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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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UN DIARIO E DUE GATTI PER ANNA FRANK

 

 

http://www.micimao.com/919/bosch-e-tommy-i-gatti-di-anna-frank/

 

 

Bosch e Tommy: i gatti di Anna Frank

 

 

Anna Frank, l’autrice del celebre Diario, colei che ha commosso tutto il mondo con il racconto delle sue giornate trascorse in una soffitta di Amsterdam per sfuggire alla furia nazista, tenne tra le sue braccia due gattini: Bosch e Tommy.

Due gatti non proprio tranquilli, che però, con le loro zuffe fecero compagnia e regalarono forse qualche sorriso e qualche momento di distensione alla famiglia di Otto Frank.

I nomi non erano stati scelti a caso: Bosch era il termine dispregiativo con cui si indicavano i tedeschi, mentre Tommy designava genericamente i soldati inglesi.

Immaginiamo le loro baruffe nella piccola soffitta, ma anche il terrore di venire scoperti a causa dei miagolii. Nonostante il rischio, però, la famiglia di Anna Frank desiderò la compagnia dei due mici anche nei momenti più terribili: con loro la ragazza era capace di distrarsi, passava ore e ore a giocare, e forse si sentiva meno prigioniera.

Che tipo di gatti fossero, le cronache non lo dicono, ma probabilmente erano due comunissimi gatti che si saranno anche resi utili per la caccia al topo.

Che la giovane autrice fosse molto legata ai gatti è noto. In una delle prime pagine del suo Diario racconta così il giorno del suo compleanno, quando Bosch e Tommy non erano ancora arrivati nella sua vita:

Venerdì 12 giugno (1942): ero già sveglia alle sei: si capisce che era il mio compleanno! Ma non mi era consentito di alzarmi, così  dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più trattenermi e andai in camera da pranzo dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina.

(Anna Frank, Diario, Einaudi 1992)

Anna quel giorno compiva sedici anni e, nonostante le leggi razziali, era una ragazza che ancora andava a scuola e voleva fare la giornalista. Fu proprio quel giorno che ricevette in dono il regalo che la rese celebre: “Il primo regalo che mi apparve fosti tu”, scrive, “forse uno dei più belli fra i miei doni”.

 

 

 

 

 

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