«La gratitudine è un sentimento adulto» scrive Paolo Guzzanti in uno dei suoi libri che ho apprezzato di più nel 2012, "Senza più sognare il padre".
È una frase detta all’autore dalla sua psicanalista.
Ed è una frase profondamente vera.
I nostri figli bambini e adolescenti, con l’eccezione di qualche attimo, sono incapaci di gratitudine; proprio come lo eravamo noi con i nostri genitori, alla loro età.
Sono troppo piccoli per rendersi conto sino in fondo di quell’immenso valore che è la vita.
E tendono a imputare le prime sofferenze proprio a noi, che della loro vita siamo responsabili.
Sarebbe sbagliato metterci a inseguire la riconoscenza dei figli, continuando a dare loro sempre di più: finiremmo per togliere significato al nostro dono, e per assuefarli a una vita facile, che non sarà purtroppo quella che dovranno affrontare.
Ormai è arrivato il momento fatidico di «mamma e papà non capiscono niente».
Sarò fortunato; ma con i miei figli proprio non riesco a offendermi.
Certo mi manca l’abbandono totale di quando erano più piccoli; ma credo di aver conquistato molto altro, come la possibilità di parlare di tutto.
Quando poi saranno grandi, realizzeranno appieno quanto li abbiamo amati, e verrà il tempo della gratitudine: quello che stiamo vivendo con i nostri genitori anziani, o che non ci sono più.
Aldo Cazzullo
Ricordo mio figlio 15enne a una di quelle cene con genitori e compagni della squadra di calcio e l’attimo in cui comparve nella sala un signore che tentava di vendere rose. Con cenni gentili tutti rifiutarono di acquistare la rosa. Con un balzo mio figlio si alzò acquistò una rosa e davanti a tutti me la offrì. Tutti i genitori presenti rimasero increduli a quel gesto. Io più di loro. Oggi 30enne è un uomo sposato e realizzato professionalmente e malgrado questi aspetti positivi il nostro rapporto si è distanziato e sento questo uomo lontano. il ricordo di quella rosa mi fa sperare che la gratitudine c’era e c’è (che sta maturando) e tornerà a manifestarsi. I rapporti genitori/ figli sono fra i più complessi e forse incomprensibili. Lasciamo che ognuno maturi … Come è difficile crescere.
Grazie per aver toccato questo tema che mi è tanto caro.
Renata
