Parabole
di Adriana Zarri
in “il manifesto” del 28 marzo 2010
Non dite «puttana»: termine che gronda disprezzo per chi fa un triste mestiere ma è pur sempre una donna e, come tale, merita affettuoso rispetto. Dite piuttosto «prostituta», che designa la stessa realtà ma è meno spregiativo, quindi più consono all'umano rispetto e al cristiano sentire.
DEDICATO AD UNA PROSTITUTA
La mia amica del cuore Zarri Adriana
non vuole che la gente ti chiami puttana.
Ha detto che fai un triste mestiere,
rimani per strada tutte le sere,
spesso anche per l'intera notte,
a volte prendi pure le botte.
Adriana non vuole che tu sia disprezzata,
solo perché sei ben prezzolata.
Lei esige per te il cristiano rispetto,
anche se il tuo lavoro si svolge
su un divano o su un letto.
Lo sai che Gesù il suo pensiero ti volge,
quando dice ai farisei,
che hanno tanti schei,
che tu, prostituta, li precederai
nel suo regno dei cieli,
perché ti commuoverai,
se dal tuo letto toglierai i veli.
Allora vedrai quella donna, in casa, con gli scolaretti,
che pensa a suo marito e con amore gli prepara dei manicaretti,
o quella sposina,
tanto carina,
indaffarata in cucina
e tutta sporca di farina.
Per loro questa è la coniugale fedeltà,
mentre tu i loro mariti già li riempi
a sazietà,
facendoli tornare a casa empi,
a recitare una menzogna,
mentre tu per un po' di denaro vile,
ti mangi la bile
e ti procuri una rogna.
Come fai a star sempre chiusa
o peggio, reclusa
dentro una fogna
o una latrina ?
Orsù, cessa di far la malandrina !
Stai rubando a tanti bimbi il loro papà,
solo per soddisfare giovani o vecchi gagà.
Hai mai pensato di innamorarti seriamente ?
O di progettare la tua vita autonomamente?
Perché farti rovistare nella tua anima a casaccio?
Mettiti un po' in ordine e caccia via il magnaccio !
Zarri Adriana mi ha detto che per te la fedeltà
è di non smettere mai di sognare la nobiltà
dei tuoi naturali tratti materni,
quando un giorno dovrai curare i tuoi figli infermi.
La tua maternità
ti farà uscire dall'oscurità,
accoglieranno le tue braccia
una nuova vita che sboccia,
canterà la tua bocca
un canto che trabocca
dall'intimo del tuo cuore,
a lei donerai il tuo più pazzo amore.
Quando l'ultimo dei tuoi sogni si sarà realizzato,
avrai appena varcato il tuo nuovo mondo incantato.
Riccardo Fontana
