Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

IL BAMBINO NELLA MANGIATOIA DEGLI AVVOCATI

 

 

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/il-racconto-di-dicembre-un-natale/

 

 

 

IL RACCONTO DI DICEMBRE: UN NATALE

A cura di Nino Leotta

 

download

 

La maestra cominciò a darsi da fare per creare in classe l’atmosfera di Natale. I primi addobbi, alcune letture, poesie e nenie. Poi, la grande prova personale: creare e colorare una sfera. Ogni alunno poteva usare carte variopinte o pennelli. Colori ad olio o acquerelli. La cosa più interessante era che ciascuno doveva inventare la composizione perché si trattava di realizzare un’opera da regalare ai genitori nel giorno dell’imminente festa. Marco ci mise tutta l’anima. Tagliuzzò delle carte a colori e provò ad appiccicarle su quella palla creando come un puzzle dai disegni armonici. E, mentre lavorava con tanto impegno, vedeva proiettarsi su quella superficie circolare un piccolo mosaico che già era ben distinto nella sua fantasia.

Tanta semplicità si liberava in quell’aula scolastica. E tanta tenerezza. Fatta di spontaneità e di generosità. Certamente fa riflettere, in una  società per certi versi malata, la presenza dei bambini. Sono come un foglio bianco sul quale si può imprimere la traccia che si vuole. La bontà degli uomini trasmette altra bontà. La loro malvagità colpisce con disumana ferocia. Quale limite ci resta da oltrepassare quando abbiamo colpito l’innocenza? E le cronache del giorno continuano a sconvolgere l’intimo delle  nostre coscienze già lacerate.

La maestra si fermò a parlare della presenza di tanti milioni di bambini sparsi per il mondo che non hanno né una palla né dei colori. Che non hanno una scuola da frequentare. Disse anche che, senza che ce ne accorgiamo, ogni giorno perdono la vita circa 18 mila bambini. Si tratta di oltre sei milioni di bambini ogni anno. Più degli abitanti di tutta la Sicilia. Muoiono soprattutto perché contraggono malattie come la malaria e non hanno come curarsi. Oppure non hanno di che nutrirsi. O bevono pochissima acqua spesso putrida e infetta. O sono vittime indifese del perverso egoismo degli uomini. Poi la maestra accennò alla triste storia di bambini che vengono rapiti per essere sfruttati o venduti. E alle drammatiche traversate di bambini su barconi vecchi e malandati  che tentano di raggiungere le coste della Sicilia per fuggire dalla guerra.

Marco ascoltava tutto con tanta attenzione  E sentiva il suo cuoricino farsi ancora più piccolo. Qualcuno chiese come si potevano aiutare i bambini malati o poveri. E la maestra rispose che ci sono tante persone e tante associazioni che si occupano a distanza di quelle creature sfortunate. E aggiunse: “chiedete ai vostri genitori come fare. Perché ci sono, anche nella nostra città, volontari che vanno a trovare i bambini di qualche paese sperduto dell’Africa. E aiutano gli abitanti a costruire delle scuole o a scavare dei pozzi. In questo periodo di Natale c’è anche chi raccoglie, in una piazza della nostra città, giocattoli per i bambini che non ne hanno”.

Quando gli alunni completarono il lavoro, la maestra li aiutò a confezionarlo per fare una sorpresa ai genitori. Marco nascose il suo pacco nello zainetto e chiese alla mamma di essere accompagnato nella piazza dove venivano raccolti i giocattoli. E il piccolo depose con gioia il suo sacchetto colorato tra quei doni per i bambini che non hanno a disposizione una palla e tanti colori.

Il giorno dopo, la maestra narrò la storia di Maria e Giuseppe e del bambino che stava per nascere. Il loro viaggio, il rifugio in una stalla senza luce, senza acqua, senza bagno e senza riscaldamenti. La loro gioia e il loro affettuoso abbraccio per quel tenero bimbo. E arrivarono i pastori con il latte caldo e i formaggi. Mentre la grande cometa inondava di luce quella notte fredda. Infine, la maestra invitò gli alunni a scrivere una lettera a Gesù bambino e a deporla in una scatola comune. Si poteva scrivere tutto quello che si voleva. Marco pensò a lungo e poi scrisse lentamente: “Tu scendi dalle stelle, o re del cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo. Ti prego, Gesù Bambino, vieni a riscaldare anche il mio piccolo cuore infreddolito”. Marco avrebbe trascorso la notte di Natale a casa della mamma. E la notte di capodanno a casa di papà.

 

Mina - La vita goccia a goccia (F.Califano - Carlo Pes) - YouTube

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post