Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Di nelsegnodizarri.over-blog.org riccardo s.m.fontana
http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?opereid=160674
Omaggio ad Adriana Zarri
M. Gisella Catuogno
“Un eremo non è un guscio di lumaca”
ha chiamato la Zarri
la sua biografia sentimentale
il congedo dalla sua lunga vita
durata più di novant’anni.
Me la ricordo bene
questa teologa ribelle per la chiesa
la forza che emanava
quel suo dire quieto inflessibile
e sicuro
quel suo aspetto curato
con i capelli bianchi
raccolti a chignon sopra la testa
e gli occhi scuri
intelligenti e dolci
vibranti come sciabolate
quando era il caso di strapazzare
la stupidità e l’arroganza umane.
Me lo rammento a Samarcanda
tanto tempo fa, il suo intervento
che spalancava orizzonti inediti
inesplorate prospettive all’anima.
Poi via, da questo pazzo mondo
non per rinnegarlo, ma per poterlo
amare di più e meglio
lontana dal chiasso inverecondo
di tanta gente urlante.
A coltivare piante e fiori
godersi il giallo dei limoni
accarezzare i gatti
ascoltare il gracidio delle rane
a primavera.
Un microcosmo
in cui sono inclusi
gli amici, se vogliono
e il pensiero costante
a un dio clemente,
che si rifiuta
di creare l’inferno.
Perchè quello c'è già
in tanti cuori spenti.
MGC 25.5.11
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