Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Di nelsegnodizarri.over-blog.org riccardo s.m.fontana
http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/11/25/news/le_donne_correggono_i_nomi_alle_vie_lovelace_al_posto_di_lagrange
Le donne correggono i nomi alle vie: la prima programmatrice di pc al posto del matematico
Dimostrazione simbolica di una Ong torinese su un torto istituzionale: su 2300 strade solo 65 sono intitolate a personaggi femminili
di GABRIELE GUCCIONE
Giuseppe Luigi Lagrange, via! Arriva Ada Lovelace. Una matematica, donna, figlia di Lord Byron, ma soprattutto prima programmatrice di computer della storia, al posto di un matematico, benemerito, certo, ma di sesso maschile. Sotto le targhe di marmo delle strade del centro di Torino sono comparse ieri intitolazioni alternative, di carta: nomi di donne scienziate, letterate e politiche al posto di personaggi uomini.
Una dimostrazione simbolica promossa dalla ong torinese Mais, impegnata da anni nel sud del mondo contro la violenza sulle donne – come nella lotta alle mutilazioni genitali femminili in Egitto o alla tratta delle donne in Sudamerica – che questa volta ha voluto accendere i riflettori su un altro tipo di violenza, quella “istituzionale”. “Cioè – chiarisce la direttrice dell'organizzazione, Stefania Di Campli – la rimozione delle donne dagli spazi e dai luoghi della vita pubblica e civile di una città, a cominciare dalle intitolazioni di vie e piazze”.
E così, via Lagrange “diventa”, in occasione del 25 novembre, via Lovelace; via San Tommaso, dedicata a un santo, lascia il posto a via Adriana Zarri, una teologa e donna di fede; via Alfieri, poeta, diventa via Piera Oppezzo, poetessa; fino a piazza Palazzo di Città, che per un giorno prende il nome della prima donna sindaco di Torino, Maria Magnani Noya.
Un’azione simbolica, certo. Che rende bene l'idea, però, di una realtà a cui spesso non si fa caso: secondo le statistiche dell'Associazione italiana di toponomastica femminile, a Torino, su 2.235 strade, vie e piazze, solo 65 sono intitolate a donne. E in particolare 11 a madonne, 10 a sante, 4 a suore e benefattrici, 21 a regine e personaggi storici, 11 a letterate e zero – 0 – a scienziate.
“Eppure – fa notare Di Campli, che scriverà un appello al sindaco Piero Fassino perché la città presti più attenzione alla toponomastica femminile – non mancano donne alle quali intitolare, a parità di ruolo, professione, importanza storica e meriti sul campo, gli spazi pubblici della città”.
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