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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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DULCIS IN FUNDO : BRINDIAMO ALL'ANNO 2016 A VENIRE

 

http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/un-poco-dulcis-in-fundo.aspx

 

 

Il direttore risponde

Anche qui un po’ di «dulcis in fundo» (con qualche istruzione per l'uso)
 

 

Gentile direttore,
sa che cosa leggo appena ho in mano la mia copia di “Avvenire”? Quel “quadretto” nell’ultima pagina che lei ha deciso di mettere lì per concludere il giornale con qualcosa di... buono. È vero che c’è sempre almeno un altro quadretto interessante in prima pagina ma, prima di affrontare cronache poco allegre, temi impegnativi, perplessità dell’oggi e del domani, ho bisogno di “Dulcis in fundo”.

Mi rassicura del bene che esiste, che esisterà sempre e comunque, perché Lui, entrando nella nostra storia, si fa vedere e sentire nelle nostre piccole e grandi storie. Sono fatti che intrecciano le nostre vite da nord a sud, da est a ovest, piccole luci che si accendono sulla mappa dell’umanità. “Avvenire” non addolcisce la realtà, ma ne mostra ombre e luci, e così l’anima si rasserena e affronta il tutto con più equilibrio. Ancora una cosa, direttore: alcuni “quadretti”, ritagliati e incollati su un grande foglio, sono appesi sulla porta del mio appartamento con il titolo “Anche questo è Natale” al posto dei soliti addobbi natalizi. Grazie, e auguri a redattori e lettori.

Giacomina Cammelli
Trento

I giornali, come tutte le cose, hanno un loro verso. Ma possono essere presi in considerazione in diverso modo e letti e “usati” con tutta la libertà e la creatività di cui ognuno di noi è capace. Mi piace il suo modo, gentile signora Cammelli. Mi piace molto. E mi piace che, in fondo a questo anno 2015 e in questa pagina di scambio di idee coi lettori, ci sia un pensiero finale – accompagnato, diciamo così, dalle sue ottime “istruzioni per l’uso” – dedicato al nostro «Dulcis in fundo».

Una rubrica collettiva aperta a tutti i redattori e collaboratori di “Avvenire” che dal 4 dicembre 2013 pubblichiamo in ultima pagina, dunque con forte evidenza, per assicurare ai nostri lettori, anche nel giorno più “nero” dal punto di vista della cronaca, almeno una notizia buona e giusta, di quelle che raramente attirano attenzione e ottengono titoli. Grazie per ciò che vede e apprezza nel nostro lavoro, cara amica. E, davvero "dulcis in fundo", in questo passaggio d’anno tra il 2015 e il 2016, auguri di pace e bene a tutti i lettori e a tutti coloro che, con noi, abitano questo mondo, la «casa comune» che ci è data in custodia.

Marco Tarquinio

 

http://www.prosaepoesia.net/dulcis-in-fundo/

 

Dulcis in fundo

Come
vorremmo dire
in ogni tempo
in ogni dove:
dulcis in fundo,
il dolce
viene alla fine.

Ahinoi non imperituri,
alla fine
troveremo
l’agognato dolce,
o l’amaro
non digestivo
dell’oggi?

 

Sergio Camellini

 

un uomo che mi ama MINA - YouTube

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