Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
15 marzo 2011 2 15 /03 /marzo /2011 10:55

Ad  Adriana  Zarri  non  spaventano  le  mie  manifestazioni  borderline.  Lei  mi  ha  detto  che  l'importante,  quando  si  oltrepassa  la  linea  di   confine,  è  ricordarsi   sempre  la  via  del  ritorno.

Non  sbriciolerò  il  mio  pane,  gettandone le  briciole  per  via,  come  fecero  Haensel e  Pollicino,  per  segnare  il  sentiero.

Non  marcherò   il  territorio  con  i  miei  escrementi,  come  fanno gli  animali.

Per  trovare la  via  di  casa,   starò  attento  ai  segni,  soprattutto  al  segno  di  Zarri,  che  mi  può  salvare come  la  rete  per  un  equilibrista.

 

Riccardo  Fontana

 

 

 

 

Il Punto di Incontro - Banner
 
 

 

 

O Bêbado e a Equilibrista

  L'Ubriaco  e  La  Equilibrista


(João Bosco / Aldir Blanc)

 

L'ubriaco (1) e la equilibrista (2)

 

di João Bosco e Aldir Blanc, 1979

 

Cadeva (a) a pomeriggio avanzato un viadotto (3)
E un ubriaco vestito (b) a lutto (4) mi ricordò Carlitos (c)
La luna (5) come la padrona del bordello (6)
Chiedeva a ogni fredda (7) stella un po' di luce in prestito (8)
E le nuvole (9) là nella carta assorbente (d) (10) del cielo (11)
Succhiavano macchie (12) torturate (13), che asfissiante (e) follìa
L'ubriaco con la bombetta faceva irriverenze a mille (14)
per (f) la notte del Brasile (15), mio Brasile
Che sogna il ritorno del fratello di Henfil (16)
Con tanta gente che partì (17) sulla coda di un razzo (g)
Piange la nostra patria madre gentile
Piangono Marìe e Clarisse (18) non solo del Brasile
Ma so che un dolor così pungente non deve esistere inutilmente
La speranza danza sulla corda allentata dell'ombrellino (h)
E a ogni passo di questa linea si può far male
E' sorte (i), la speranza equilibrista
Sa che lo show di ogni artista
Deve continuare.

Commenti generali:

(a) Al calar della sera significa alla fine del pomeriggio, al tramonto. Si può anche dire al calar della notte, che è un po' più tardi, quando non c'è più alcun barlume di sole e la notte è ormai manifesta.
(b) Vestendo.
(c) E' il nomignolo con cui chiamiamo affettuosamente il vagabondo di Charles Chaplin.
(d) Oggetto da ufficio caduto in disuso assieme alle penne da calamaio.
(e) Asfissia [sufoco], in senso figurato, significa una situazione senza via d'uscita, disperata. Esiste il modo di dire: "Sto proprio asfissiando."
(f) Pra = para. Essendo un monosillabo, c'è la tendenza a porre l'accento, il che sarebbe un errore, dal momento che para non ha accento.
(g) Significa una situazione potenzialmente pericolosa, una "buca", una (doccia) "fredda". Altri modi di dire: "Son salito su una (canoa) bucata" o "Sono entrato in una (doccia) fredda" o "Sono passato dal tubo" o ancora "Ho preso la coda di un razzo."
(h) Esiste la sombrinha, che è un ombrellino piccolo, di solito colorato, che può essere usato tanto per proteggersi dal sole come dalla pioggia. Esclusivamente per le donne.
Esiste anche l'ombrello propriamente detto, più grande della sombrinha, di solito nero, e utilizzato da entrambi i sessi.
(i) E' un'espressione di disprezzo della sorte, di assenza di paura. Ricevendo una avvertenza su qualche pericolo che non prendiamo in considerazione, possiamo rispondere: "Sfiga!" [Azar], "Dannazione!" [Dana-se], "Non ci sono nemmeno!" [Não estou nem aí] o ancora "E allora?" [E daí?!]

