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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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VOGLIA DI MISERICORDIA IN GRAVIDANZA

 

http://www.laretedellemamme.it/index.php/storie/storie-di-mamme/262-sono-rimasta-incinta-a-13-anni-i-miei-mi-hanno-cacciata-di-casa-ma-ora-sono-una-mamma-serena

 

 

Sono rimasta incinta a 13 anni. I miei mi hanno cacciata di casa, ma ora sono una mamma serena

 

Mi chiamo C., compio 22 anni tra qualche settimana e ho una figlia di 8 anni e cinque mesi. Ebbene sì, sono rimasta incinta ancora prima di compiere 13 anni. Il giorno che scoprii di aspettare un bambino venni assalita da una paura grandissima. La prima cosa che feci fu parlare con il mio ragazzo, con il quale stavo da circa un anno. Lui aveva 2 anni più di me, un ragazzino anche lui. Rimase malissimo e di quel pomeriggio ricordo ancora la feroce litigata tra noi, come se incinta ci fossi rimasta da sola.

 

Gli dissi che non avrei mai, per nessun motivo, dato via il bambino che aspettavo. Lui decise di tirarsene fuori e di non volerne sapere più niente di me e, a distanza di 8 anni, sta ancora mantenendo la sua parola (e poi dicono che gli uomini non mantengono mai la parola data!). Tornai a casa quella sera e non cenai ero distrutta.

La sera seguente affrontai i miei, non potevo aspettare molto. Per una decina di minuti non volò una parola. Silenzio, solo silenzio, un silenzio che faceva un rumore pazzesco. Sguardi rabbiosi, schifati, delusi. Il primo a prendere la parola fu mio padre che si girò verso mia madre dicendo: "Dove tieni i borsoni"? Mia madre rispose: "Sono su, nel ripostiglio". Andarono su, io non capivo un tubo di quello che stavano facendo. Dopo mezz'ora tornarono giù nel salone e mi dissero: "Se pensi di tenerlo, quella è la porta". Quando realizzai cosa avevano intenzione di fare, non riuscivo a crederci, non pensavo potessero davvero farmi questo. Ma la realtà era quella. Io non dissi nulla, presi la borsa che mi avevano preparato, li guardai dicendo: "Arrivederci", aprii la porta e me ne andai. E da quel giorno non li ho più visti né sentiti.

Avevo qualche soldo da parte, presi il treno da Roma, dove vivevo, e me ne andai in una città vicina. Iniziai a cercare un lavoretto e mentre lo cercavo una signora, A., mi si avvicinò e mi chiese se avessi bisogno d'aiuto, io le spiegai la situazione e, senza volere niente in cambio, mi ospitò da lei. Era vedova e non aveva nessuno, mi disse che ero la nipote che aveva sempre voluto avere. A. divenne per me una figura importantissima. Se non avessi avuto lei… Mi accompagnava nelle varie visite e durante le ecografie. Venni affidata a lei dagli assistenti sociali. E insieme a lei decisi il nome della bambina che portavo dentro di me: Aurora.

Quando è nata, quando ho visto Aurora la prima volta, è stato bellissimo. Tutti i problemi in quell’istante si sono annullati. Da quel momento le mie attenzioni erano solo per lei, per me esisteva solo lei. Quando diventi mamma, e non importa a quale età, cambi profondamente. Tutto ciò che pensavi essere importante prima, dopo non lo è più. L’unica cosa che conta per te è il tuo bambino.
Rimasi da A. per un paio di mesi, dopodiché, trovato un lavoro, anche se non regolare data la mia età, andai a vivere per conto mio. A., veniva a trovarci, sempre.

Quando andavo a lavorare lasciavo a lei la bimba. E lei mi diceva sempre che le stavo ridando la vita con quella bambina. Un mese prima che Aurora compisse un anno, A. morì. Ha lasciato un grandissimo vuoto nella mia vita. Non ci sono molte persone in giro come lei, purtroppo. Mi ha voluto un bene enorme e mi è stata vicina dall’istante in cui ci siamo incontrate. Ha fatto per me quello che non ha fatto la mia famiglia.

