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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL SILENZIO DELLA VANAGLORIA

 

 

IL SILENZIO DELLA  VANAGLORIA


Vanagloria: “Accentuato compiacimento di sé, che, pur senza alcun fondamento di meriti effettivi, determina una smodata ambizione.” (Tratto da internet)

 

Io penso che per chi si incammina sulla via della perfezione evangelica, questa

 

parolina  costituisca un'ossessione, una vera e propria  persecuzione.

 

Sì, perché a volte si  è  proprio inseguiti dal desiderio  dei cosiddetti  quarti d'ora di

 

notorietà  o  quarti  d'ora di gloria,  i  15 minuti di  celebrità.


“Quarti  d'ora di gloria,  una frase così simbolica da essere stata incisa sulle mura del New York Museum of modern art nel 1970 e, in tempi più recenti, da finire stampata su magliette, tazze e poster dedicati al genio della Pop art.” (Tratto da lettera 43).


A prescindere dalla paternità di questa frase, reclamata da più parti, quando ci prende

 

questa  smania ci  sarebbe da preferirvi un bel quarto d'ora di sonno.

 

La mancanza di ispirazione è una bella lezione di umiltà,  data a chi di solito è assalito

 

dalla   vanagloria e ci si crogiola dentro.

 

Uno sacerdote che fa una bella omelia, di quelle che ti fanno piangere dalla

 

commozione,  potrebbe insuperbirsene e allora tanto vale volare basso e non rischiare

 

di cadere dall'alto  della propria vanagloria. E' forse questo che desideriamo da un

 

ministro di Dio?

 

No.  Ognuno dovrebbe far fruttare i  talenti che ha e far sì che possano servire agli 

 

 altri.

 

Io quando non sento nessuna ispirazione mi affido ai sogni. 

 

Cerco in Padre Gino Burresi un  alleato. Gli chiedo di comunicarmi attraverso un sogno

 

 l'argomento su cui scrivere. Spesso, però,  quando mi sveglio, si dilegua il ricordo di

 

quanto   sognato,  ma  qualche volta riesco ad acciuffarlo  per la coda e qualcosa in

 

 mano mi resta.

 

La televisione è un disturbo per l'ispirazione.

 

E' da preferirvi il silenzio, quando cerchi di concentrarti.

 

Mia moglie Célia deve molto della sua cultura, preparazione, padronanza linguistica ai

 

 programmi  televisivi  che da ventidue anni a questa parte segue

 

Mi surclassa nelle conoscenze in tutti i campi grazie alla sua fame di cultura, che sazia

 

davanti alla televisione. 

 

Appena sposati gradiva sempre che la televisione fosse accesa quando mangiavamo.

 

Successivamente mi spiegò il motivo.

 

Sin da piccola, durante i pasti consumati nella sua famiglia d'origine in Portogallo,

 

 regnava   sempre il più  assoluto  silenzio. Per lei il silenzio era la morte del pensiero

 

non espresso.

 

Invece per chi è assordato dai continui rumori e chiacchierii, il silenzio ha una valenza 

 

ispiratrice.

 

E' altrettanto vero che tanti matrimoni falliscono per colpa dei silenzi.

 

Secondo il mio sommesso parere (che non vuol dire sottomesso), nella coppia, moglie

 

e marito dovrebbero aiutarsi a vicenda nella elaborazione dei propri passati, anziché

 

dare un taglio   netto  al presente e separarsi. 

 

Molte volte è sufficiente una parola per far riemergere tante incomprensioni, di cui si è

 

stati vittime in passato, quando eravamo piccoli.

 

Ad esempio la mamma di mia moglie era dell'avviso che la donna andasse relegata

 

all'unico  ruolo di  fattrice di figli,  mentre Célia, mia moglie,  sentiva dentro di sé la

 

voglia di   apprendere, di non restare ignorante.

 

E' stato questo aspetto della sua personalità a salvarla dalla depressione, quando

 

abbiamo   scoperto la mia sterilità.

 

Quindi tanti suoi  comportamenti che potrebbero essere  interpretati aggressivi

 

derivano dal  fatto che da piccola volevano schiacciarla ed è stata la sua forza di

 

volontà a far sì che ciò non accadesse.

 

Anche se lei è la prima ad ammettere che la donna oggi è diventata molto aggressiva.

 

 Io non ho mai ravvisato in mia moglie desideri

 

di vanagloria, forse proprio perché quel che sa fare fonda effettivamente  sui suoi

 

effettivi meriti.

 

A volte servono le batoste che la vita ci infligge, per vanificare la vanagloria.

 

Il  periodo in cui mio figlio attraversava il tunnel più buio  della sua vita

 

provocò anche a me un  black out, di cui non c'era  da vanagloriarsi.

 

Ma  poi,  appena vedi riaffiorare la luce tra le vie dei tuoi pensieri, ecco che la

 

vanagloria rispunta.

 

Hai  voglia a dire che la vanagloria va zittita, ridotta al silenzio.

 

La vanagloria è come la coda della lucertola, più la tagli, più essa ricresce.

 


Riccardo  Fontana

 


Tratto da: cronache

 


Papa: Tanti sacerdoti presi da vana gloria perdono dignità, che vergogna

 

 “Signore Gesù, il nostro sguardo è rivolto a te, pieno di vergogna, di pentimento e di speranza. Dinanzi al tuo supremo amore ci pervada la vergogna per averti lasciato solo a soffrire per i nostri peccati”. 

 

Così Papa Francesco nella preghiera che pronuncia al termine della Via Crucis al Colosseo.

 

 “La vergogna – dice – perché tante persone, e perfino alcuni tuoi ministri, si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vana gloria perdendo la loro dignità e il loro primo amore”.

 

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