Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Di nelsegnodizarri.over-blog.org riccardo s.m.fontana
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commenti
franz12/17/2015 11:04
Archeologia del mistero (2014) Al matematico Odifreddi
I. Ipotesi sulla non creazione di Eva
L’Uomo Erectus, nato in Africa un milione di anni fa, fu il vero padre ancestrale dell’Uomo Sapiens. L’Uomo Erectus possedeva una costola mobile, cioè delle reni, in più del Sapiens. Egli usò il fuoco. Anche l’uro, “bos primigenius” dipinto anche a Lascaux, possedeva una costola in più del dio toro, un dio non ancora antropomorfizzato a livello psichico. Il Sapiens, ossia Uomo di Cro-magnon, vero portento nella caccia, però, visse per un po’ a contatto con quello di Neanderthal, un antropofago per lo più europeo, dal carattere sessuale più libero, dicono i paleontologi, e che tingeva di ocra rossa i morti e decorava le salme con fiori in caverne dei Monti Zagros, tra Iraq ed Elam. Io suppongo che Lilith, come demone biblico, in vero fosse un Neanderthalensis e che mal si accoppiava col Sapiens. Quando, poi, in rito sciamanico, e dopo una sonnolenta glaciazione, nella primitiva tribù umana si volle paragonare a forza vitale una rara bellezza di Sapiens Sapiens, cioè Eva, prodotto di una mutazione, si disse che essa nacque da costola di un Uro/Adamo. Ciò parrebbe molto strano, ma io inviterei ad osservare le corna di bovide che sormontano l’uomo raffigurato seduto di fronte a una donna nel cosiddetto Sigillo della Tentazione, ritrovato in Iraq, dove compare sia un albero dai bei frutti che il serpente: fin dagli inizi della storia vi è una simbiosi tra l’uomo e un simbolo di potenza animale. Eva, come nome ebraico, è l’onomatopea del vagito, per questo è detta la Vita. Una domanda: se nella Sacra Bibbia di Eva ce n’era una sola, come mai quell’omicida patentato di nome Caino vi trovò moglie, nell'iranico Paese di Nod? Il nome Caino indica un fabbro e i primi siti dov’era praticata la metallurgia nella storia sono attestati in Iran, proprio dove egli fuggì.
II. Sul mitico serpente
Il serpente, collegato a misterico matrismo (non proprio un matriarcato), alla trasmigrazione delle anime, e studiato anche dalla Gimbutas, comparve in certe statuette in terracotta a somiglianza umana, di esseri nudi, a El Obeid, nel quattromilaseicentocinquanta a. C. (confronta data con l’inizio del calendario ebraico!). Il serpente prese ad essere adorato anche in Egitto tra i primi coltivatori di frumento, ed essi ebbero contatti coi primi mesopotamici, osservati certi manici ben lavorati di coltello in pietra. Il periodo di El Obeid accadde prima dei Sumeri, i quali non erano originari della Mesopotamia: insediativisi, canalizzarono la regione e vi fortificarono città-stato. El Obeid è una località presso l’antica Eridu; allora, sorgeva presso il mare, il Nar Marattu, ovvero Il Mare Orientale degli Accàdi. Anche in Oriente vi è un fiume che ci ricorda la lingua mesopotamica di Sargon di Akkad: l’indiano Narmada. Da non soltanto vasi del Belucistan, raffiguranti estinti bovidi, ma anche da tavolette in cuneiforme di antiche città della Babilonia noi sappiamo degli scambi marittimi con quel subcontinente asiatico. Esistevano, infatti, delle bulle in terracotta che contenevano allora gettoni e sigilli di vario genere per gli scambi commerciali e su questi spicca una specie di zebù. Ancora i segni dei sigilli della valle dell'Indo non sono stati decifrati, benché a mio avviso la parola dio sia una ruota e non dissimile dal raggiante "dinghir" sumerico-babilonese. Una domanda: se le statuette ofidie di El Obeid si ricollegano idealmente alla cosiddetta Tentazione, da chi furono scacciati quegli adamiti, dagli angeli o dai Gutei calati dai Monti Zagros? Forse dai topi, come accadde, poi, a suo tempo a esercito assiro? In questo caso, però, benché la Bibbia dica che l’assiro si ritirò dal campo di battaglia a causa di un angelo, non così è scritto in certi documenti in cuneiforme. Il non lontano giardino di Gu.edin.nah, sito tra le città di Umma e Lagash, un tempo era paradisiaco e fu persino proiettato in cielo come costellazione rintracciabile in Pegaso.
