Andando indietro di qualche anno , stavolta è l'esperienza di un giovane 
che verrà raccontata e il suo viaggio dalla Sardegna verso il cuore del
Mugello.
Emanuele Boi, 26 anni di Cagliari, laureato in Scienze della
comunicazione e prossimo a entrare nel mondo del lavoro, nel campo
della scuola, della formazione e del terzo settore. Era l’estate del 2010,
quando il padre convince un allora ventunenne Emanuele a recarsi a
Barbiana:  e i due, una volta organizzata la cosa, partono.
Onestamente la mia reazione non fu delle migliori – ci dice
Emanuele – per un ragazzo allora voleva solo dire perdere un giorno di
vacanza. La mia visita a Barbiana non dipese perciò da una scelta
volontaria”.

 

Con queste parole, che sarebbero potute uscire dalla bocca di un

qualunque ventenne, si capisce come per il protagonista del nostro

viaggio, Don Lorenzo Milani, fosse uno sconosciuto. Perché perdere del

tempo allora con uno di cui non si è nemmeno sentito parlare? Andare

a Barbiana non è mai facile. Le strade strette e impervie non sono una

passeggiata. E padre e figlio, infatti, si perdono più volte prima  di

raggiungere la meta.

Una volta arrivati, però, è lo stupore che la fa da padrone.

Come possono una chiesetta ed una canonica, messe lì quasi per caso,

attirare tanta gente da tutta l’Italia?

Aggregati ad una scuola media che quel giorno era in visita, i due

vengono accolti dall’allievo di Don Lorenzo, Agostino Burberi, che da

programma comincia a presentare e descrivere quel luogo un tempo

teatro degli insegnamenti del priore.

L’atmosfera del luogo, la semplicità dell’aula e il forte impatto di quel

cartello che su di sé riporta il famoso “I Care”, hanno un effetto

particolare su Emanuele. Che, inaspettatamente, si ritrova affascinato.

Ascoltavo silenziosamente ed attentamente – racconta ancora 

interessato da ciò che Don Lorenzo aveva fatto per quel bambino,

ormai uomo e altri come lui”.

Poi, la visita guidata continua  all’interno dell'officina dove i ragazzi

imparavano a lavorare il legno e il ferro. Alcuni degli oggetti da loro

costruiti erano ancora visibili. Passati al cimitero sottostante,

l’emozione è indescrivibile: colpisce l’umiltà e la semplicità della tomba,

colpisce vedere quanti di quelli che partono verso Barbiana e che

Emanuele considera oggi “Pellegrini“, lascino dei segni del loro

passaggio, attraverso pensieri che è sempre possibile leggere.

La giornata finisce, la visita finisce, ma per Emanuele da quel momento

si apre un mondo. Sente subito, appena rientrato a casa, la necessità di

avvicinarsi con maggior intensità a Don Lorenzo e per questo legge le

due famose opere “Lettera ad una professoressa“ e “L’obbedienza non è

più una virtù“. Un nuovo intento muove ora quel ragazzo, partito quasi

costretto e controvoglia: far conoscere il messaggio scoperto a Barbiana

e portarlo in qualche modo nella sua quotidianità. Nasce così l’idea, in

linea coi tempi, di utilizzare Facebook.

Trovata una pagina abbastanza nota sul social, Emanuele contatta il

gestore, Giandomenico Potestio, spiega le sue motivazioni e mette in

mostra la sua voglia di fare riuscendo a diventare Co–amministratore e

a rivitalizzarla con un tocco giovanile. In poco tempo, la fa diventare il

principale strumento sul web dove possono essere condivise e

commentate le varie esperienze riguardanti Don Lorenzo.

Oggi conta 23 mila like, con un andamento in progressivo aumento.

Un luogo virtuale dove nascono anche diverse iniziative.

Una in particolare sta per diventare realtà: l’idea di realizzare un musical

su Don Milani.

Emanuele Boi è, dunque, un ragazzo cambiato dal giorno in cui è partito.

Un ragazzo che oggi si riconosce nel motto “I Care“. Il viaggio ha

rappresentato una svolta: sia per la formazione sociale che per quella

culturale. Non è il primo e non sarà l’ultimo toccato dall’insegnamento e

dai metodi di quel priore scomodo che fu mandato in mezzo ai monti

affinché tacesse. E non si potrebbe che chiudere con le sue parole; brevi,

semplici, incisive: “La visita a Barbiana mi ha cambiato la vita e pensare

che io, a Barbiana, neanche volevo andare”.

Mina - La Montagna (1989) - YouTube