Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
15 marzo 2011 2 15 /03 /marzo /2011 08:41

 

 

 

Pollicino (Le Petit Poucet) è una celebre fiaba di Charles Perrault, originariamente pubblicata nei Racconti di Mamma Oca nel 1697.

 

 

 

Un boscaiolo e sua moglie, non avendo più di che sfamare i loro sette figli, decidono di abbandonarli nel bosco. Il più piccolo dei fratelli, Pollicino, avendo udito per caso la conversazione dei genitori, si riempie le tasche di sassolini bianchi. Il giorno dopo, quando i genitori conducono i figli nella foresta con una scusa, Pollicino lascia cadere i sassolini dietro di sé; seguendo questa traccia riesce a riportare i fratelli a casa. Il giorno dopo la cosa si ripete, ma questa volta Pollicino ha a disposizione, per segnare il sentiero, solo briciole di pane, che vengono mangiate dagli uccelli.

I sette fratellini, perduti nel bosco, chiedono ospitalità in uno stupendo palazzo. La padrona di casa decide di accoglierli, ma li avverte che il marito è un Orco che mangia i bambini, e nasconde i sette fratelli con cura per proteggerli. Quando il marito rientra, però, sente odore di "carne fresca" e presto scopre gli intrusi, decidendo di mandarli a morte il giorno successivo.Nel frattempo Pollicino scopre che l'Orco ha sette figlie, che egli ama tanto da aver donato a ciascuna di loro una coroncina. Nottetempo, si introduce nella camera delle orchette, sottrae loro le corone, e le appoggia sulla testa dei propri fratelli.

L'Orco, svegliatosi nella notte con l'intento di sgozzare i bambini, viene tratto in inganno dalla "sostituzione" e sgozza le proprie figlie. Pollicino e i suoi fuggono e l'Orco, avendo scoperto della tragedia avvenuta a causa dell'astuzia di Pollicino, indossa gli stivali delle sette leghe per raggiungere i bambini in fuga. Anche questa volta Pollicino lo supera in furbizia; aspettando che l'Orco si addormenti, Pollicino gli ruba gli stivali e torna dalla moglie dell'Orco. Le racconta che l'Orco è stato rapito dai briganti che vogliono un riscatto. La donna dà tutto l'oro che possiede a Pollicino, che può tornare con i fratelli dal padre con denaro sufficiente a liberarli per sempre dalla fame.

 

 

 

 

Diamo un senso moderno alla favola in questione: Pollicino fa venire in mente le ingiustizie che ancora oggi troppi bambini subiscono, tutta l’infanzia abbandonata, tradita, maltrattata dai più forti, dagli adulti, in molte parti del mondo. Anche dietro l’angolo di casa nostra a volte si può nascondere un bambino che chiede aiuto in silenzio, con il suo sguardo. Anche dietro agli alberi del nostro parco cittadino si può nascondere un orco. I nostri bambini devono avere la possibilità di attraversare il bosco senza paura, devono imparare a superare le difficoltà, anche con la fatica e superando delle prove inevitabili nel percorso di crescita. Il nostro compito è quello di dare loro un “pezzo di pane” da poter sbriciolare per non perdersi e tanto amore e comprensione. Una volta superato il bosco il distacco è inevitabile, ma se i nostri insegnamenti ed i nostri consigli sono stati buoni…il finale della favola di Pollicino si realizzerà: i bambini non vivranno più di stenti fisici, affettivi e morali, ma torneranno a trovarci con il loro “tesoro”. attraverso i racconti , i bambini riescono ad affrontare con serenità paure interne ed esterne e si rivelano istruttivi per la risoluzione di problemi interiori e delle pulsioni vissute attraverso l’acquisizione delle proprie risorse. Attraverso la trattazione di temi attuali delle favole e fiabe, il bambino trova risposta al suo stato emotivo di quel preciso momento e ha chiarimenti sulla propria vita reale. Non bisogna nascondere gli aspetti negativi di favole e fiabe da parte di chi le racconta, perché il bambino nella sua realtà non vivrà “rose e fiori” , ma si troverà a dover gestire ostacoli ai quali dovrà essere preparato.E’ importante considerare che verso i sei anni, il bambino inizia a strutturare il Super  Io , quindi entra in gioco l’etica, la morale: il bambino deve capire la morale della favola per poterne fare uno strumento di educazione; per questo si immedesima nel protagonista, che è portatore di morale. Fiabe e favole vengono considerate come lezioni di vita: anche se raccontano di pericoli imminenti e episodi violenza, il bambino può conoscere il senso del bene e del male. La fine delle fiabe “e vissero felici e contenti” porta rassicurazioni sulle difficoltà: sono presenti ma superabili anche grazie all’aiuto degli altri.

 

Le fiabe non sono semplici racconti, ma insegnano molto...

Condividi post
Repost0

commenti

Présentation

  • : RIABILITAZIONE POST MORTEM DI PADRE GINO BURRESI
  • : Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
  • Contatti

Recherche

Liens