelsegnodizarri e subito lo dedicai a una marcia per la liberazione di Padre Gino Burresi, inviando molte mie mail in giro per il mondo, alla ricerca di persone che mi aiutassero a liberare Padre Gino dall'isolamento, nel quale era finito dopo la condanna ufficiale del 2005, avvenuta un mese dopo la salita del Cardinale Joseph Ratzinger al soglio petrino in qualità di Papa assumendo il nome di Benedetto XVI.

Inviai le mie mail anche a Montignoso, ai Servi del Cuore Immacolato di Maria, di cui Padre Gino Burresi è stato il fondatore e presso i quali egli era ospitato dopo la condanna.

A febbraio 2011 scrissi sul blog un articolo "La Chiesa di oggi ci è madre o matrigna?", nel quale citavo anche Fratel Gino.

Il 2 aprile 2011 ricevevo la preghiera di Giò postata proprio su quell'articolo e credetti che l'autore di quel commento fosse proprio Padre Gino Burresi, che implorava la Chiesa di gettare le reti su chi le chiede maternità.

Si tratta di una preghiera molto forte, in cui il naturale risentimento si trasforma in qualcosa di costruttivo, attraverso la manifestazione del desiderio di Giò di vedere nella Chiesa la piena realizzazione dell'istituzione da lui desiderata, amata e capita.  Il pensiero di vedere la Chiesa come una barca che teme di affondare gliela mostra come una matrigna e non come una madre che si batte con coraggio per proteggere suo figlio.

L'avere condannato Padre Gino Burresi proprio nel periodo più difficile per il papato di Benedetto XVI, attaccato da più parti a livello mondiale per avere coperto gli scandali della pedofilia, fa di Padre Gino Burresi, considerato un mistico a livello mondiale, il capro espiatorio più eclatante di tutti i peccati di pedofilia nel mondo e spiana a Papa Benedetto XVI la strada  verso un papato considerato come spartiacque tra la sporcizia nella Chiesa prima del suo avvento al soglio di Pietro  e le pulizie  pasquali iniziate dal Cardinale Joseph Ratzinger nella via crucis del 2005, poco prima della sua elezione a papa.

E Padre Gino Burresi, stigmatizzato, immagine di Gesù, ricorda proprio il sacrificio pasquale di Nostro Signore a Gerusalemme.

Penso pertanto che la preghiera di Giò del 2 aprile 2011 sia una una preghiera a tre mani, quella di Giò, di Padre Gino Burresi e di Gesù.

E'  giunta pertanto l'ora della loro riabilitazione post mortem, per far loro vedere finalmente l'alba della Chiesa e non il suo tramonto.

Ecco perché come testo della riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi ho inserito solo la preghiera di Giò e la mia risposta e la sua replica.

Lì dentro c'è tutto.

Non c'è bisogno di scrivere altro.

Riccardo Sante Maria Fontana

 

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  • : RIABILITAZIONE POST MORTEM DI PADRE GINO BURRESI
  • : Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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