franz12/17/2015 11:06
III. Sulla Sfinge di Giza e una dissertazione sull’Esodo
C’è un particolare nella Tavolozza di Narmer (protodinastia egizia, 3200 a.C., Museo delle antichità de Il Cairo) sfuggito all’esame degli esperti. Su una sua faccia, e lì dove Narmer indossa la corona bianca, ben si nota il falco solare sul corpo, come insabbiato, di un’asiatica sfinge coronata da steli di papiro. Stesso copricapo egizio, persino la barbetta poi perduta dalla Sfinge di Giza. Secondo me, essa era la base scultorea per la Sfinge di Giza e la sua testa venne riscolpita all’epoca di re Chefren, mentre gli arti di leone le furono aggiunti scavando alla sua base, ma la sua fattura è chiaramente più antica e appartenente al Popolo del papiro, quello che la Bibbia chiama Misraim. Ma Misraim non è Misri, l’Egitto predinastico non è il dinastico! Se, peraltro, osserviamo la storia dell'Egitto per come ci viene descritta da reali documenti, possiamo individuare persino il vero faraone dell'Esodo biblico in Amenofi II, figlio del valoroso Thut-mosi III, quello di 17 campagne belliche contro il Popolo di Mitanni per la conquista di Meghiddo, in Palestina. Secondo l'archeologo Gardiner, durante la seconda spedizione il suo dio Amon circondò i nemici con larghi fossati di fiamme e fumo: che ciò siano le famose colonne di fuoco con cui si annunciava il dio israelitico non mi par dubbio, ma da parte di astrofisici e alcuni archeologi molto noti, come il Di Cesare, ciò è riconducibile a un impatto meteoritico che causò la caduta di antiche civiltà, come in Mesopotamia così altrove. Di sicuro un meteorite si trova nella Ka’ba della Mecca. Certo, questioni astrofisiche, come eclissi di luna, registrate dagli antichi spostano datazioni di certi eventi. Stando così le cose, primo: Abramo, come patriarca, aveva avuto una schiava egizia di epoca hyksos, dunque fu vissuto all'epoca di Hammurabi di Babele (non di Babilonia, che è una regione!) e di Ariok di Ellasar, ovvero Rim-Sin, re di Larsa, e di Kedorlaomer, alias Kudur-Lagamar di Elam (chi cerca trova un bel libro di Arborio Mella); secondo: Gerico fu, invece, presa e incendiata solo ai tempi di Ekh-en-Aton, e lo fu a causa dei Habiru (come già sosteneva Sigmund Freud in uno dei suoi saggi psicoanalitici su Mosè, e anche un dimenticato Sir Marston), quindi ai tempi di rilassatezza politica, non essendoci ignoto che molto più tardi Ramesse II si recò in Galilea, nel 1272 a. C., mentre più a Nord proprio la città di Gerico era vuota e deserta da molto, molto tempo. E c'è da chiedersi come mai la Bibbia (pare che re Giosìa, poi ucciso in battaglia da faraone, ne abbia trovato una versione nelle profondità segrete del Tempio di Salomone. Chissà se la adottò come testo ufficiale!) ci descriva cose in altra maniera. Cosa si vuole forse nascondere, che Ramesse II, anni dopo la battaglia di Qadesh, fece un'alleanza di mutua assistenza con gli Ittiti anatolici e che essi si divisero tutti i terrritori e i gruppi umani nelle terre di mezzo? Di certo Mer-en-Ptah, successore al trono di Ramesse II, disperse tribù ribelli nel deserto, e tra di esse vi cita un futuro Israele. La notizia di ciò fu scolpita sulla stele nera guarda caso già appartenuta a Amenofi II (Amen-hotep). In conclusione, accennando a notizie dell’egittologo Donadoni in cui Israele persino partecipò a campagne belliche in Egitto ai