Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

PADRE GINO BURRESI: ACTA APOSTOLICAE SEDIS NON CONTERREBBERO LE ACCUSE DI ABUSI SESSUALI

 

Sul sito https://laici.forumcommunity.net/?t=60700395, alimentato da GalileoGalilei, nell'articolo intitolato:

 

"Morto P. Gino Burresi, condannato dal Vaticano per abusi su fedeli e seminaristi, Prima li violentava e poi li faceva preti. Reati prescritti e fedeli osannanti"

 

ho trovato tre interventi molto interessanti postati dal signor Paolo De Paoli, che vorrei riportare qui di seguito.

C'è da dire che il signor De Paoli è riuscito col suo terzo intervento ad ammutolire l'amministratore del sito GalileoGalilei, il che è tutto dire.

 

Dunque il 08.05.2018 alle ore 13.57 Paolo De Paoli scrive:

 

"Ma secondo voi, visto che siete di cervello illuminato (nel senso che non c'è materia che impedisce il passaggio della luce), per reati penali del genere dove molte persone chiedono giustizia a distanza anche di anni, il fatto che non ci sia stata una denuncia a livello civile in questi trent'anni e, tra l'altro, neppure a livello ecclesiastico - visto che il processo a lui intentato non riguardava il crimine di abusi sessuali -, non vi fa venire il dubbio che queste accuse di molestie siano state una calunnia?"

 

Galileo Galilei gli risponde il 08.05.2018 alle ore 14.03:

 

"E' stato condannato dal Vaticano proprio per denuncia di sue vittime. Fin dal 1988".

 

Paolo De Paoli gli replica il 08.05.2018 alle ore 14.46:

 

"Strano non ho letto negli Acta Apostolicae Sedis, il decreto di condanna per abusi sessuali... Ho visto solo il decreto Amministrativo, con una sanzione disciplinare che non riguarda l'accusa di abusi sessuali..."

 

GalileoGalilei gli risponde il 08.05.2018 alle ore 15.10:

 

"Strano che quel zozzone di Burresi non abbiano mai querelato Sandro Magister e tutti quelli che per decenni hanno ricostruito pubblicamente le sue accuse di crimini sessuali.
Se aspettiamo gli Atti publici del Vaticano stiamo a posto. Atti coperti dal segreto pontificio a pena di scomunica."

 

Paolo De Paoli torna di nuovo alla carica il 08.05.2018 alle ore 18.10 e scrive:

 

"Gli atti pubblici del Vaticano (vedi Acta Apostolicae Sedis) già contengono motivazioni incresciose verso reati di questo genere (giusto pochi numeri previ a quello riguardante la sanzione amministrativa riguardante p. Burresi del 2005) e dunque perché non pubblicare proprio quelle inerenti a lui? Le motivazioni di una sentenza resa pubblica (da indicare obbligatoriamente in un decreto in cui si giudica qualcuno), non sono sotto segreto pontificio in quanto vengono indicate nel rescritto contenente il giudizio.
Sandro Magister mi pare che non sia il portavoce del Tribunale Apostolico e, nel suo articolo, accenna a un articolo comparso in una testata Statunitense ed anche lui non porta nessuna prova concreta.
Gli atti ufficiali dicono questo. Se non ci si basa sui fatti appurati allora ognuno se la suona e se la canta... ma la verità e la giustizia sono altra cosa.
Oppure ci si appoggia al pre-giudizio e non c'è dialogo che valga la pena di intraprendere, perché il giudizio è già stato posto a prescindere dai fatti che possano o meno essere appurati.
Io nell'88 andavo alle medie e non ero presente nei luoghi dove venivano dibattute queste accuse.
Ora, su queste vicende, noto solo che in ogni dove vengono citate alcune accuse verso quest'uomo (e per me ogni persona è innocente finché non viene provato il contrario negli atti processuali e nelle sentenze), ma vedo anche che da nessuna parte si trova la certezza della sua colpevolezza.
Nessuna persona merita di essere messa alla gogna pubblica, soprattutto senza che pubblicamente sia chiaro e certo che abbia commesso tali cose."

 

Al che GalileoGalilei ammutolisce.

 

Nell'articolo di Sandro Magister intitolato

 

"La prima sentenza del prefetto Levada fa tremare la Legione"

(http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/37078.html) 

 

l'autore scrive:

 

"Tra i motivi del provvedimento, il decreto della congregazione per la dottrina della fede cita abusi nella confessione e nella direzione spirituale. Ma fonti vaticane hanno confermato che a questi motivi vanno aggiunte le accuse di abuso sessuale rivolte contro padre Burresi da alcuni che furono suoi seguaci e seminaristi negli anni Settanta e Ottanta."

 

E' allora legittimo domandarsi chi siano queste fonti e quale attendibilità esse abbiano e soprattutto perché non se ne troverebbe alcun riscontro negli Atti pubblici del Vaticano.

 

La Madonna di Fatima, di cui oggi ricorre l'anniversario dell'apparizione a Fatima, ci aiuti a districare la questione ai fini di una riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi.

 

 

Riccardo Fontana

 

 

 

 

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post