 

 

Commenti politici:

(1) L'ubriaco rappresenta gli artisti, i poeti, i musicisti e i "matti" in generale, che ubriacati di libertà osavano alzare la loro voce contro la dittatura.
(2) La equilibrista era la speranza di democrazia, un progetto di apertura politica graduale, che ad ogni "elezione", ad ogni evento che disturbava i militari (marce, etc), vedeva minacciata la sua esistenza.
(3) Città di Belo Horizonte, anni 70, viadotto della Gameleira: il viadotto, opera del governo, crollò abbattendosi su macchine e autobus pieni di gente, uccidendo molte persone. All'epoca non si permise la diffusione della notizia né le persone ricevettero alcun risarcimento o idennizzo.
(4) Riferimento ai militanti di sinistra che furono fatti "scomparire" o apertamente assassinati sotto tortura.
(5) La luna rappresenta i politici civili che si misero a disposizione del regime, con fini di lucro personale. Essi "credevano" tanto nella propaganda ufficiale che si diceva che, se un generale avesse dichiarato che la luna era nera, si sarebbero messi a difendere questa tesi come verità assoluta. In una certa epoca furono perfino chiamati "i luna nera".
(6) La Camera dei Deputati e il Senato furono a volte paragonati a bordelli a causa degli affari immorali che vi si concludevano. E' evidente che i cittadini indignati non potevano esprimere apertamente il loro pensiero, altrimenti sarebbero stati, al minimo, processati per calunnia, ingiurie, diffamazione, etc.
(7) Le stelle sono i generali, padroni del potere. Alcuni di questi non figurarono mai come governanti, preferendo intrallazzare fra le quinte. Si accontentavano di qualche privilegio astronomico e qualche inezia di incarichi di direzione in imprese statali o del potere di assumere poche decine di parenti e correligionari in pubblici impieghi.
(8) La luce in affitto erano, come già menzionato, i guadagni personali e perfino elettorali ottenuti dai civili che accettavano il ruolo di marionette. Alcuni di questi civili crebbero tanto che superarono in potere i loro stessi "creatori" in uniforme.
(9) I torturatori sono paragonati a nuvole, essendo intoccabili e irragiungibili.
(10) La carta assorbente era lo strumento usato per eliminare errori, macchie nello scritto. Il DOI-CODI, temibile polizia politica dell'epoca, era la carta assorbente del regime.
(11) Per il cittadino comune, le prigioni erano irraggiungibili, inaccessibili; per questo paragonate al cielo.
(12) I ribelli sono paragonati a macchie, errori nello scritto, disordine, indisciplina.
(13) Riferimento alla tortura applicata ai militanti di sinistra, che avveniva di nascosto.
Il regime non ammise mai di torturare persone, purtuttavia non ci furono mai punizioni per i casi di cui si venne a sapere, nonostante la censura alla stampa.
(14) Gli artisti non zittirono mai. Questa canzone, proprio essa è una delle irriverenze.
(15) Un tema ricorrente nelle canzoni dell'epoca. Il ritorno delle libertà politiche è paragonato al sorgere del giorno, così come la dittatura è paragonata alla notte.
(16) Henfil (Henrique Filho) era un pungentissimo vignettista politico molto controllato dal regime, così come suo fratello Betinho, che nel governo Fernando Henrique organizzò il programma di lotta alla fame. I due erano emofiliaci e morirono di Aids.
(17) Riferimento agli esiliati politici.
(18) Maria é la moglie dell'operaio Manuel Fiel Filho morto sotto tortura nelle prigioni del DOI-CODI (SP) nel gennaio1976 e Clarice é la moglie del giornalista Wladimir Herzog, egli pure morto sotto tortura, nel DOI-CODI (SP) nell'ottobre del 1975.

 

 

  

  

 

O Bêbado e a Equilibrista
(João Bosco / Aldir Blanc)

Caía
A tarde feito um viaduto
E um bêbado trajando luto
Me lembrou Carlitos.


A lua,
Tal qual a dona dum bordel,
Pedia a cada estrela fria
Um brilho de aluguel.



E nuvens,
Lá no mata-borrão do céu
Chupavam manchas torturadas,
Que sufoco!



Louco,
O bêbado com chapéu côco
Fazia irreverências mil
Prá noite do Brasil,
Meu Brasil...



Que sonha
Com a volta do irmão do Henfil,
Com tanta gente que partiu
Num rabo de foguete.


Chora,
A nossa Pátria, mãe gentil,
Choram Marias e Clarices
No solo do Brasil.



Mas Sei
Que uma dor assim pungente
Não há de ser inutilmente,
A esperança




Dança,
Na corda bamba de sombrinha,
E em cada passo dessa linha
Pode se machucar.



Azar,
A esperança equilibrista,
Sabe que o show de todo artista
Tem que continuar.

  

  

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi post

Repost0

commenti

Présentation

  • : RIABILITAZIONE POST MORTEM DI PADRE GINO BURRESI
  • : Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
  • Contatti

Recherche

Liens