tempi dei Persiani e a quelli di Bagoa, allora governatore di Giudea, in cui in Alto Egitto, a Elefantina, venne ricostruito tempio dedicato a Geova (probabilmente una volta demolito da egizi fedeli a Atum, il dio degli dèi), se si vuole proprio credere veritiera la parola del biblista, la Legge dei padri fu, però, compilata quando i due scettri non avevano più influenza sulle province costiere: solo dopo Ramesse III, che sconfisse nel delta del Nilo i cosiddetti Popoli del Mare, solo allora si potè dichiarare che la regina Nefert-ari, moglie di Ra-messes, si fu infatuata di un certo Mosè, senza incappare nella vendetta dei faraoni contro la calunnia (ma forse di Mosè ne esistettero più di uno e, come scrisse il giornalista americano Lehrner, uno era solo egiziano: egli attraversò le paludi del Mar Rosso e fabbricò serpenti in rame nell’oasi sinaitica di Qetta con fonderie, appunto, egiziane). Una bestia ha diecimila occhi e orecchi dappertutto e riferisce tutto al visir.
franz12/17/2015 11:12
Giochi di parole al Caffè Bonazzi (2014) A Seamus Heany
1) Me.dju.s'hat=Con cobra sulla testa (Medusa);
2) Hyksos=Heka Khesut=Stranieri principi (scacciati da Ah-mosi, dove Ah=il dio luna, in Alto Egitto);
3) Un.as=Colui che era scorpione (faraone);
4) Men.es=Il re scorpione (faraone);
5) Men.ka-u.Ra=Il re dai molti Ka spirituali di Ra (Micerino, faraone);
6) Khaf.Ra=girato è Ra' Khaf=Ra è anima vivente (Chefren, faraone);
7) Min.osh= Il re scorpione (Minosse, Creta);
8) Aga.men.Nun=Il grande re dell'Oceano (Agamennone, Ellade);
9) Per.usiam=Per oscam partem, Attraverso la terra degli Oschi (Perugia);
10) Dasht-e-Lut=Dashart el-Lot=il Deserto di Lot (e di Abramo?) [luogo in Iran];
11) Og.ija=strano luogo nel mare (Ogigia) [nota: Og da Gog o Magog?];
12) Ki.er.senn.esh=Chersoneso, Kerch, isola dell'Ucraina=Luogo di antica signoria (Circe);
13) K.ar.un.tii.ef=Che trasporta chi un tempo camminava (Caronte);
14) Pi-Alas.ija=L'isolaorma di scorpione: dei Pelasgi (Cipro/Cyprus; cupressum=rame e cipresso);
15) Vol.turn=Fiume dell'avvoltoio (Volturno) [nota: in effetti il Volturno e il Liri formano la figura di quell’uccello];
16) My.khenai=Miu.ghenus=Di leoni la stirpe (Micene);
17) Him.alaya=Del cielo la montagna;
18) Valdo=dove sta la foresta, germanismo (simile a Gualdo);
19) Olum=il dio celeste, un connettivo africano, ma più propriamente soltanto il Cielo, ciò che diremo noi il Padre Cielo, non proprio “che è nei cieli”;
20) Cam.e.lot=Cam.u.lod(unum)=castrum Rom. sul fiume Cam di Cambridge (Colchester);
21) Parsifal=Perceval=Par cheval(ier)=Lo scudiero;
22) Langhe.lot=il Lunga lancia (Lancillotto);
23) Sam.nis=Uomo valente (sannita, Italia preromana) [nota: anche l’ebraico Sem significa Uomo, come del resto il Sami lappone];
24) Roma=Hro.mar= Ciò che sta davanti all’aratro;
25) Rasenna=Hra.s’inna=Di fronte al proprio mare (Etruschi);
26) An.hattu.lija=Che era la terra sul mare di Hatti (Ittiti, Anatolia);
27) Eneti, grecismo=En.hetti=Che c’erano prima degli Ittiti (Veneti);
28) Mer.en.Ptah=Amato dal dio Ptah (faraone);
29) Nefert.iiti=La bella che viene (regina, Egitto);
30) Khamiut=Le due rive nere (a causa del limo del Nilo: Egitto) [nota: l’egizio non è uomo di colore, come già rispose Hatshepsut a caro “fratello” di Mitanni. Eh, già: anche a quei lontani tempi, per salvare capre e cavoli i matrimoni erano combinati e Thut-mosi III era figlio di principessa di Mitanni. Ma a quelli, poi, fece vedere le traveggole a Megiddo, in Palestina, in una sorta di Armageddon];
