Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

ADRIANA ZARRI : GRAZIA E' OFFRIRE MANI AL SIGNORE

 

 

http://www.unachiesaapiuvoci.it/notizia.php?Id_sezione=1&Id_notizia=166

 

gesc3b9-le-mani-del-crocifisso-risorto

gesc3b9-le-mani-del-crocifisso-risorto

 

Vivente vuol dire morituro - Adriana Zarri

Vivente vuol dire morituro; e morituro vuol dire votato alla resurrezione. Vita e morte si intrecciano. Non sono antitesi: sono anelli di una catena tenuta, ai due capi, da Dio. E c'è un destinatario comune a questi due poli collegati eppur tanto diversi; ed è l'essere di Dio, vivere in lui. Sia il vivere che il morire sono modi diversi di essere di Dio.

Il cristiano vive e muore come ogni vivente e ogni mortale della terra. Noi non pensiamo più che il cristiano sia migliore degli altri. Anche se dovrebbe esserlo (la nostra giustizia, secondo la parola del Signore, dovrebbe essere superiore a quella dei gentili) in realtà non sempre lo è. E non possiamo neanche pensare che la sua morte sia immune da quel timore naturale che è di tutti. Ciò che lo diversifica, che lo qualifica, in quanto credente nel Cristo risorto, è il sapere di vivere in lui e di essere, in lui, chiamato alla resurrezione e alla vita eterna della Trinità divina.

Questo essere di Dio e in Dio che qualifica così singolarmente la nostra vita, ci fa comprendere come sia poco importante ciò che si fa e molto, invece, ciò che si è e "come" si fa ciò che si fa. Importano poco le cariche e gli onori della terra; e perfino le qualifiche più interiori della nostra vocazione. L'essere pari o impiegati alle poste, parroci o contadini, docenti universitari o scolaretti delle elementari, addetti ai trasporti o monache di clausura: tutto ciò indubbiamente qualifica e importa diversi stili di vita; ma sono tutti modi di vivere in Dio. E, sotto a tutte queste vocazioni singole, c'è l'unica vocazione cristiana che ci accomuna tutti. Ed è su questa che saremo giudicati: sul come avremo vissuto la nostra esistenza quotidiana, fatta di cose piccole e grandi; e il piccolo e il grande sta di dentro: nel modo gretto o generoso, individualista o universale di sentire e di vivere i nostri gesti.

Anche i nostri morti hanno vissuto così: in Dio. Hanno avuto ciascuno la propria storia; ma hanno vissuto tutti questa grande "storia" di Dio che rivive in ogni cristiano. Hanno fatto ciascuno il proprio mestiere d'uomini - il professore o l'imbianchino, il vescovo o la perpetua - ma dietro a questo mestiere umano c'era - e hanno vissuto - il grande "mestiere" di Dio che fa crescere il mondo, attraverso il lavoro degli uomini; sicchè il lavoro degli uomini è il suo lavoro creatore e redentore dell'universo. Egli la prende in mano, questa fatica degli uomini, e ne fa la sua azione perenne. Noi offriamo mani al Signore. I nostri morti hanno offerto mani al Signore; e perciò le loro mani risorgeranno: perché sono state strumenti validi di Dio. Non ne aveva bisogno, ma ha voluto averne bisogno: ha voluto farsi aiutare da noi. I defunti sono coloro che hanno aiutato Dio e che attendono che Dio li richiami a vivere di nuovo, eternamente, in lui. Non è importante quello che hanno fatto ma come hanno vissuto la vita di Dio in terra, nella storia: il mistero della salvezza che parte da Cristo e si dirama in tutti i fedeli innestati in lui.

 

Adriana Zarri

 

M I N A -- LE TUE MANI -- - YouTube

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post