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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL SANTO ROSARIO DELLE LACRIME DI PADRE GINO

 

IL SANTO ROSARIO DELLE LACRIME DI PADRE GINO BURRESI

 

 

Ieri pomeriggio mia moglie, io e Paolino, il nostro cagnolino, ci siamo recati ad Ostia

 

per fare  una passeggiata sul lungomare.

 

Passando davanti alla parrocchia di Santa Maria Regina Pacis e avendola trovata

 

aperta,  siamo entrati.

 

Trentadue anni fa venne celebrato qui il funerale di mio cognato, vigile del fuoco,

 

morto in servizio, durante un intervento di salvataggio con l'elicottero, che a causa

 

delle avverse  condizioni meteorologiche è precipitato sull'autostrada del sole,

 

diventata per lui l'autostrada  per il Cielo.

 

A destra della navata centrale ci ha molto colpito una teca in vetro contenente un Gesù

 

Bambino.

 

Probabilmente deve trattarsi di una donazione alla chiesa da parte di un privato,

 

perché nella descrizione dell'interno della chiesa, trovata su internet, la teca non viene

 

citata.

 

Sono rimasto affascinato dalla spiegazione che mia moglie mi ha dato riguardo a

 

questa teca.

 

Il Bambino Gesù è seduto su un trono scavato nella roccia.

 

In basso, alla sua destra, vi sono dei grappoli d'uva, che Gesù pigia col suo piedino.

 

Infatti  sulla gambina destra ha il pantaloncino alzato per non macchiarlo con gli

 

schizzi di mosto.

 

E' l'uva della vigna del Signore, da cui viene prodotto il vino che si trasforma nel

 

sangue  di Cristo.

 

In basso, alla sua sinistra vi è un fascio di grano su cui è adagiato un agnellino.

 

Dal grano viene prodotto il pane che si trasforma in carne di Cristo.

 

L'agnellino è il simbolo del Cristo, agnello immolato per la nostra salvezza.

 

Dentro la chiesa, ho sentito la presenza di Padre Gino Burresi e un grande desiderio di

 

purezza.

 

Dalle statue dei santi, tra cui quella di san Pio da Pietrelcina, e dalla statua della

 

Madonna di Fatima ho sentito spirare aria miracolosa per curare il nostro respiro

 

affannoso,  quando siamo soffocati dagli affanni della vita di ogni giorno.

 

Da qualche tempo a questa parte leggo a mia moglie Cèlia ciò che scrivo.

 

L'ultima volta che le ho letto i miei scritti, questi riguardavano anche Padre Gino

 

Burresi nell'articolo sulla famiglia adottiva di Dio.

 

Cèlia mi ha visto e sentito singhiozzare, tanto da non poter proseguire nella lettura.

 

A volte desidererei che fosse presente Papa Francesco a casa mia, affinché possa

 

vedere come le lacrime mi inondano il viso, quando vado rileggendo a voce alta ciò

 

che  scrivo riguardo a Padre Gino.

 

Sono le lacrime di Padre Gino Burresi, con cui costruisco il Santo Rosario.

 

 

Riccardo Fontana

 

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