31) Ekh.en.Ptah=Il Paese del dio artigiano (propriamente Egypt, Egitto);
32) Ap.hroden.iiti=Colei che viene con volto di giovenca (Afrodite, non la Anadiomede);
33) Telem.akh.w=Eredità (in assiro) dell'immagine (di Odisseo)=Telemaco;
34) Senn.akh.er.ib=Colui che aumentò il numero di fratelli (Sennacherib, assiro);
35) Kal.y.pish.us=Nin.gal.y.pish.tim=La dea sole mi è la vita (Calipso);
36) Eresh.ki.gal=Regina degli inferi (Ki=terra, gal=nascosta) [nota: anche la Kalì indù è sotterranea];
37) Sin'e'ar=La terra di Sin (nella Bibbia)=Sumer (Iraq) [nota: il mesopotamico Monte Nizin, cioè del dio luna Sin, ha un omonimo: il Monte Sinai del decalogo];
38) Ish.tar=Colei che si dona (dea dell'amore e della guerra) [nota: tar probabilmente è una parola altaica e significa dono, e Mounji Tar, in lingua siberiana, stranamente rassomiglia molto a Mohenjo-Daro, come Dono della Madre Terra (Mou/Mu). Del resto henge=portare, perciò nji e henjo, anche come complemento di specificazione. E’, però, degli antichi veneti che parole di città come Treviso (Tar-visum, Dono dei fiumi: il Sile e il Cagnan) e Trieste (Ter-geste, Mercato) contengono il prefisso tar o ter che indica naturalmente il luogo di un dono dato. Se poi pensiamo ai tirreni etruschi, intesi come tyr=tiur e hena=ghena, questi capitani di mare erano Progenie degli scambi. Al mondo tante stranezze, non mi stupirebbe che dal malese Orang=uomo possa derivare Rangu o Uranji, cioè il nome della scrittura fatta di “omini” dell'Isola di Pasqua: questa, poi, rassomiglia molto a quella della civiltà della valle dell’Indo. Altra stranezza è la città sull’Indo Kot Diji, che tradotto dall’egizio può significare I contenitori (vasi?) del serpente cobra (djet), come Harappa se letto al contrario in Pa.hap.har=il bove regale, la cui groppa potrebbe raffigurarsi nel fiume Gange o ricordarci per grandi linee la schiena di un estinto zebù in certi antichi sigilli. Chahun-Daro, poi, in cinese ricorda Cha=fiume, come se essa sia la Città "dono" dell'Indo. Per quel che ne so, gli scheletri radioattivi trovati a Mohenjo-Daro erano di tipo mongoloide, proto-alpino e alpino, quindi provenienti da aree geografiche ben differenti, come di genti richiamate dalla civiltà in mattoni a onorare il potente Signore degli animali (Shiva), ma bisognerebbe ricercare in situ un cratere d’impatto meteoritico risalente a quel periodo storico per giustificare le contaminazioni. Non credo ai vimana volanti, ma forse a qualche occasionale extraterrestre che non si sbandiera tanto oggigiorno, dopo delle bombe atomiche];
39) Ut-nah.pish.tim=Colui che vide la vita (il Noè assiro-babilonese) [nota: nel piccolo grande universo di Sargon di Akkad gli altri tre Noè del diluvio sono: Atrahesis per l’Elam, Noah per Amorrei, Ziusudra per Sumeri. Ho detto “piccolo grande universo” perché il diluvio non pare proprio così universale, seppur ci siano state nel tempo altre aree interessate dal fenomeno. Misteri? Ah! Se trascriviamo al contrario il nome caldeo dell'Eufrate, e lo traduciamo, vien fuori “Hathor la Giovenca”, mentre il Tigri, sempre in caldeo e come , si può tradurre come Fiume di ciò che gli sta sulla testa. Un corno bufalino? Come se la testa della dea adorata anche in miniere del Sinai avesse occhi e orecchi bovini in città antiche dove era sito l’Eden biblico. Chissà come un dio lo vedeva dall’alto! Di certo il Nilo egizio ne era una zampa posteriore nel Nomo presso la Grande Piramide];