C. una ragazza madre

 

Mina-Ha tanti cieli la Luna - YouTube

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F
Buongiorno! Come sta, come va? Senta, caro Signore, io ho poi scritto al papa Francesco, ma mi perdoni: non ho parlato del caso Zarri e di altro a cuore di lei medesimo. Al papa ho parlato da laico e di un libro di poesie e prose inviatogli. Pubblicato, redatto a mie spese senza editore o codice ISBN, ma inviato anche a molte biblioteche nazionali. Così, tanto perché non finisca al rogo, e in odor di eresia. Da laici c'è tutto da perderci in un mondo bestia come questo.<br /> Guardi che non tutti i papi sono le brave crocerossine che si crede. Ma questo lo saprà già...<br /> Ora la lascio. Ora le lascio una mia poesia tratta da quel mio sudatissimo zibaldone, non perché lei la orchestri come si deve (ricorda Franz? Ma quello era tedesco e io sono un tifoso della nazionale italiana di calcio, e ieri abbiamo perso ai rigori. Forse ce lo meritiamo per i troppi soldi spesi nel calciomercato, un insulto alla povertà di fronte a milioni ). La gamba rotta non gliela auguro, come poeta che ammira quel Cappello di Mandate a dire all'imperatore; le auguro solo di essere filantropico, non tanto sovranamente cristiano. Io, per esempio, nel giorno del mio laico compleanno (e sono anni ormai che lo si fa) chiedo non regali agli amici, ma opere di beneficenza, che il ben che a me si vuole ben si rifletta nei più bisognosi. Molti devolgono una piccola somma alla Lega del Filo d'oro, dei bambini sordociechi. E l'Italietta che a molti va stretta, credo che abbia bisogno di carità civile, una carità non religiosa, che non si aspetta nulla da un dio cui non credo, ma comunque un sostegno privato. Bene, detto ciò l'avverto che la mia poesia pasquale parla di una donna che conobbe quel Gesù tanto amato da lei, in accorati appelli nella notte. Addio. F.<br /> .<br /> DE LVCE AC PROPHETA (2016)<br /> Sulla via della croce il suo sguardo<br /> era già fisso là, come inchiodato<br /> a pesante giogo. Non era stato forse<br /> uomo di tanti prodigi che delle donne<br /> gli piansero davanti? Ed egli profetò<br /> loro la caduta di Gerusalemme,<br /> la distruzione di un tempio corruttibile,<br /> senza citare altro profeta che fosse una<br /> luce per nazioni; disse a quel gregge<br /> spaurito di tempi duri e di lutto, solo<br /> allusivamente. E fu tutto, nel sangue<br /> del capo incoronato dalla beffa.<br /> A Sion, chi si sarebbe ricordato di lui?<br /> Oh, sì, forse qualche fanciullo<br /> cui voleva dare una dignità esistenziale,<br /> e cresciuto abbastanza da vedersi<br /> spuntare il pelo rossiccio della barba,<br /> inanellati dei capelli alle tempie<br /> e cominciata a leggerla in sinagoga.<br /> Anni dopo, lo avrebbe ricordato<br /> come quell’inviato dei cieli, disceso<br /> nell’aridità per condividere una manna<br /> e spremere un buon tralcio di vite;<br /> nello spirito rinnovato dei tempi,<br /> lo avrebbe anche rimpianto, penso,<br /> perché solo lui dava corpo a beatitudini,<br /> ne sapeva pascere e ammansire<br /> su rive di lago, mentre si tesseva rete<br /> fitta fitta come ventimila crune di ago.<br /> Mentre tutto scorre, la folla impreca<br /> e tanti animi sembrano per sempre perduti,<br /> abbandonati al regno della notte,<br /> a un’ora oscura pronta a divorarti<br /> come fuoco, avrei voluto pregare come lui,<br /> che certo brillava di un eroismo titanico.<br /> Molto patì sotto Pilato e farisei. Allora<br /> ero ai suoi piedi, ai piedi di quel legno<br /> che mi affondava nel petto. Io, signora<br /> dell’unicorno, oggi vivo in una foresta<br /> d’alabastro inghirlandata dal tramonto;<br /> le nubi cariche di elettricità si scaricano<br /> sulla vastità stessa che dovetti affrontar<br /> dopo quel giorno, ma dentro di me sempre<br /> lo trovo, perché egli era ed è cosa sublime.
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N
Si tranquillizzi, caro Franz. Adriana Zarri soleva affermare, quando le chiedevano se la Chiesa ufficiale l'avesse qualche volta redarguita per le sue posizioni giudicate da molti "eretiche" che scomunicare un laico oggi non usa più. Oggi questo è vero più che mai, se si pensa che Papa Francesco il 31 ottobre p.v. sarà in Svezia per commemorare i 500 anni della Riforma.<br /> Ecco cosa dovrebbe aggiungere oggi al Suo sudatissimo zibaldone: una poesia sull'incontro tra Papa Francesco e Martin Lutero.<br /> Una poesia profetica dove potrebbe dare anche ospitalità alla profetessa Adriana Zarri, tanto amata dai protestanti ma molto poco dai cattolici. <br /> Riccardo