40) Y.H.W.H.= Yah-ho-(was-ah)-netor-en-netoren= Io che vengo portando (lo scettro sono) il dio degli dèi=Yehowah, Geova [nota: vedi gli strani geroglifici in tempio giudaico (!), epoca persiana: Cambise (?), Alto Egitto, a Elefantina - vicino a tempio di Iside, invece tolemaico. Da notare che in antico egizio Pa Netor ah, “il dio che io sono”, suona molto simile a Torah, il Pentateuco di Mosè, e che Mosè, come nome simile a Mosi, Mosis e Messes, può tradursi in E’ nato. Ma c’è da chiedersi come mai vi è quella dicitura “Dio degli dèi”: c’è un politeismo nascosto in Elohim? Elohim, in ebraico, significa “Gli dèi”, nella Bibbia è tradotto semplicemente Dio a differenza di Geova che è il nome del Signore. Lampada non va messa sotto un secchio per far luce... Be’, anche questa sta proprio in alto. Anzi, in Alto Egitto!].
franz12/17/2015 11:16
Angeli e ratti (2013) Al filosofo Onfray
“E l’Angelo del Signore li sgominò”, così è scritto, ma dalla versione assira dello stesso evento si sa ben altro: che non fu alcun angelo biblico a farli ritirare dal campo, bensì una torma di ratti che gli rosicchiarono corde di tende e di archi. Angeli, e chi sono questi messaggeri, forse di carne e ossa così come gli indigeni di Los Angeles, dei pellerossa, e molto provvidenziali nell’aprirti qualche dura porta, come già pare che accadde negli Atti di apostoli? Culto mazdaico vede angeli, demoni nell’aria, dove in definitiva di spiriti invisibili ci sono solo virus e batteri, tutt’al più una pioggia di neutrini cosmici; le apocalissi furono cosa persiana, sedimentatasi pian piano nella mentalità ebraica, e di chi ci tace molte cose nei suoi libri sacri tradotti in greco dopo Alessandro Magno. Non sono colui che non sono: laico, credo in valori umani, mi piace Terzani, ma molti altri chi non sono! Credono in angeli custodi o carcerieri, li pregano nel mercificato feticismo di reliquari. Ci mancano, allora, solo le lampade di Dendera o quelle strane pile di Baghdad a Sodoma e l’arcano è dato… La città fu sì inghiottita da fornace ardente, ma dov’era ubicata c’era un lago di asfalto, non di solo sale, di asfalto, ci dice Giuseppe Flavio in Guerra giudaica: quindi, con infiammabile deposito di natron e zolfo di cui si servivano dei faraoni, bastò una scintilla incauta e tutto scoppiò, accartocciandosi come già pensava Leonardo da Vinci, e senza scomodare tanti fulmini dal cielo. E da archivio di tavolette di Ninive si scopre che il biblico Ariok di Ellasar fu Rim-Sin, un re di Larsa coevo di Tid’al l’Ittita, e quindi di Abramo, che ebbe una schiava egizia in epoca hyksos. Poveri Cristi, le donne! Umiliate, offese, vile oggetto: la Bibbia non mi piace, per quanto accentui una moralità come tatuata sul cuore; il secco vuoto si ripropone in chi, tollerando la schiavitù come certi islamici, è pronto a scagliarti la prima pietra in nome di un’immacolata concezione delle cose e del peccato. E in tanti si son ubriacati di cattiverie persino dette da un Noè nudo, allorquando ti maledì Canaan, uno che manco era nato ai tempi dell’arca famosa. E non è si stanchi di lasciarsi trascinar nel pigia pigia del versetto su versetto, di annegare la coscienza di un limite in una sorta di tino d’iracondia, come quello a sbalzo nel calderone celtico di Gundestrup? La filantropia, come la solidarietà con i più deboli, è un dovere morale, non religioso, e la vera carità non è elargire il solito soldino, ma fare in modo che lo sfortunato abbia di che sostentarsi. Che ci si metta a riflettere come una capra tra cavoli, poi non si campa: bisognerebbe riscrivere verità. Ma realtà storiche non vanno romanzate da misogini, devono arricchirci di bellezza. Non me, nell’Era spaziale, si ricerchi per parlar dantescamente di cieli costellati da erculei arcangeli e sottostanti dragoni; d’inferni e di purgatori protratti in Terra da cosiddetti santi inquisitori ne son pieni libri e, francamente, ne ho piene le tasche.
franz12/17/2015 11:19
Notung! Notung! (2014)
Un giorno rincasai dal mio lavoretto di artista, cantando una certa melodia. A quei tempi stavo scrivendo Qwerty #4 in cui affermo che la reincarnazione non esiste. Più tardi, con mia sorpresa, scoprii che cantavo una cosa di Riccardo Wagner senza averla mai udita prima: si tratta di un’Aria del Sigfrido, quando l’eroe si fucina la spada Notung mentre il nibelungo Mime ne medita la morte. Stessa melodia, ivi compresa quella particolare armonia di note discendenti, cantai con fervore. Ma a posteriori, chiedendomi se ciò non fosse dovuto solo a una coincidenza, mi dissi che l’averla, per così dire, rimembrata, ebbene era dovuto alla mia anima genetica, come se nel mio Io occulto vi fosse ascritto anche un ricordo amarissimo di tale musica tedesca, come se un mio parente stretto l’avesse udita dal grammofono a manovella di un Alto Comando allorché seppe che dei prigionieri italiani erano stati internati in un lager della Seconda Guerra Mondiale. Certo, la cosa sembra molto strana, ma per me le cose non accadono secondo illogicità, vi è sempre una causa. Forse fu a causa di qualche lettura di troppo; di sicuro un mio nonno finì in Germania e ci mancò poco che vi perdesse la vita, accusato di sabotaggio. E, poi, francamente mi pare incongruo che l’anima vaghi di usato in usato corpo, e non per via sessuata: se noi disponiamo di ricordi precedenti a questa vita lo dobbiamo grazie ai nostri stessi avi, che ci formano geneticamente per lo più con dei caratteri ereditari. Delle memorie del trapassato remoto non si dovrebbero ereditare altrimenti, come ragioni dolorose. Pertanto con questo mio scritto vado contro un certo modo comune di pensare, e per lo più dovuto a resoconti di cose sublimi dell’Oriente, di filosofie non mie. Esse sono pervase di un’aura di mistero, ma potrebbero essere verità impazzite, non conformi al reale. Io stesso in passato scrissi delle eresie, per lo più confluite in un libro innominabile. Scrissi, infatti, che quel Gesù, detto l’Unto, si era sposato a Cana, dove avvenne un miracolo (ora non so come l’acqua si trasformi in vino, ma suppongo che molti antichi romani, tra cui Caligola, si avvelenarono di piombo addolcendo il vino con barre di piombo, appunto, immersevi), che aveva avuto una figliuola di nome Sarah, riparata in Provenza con la madre dopo la sua dipartita, e che geneticamente essa avrebbe trasmesso il fattore di poter far nascere dei figli maschi virginalmente. Altresì, a quei tempi, mi chiedevo se la madre di quel messia sui generis fosse stata imparentata con Serse, il biblico Assuero, grazie alla regina Ester: i vangeli non ci parlano della genealogia matrilineare, ma ciò potrebbe essere importante, perché Dario, un re dei re iranici, in passato nacque virginalmente e ciò fu registrato dai magi, i guardiani del fuoco sacro. È come se ci fosse tutta una covata di quegli eroi particolari, assunti alla gloria in circostanze particolari, come se dalla lontana preistoria la cosa si ripetesse circa ogni duemila anni e coinvolgendo solo delle popolazioni della Terra, tra cui le indoeuropee. Un noto Buddha nacque da vergine ed era anche sposato, fu considerato un avatara, ossia nell’ultima reincarnazione; pure un certo Sai Baba scomparso di recente in India si dice che sia nato così, ma nel mondo greco-romano vi sono già tante figure nate da una vergine “fecondata” da un dio. Non guardiamo a questo o quel dio, mi dicevo, poiché Dio non esiste se non come proiezione della mente umana; guardiamo piuttosto ai fatti concreti, e, se non è impossibile a vergine di riequilibrare un gioco-forza perduto, allora esiste un’occulta ragione genetica, una cosa rara e molto sporadica, del fenomeno stesso. Ed è come se il mitico femminino avesse tirato fuori i muscoli in una società patriarcale di soprusi e privazioni per rivendicare un diritto esistenziale, ma leggerne, io, il profondo non so fare. Di certo, come rabbino itinerante, quell’uomo ebraico fu dotato di poteri taumaturgici, ma li credetti del tutto naturali, prodotti dall’energia ribosomica delle sue stesse cellule animali ed ereditati dal parentado materno, inconsapevolmente. Sì, sì: c’è un padre putativo che gli dà tutto l’onore di genealogia maschile, ma ciò è fortuito e geneticamente i due hanno da spartirsi ben poco di mitocondriale... Naturalmente resteranno tutte delle illazioni, queste, e quasi sicuramente il Graal non ritornerà a esistere; del resto ciò non fu nascosto nelle Americhe grazie ai pochi Cavalieri Templari scampati a pauroso eccidio, ma in un certo senso le pannocchie di mais scolpite nella Cappella di Rosslyn, presso Edimburgo, ci dicono che una flotta vi arrivò ben prima di Cristoforo Colombo. A ragionarci così, sulla stirpe di sangue di quel Gesù crocifisso e di una Maria citata dallo gnostico Filippo, negli Apocrifi, c’è tutto da perderci in un mondo assassino come il nostro, rinnovatosi solo a parole e con i suoi tabù. E che cosa esso covi da tempo non c’è proprio da chiederselo, sfruttando l’infelicità e l’ignoranza altrui con delle lobby. E la Chiesa di Roma per secoli è stata un oscurantismo con le Sue purghe, ci voleva quasi tutti analfabeti e comunque servi di una dottrina infallibile e sessista, ed era Lei a eleggere i nobili; ora fa la brava crocerossina che parla di pace, perdonanza e concordia, ma in vero è una tigre che brucia d’ira in questa giungla d’asfalto. Sono indignato per tanta ipocrisia e a costo d’essere indigesto l’ho scritto. Per concludere dirò che la Storia che Cicerone considerava maestra di vita, sembra non aver riproposto che prepotenze; ahimè, un turbine di violenza farà sempre tribolare a causa di spiriti uterini poco consolatori, che si atteggiano come fossero la verità colata da un favo: questa traccia solo una sterminata via di croci irte di chiodi, che sarebbe meglio occultare con arte. Non parlatemi più di buon governo di Dio.
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