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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PADRE ENZO VITALE - UNA LIBERTA' DA RICONQUISTARE

 

 

 

PADRE ENZO VITALE - UNA LIBERTA' DA RICONQUISTARE

 

 

(Tratto da operabirgi.it)

 

EDUCARE ALLA LIBERTÀ. Cronaca di un Convegno.

 

08/10/2014

Secondo gli orientamenti pastorali “Educare alla vita buona del vangelo” dell’episcopato italiano riguardante il “compito urgente dell’educazione” (Benedetto XVI), l’Opera “Nostra Signora di Fatima” ha ospitato anche quest’anno un convegno per illustrare e riflettere su alcune tematiche educative.

Il programma della giornata è incentrato sulla presentazione di temi relazionali, quali l’amicizia, il rapporto scuola-famiglia, nell’ambito della nuova evangelizzazione proposta da Papa Francesco in “Evangelii Gaudium”. 

Il convegno si è aperto con una breve presentazione della giornata e con una relazione riguardo Le relazioni nella Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, svolta da p. Enzo Vitale icms, a cui è seguita una relazione sull’importanza dell’amicizia, dal titolo L’amicizia: frumento di evangelizzazione nella società odierna, tenuta da suor Giovanna Vagnoni icms.

Alle ore 11.00, il prof. Daniele Celli (docente, scrittore di vari saggi di Dottrina Sociale della Chiesa, filosofia, educazione) ha svolto una stimolante conferenza su La relazione scuola-famiglia nell’educazione. Dopo una breve presentazione di alcuni brani del Santo Padre (che potete trovare qui), il Prof. Celli ha spiegato che educare significa:

1. Comunicazione di sé

2. Introduzione dell'altro nella realtà totale, come protagonista nel mondo

3. Aiutare la persona a diventare quel che è 

Educare significa favorire la responsabilità, e responsabile significa letteralmente abile a rispondere. Uno responsabile è uno capace di rispondere. Ma per essere capace di rispondere qualcuno mi deve chiamare: altrimenti resto "irresponsabile". Il problema dell'educazione è un problema che riguarda gli adulti. Il problema del giovane si chiama adulto: se io adulto ci sono allora la soluzione c'è.

Bisogna aiutare i giovani ad essere protagonisti. Il protagonista, non è l'esibizionista, ma è uno che sa cosa dire e fare anche rischiando di sbagliare. Per questo c’è bisogno dell’autorità. L'autorità è "auctoritas", colui che si propone, che pone le condizioni perché l'altro possa crescere, anche a fronte del rischio del rifiuto. Uno schiavo esegue, non obbedisce: solo chi è libero obbedisce. L'obbedienza richiede la libertà.

Di questo hanno bisogno i giovani: adulti certi, non che non sbagliano, ma che hanno una posizione sensata, che sappiano e aiutino ad affrontare i problemi della vita. 

Concludendo, Celli ha esortato a spronare i ragazzi, i propri figli all’ amore per il realismo, per la verità, per la libertà, e per il lavoro (il primo lavoro è lo studio; studio, nella sua etimologia latina, vuol dire amare appassionatamente: si studia solo ciò che si ama, che interessa a me, e che mi rimane). Lo studio non è il fine ma il mezzo. Si studia perché si ha un motivo, e il motivo ha un nome e un cognome: sono io!

E citando “Il mistero dei santi innocenti” di Peguy - “Chiedete a quel padre se non sa che nulla vale uno sguardo d’uomo che incontra uno sguardo d’uomo” - ha affermato che nella paternità, nella maternità si tocca il vertice dell'educazione, il vertice della Rivelazione!

Dopo il pranzo delle 13.00, nel pomeriggio dalle 15.00 sono stati presentati il programma pastorale, il nuovo ostensorio del Santuario e il nuovo sito web (www.operabirgi.it). 

Il Convegno è stato concluso con la celebrazione della Santa Messa in santuario, e l’atto di affidamento al Cuore Immacolato di Maria.

 

 

 

Caro Padre Enzo Vitale, ogni giorno penso a te.

L'unione fa la forza.

La Sicilia ma non solo la Sicilia ti aiuterà a riconquistare la libertà, che hanno cercato di toglierti,  solo perché hai cercato di dare aiuto alla Chiesa italiana che soffre, facendoti portavoce del fondatore dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, Padre Gino Burresi,  che nel suo messaggio del 2 aprile 2011 chiedeva alla Chiesa di mostrargli maternità, che gli è stata negata fino alla morte, e di liberarlo dalla condanna comminatagli da Papa Benedetto XVI in data 27 maggio 2005.

Padre Gino Burresi è morto con dentro gli occhi l'immagine di una Chiesa matrigna.

Coraggio padre Enzo, tutta la Sicilia ma non solo la Sicilia è con te.

Continueremo a batterci per il Servo del Cuore Immacolato di Maria Padre Gino Burresi.

Sono fiducioso che il Presidente internazionale della Fondazione "Aiuto alla Chiesa che Soffre", il penitenziere maggiore Cardinale Mauro Piacenza, ci sosterrà.

Dedico a te e a tutti coloro, ai quali viene tolta la libertà la seguente poesia di Paul Eluard.

T.V.B.

Riccardo Fontana

 

Libertà  ( di  Paul  Eluard  )

 

Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome

Su tutte le pagine lette

Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome

Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome

Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull'eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome

Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome

Su tutti i miei squarci d'azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome

Sui campi sull'orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome

Su ogni soffio d'aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell'uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome

Sui sentieri ridestati

Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome

Sul lume che s'accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome

Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome

Sul mio cane goloso e tenero

Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome

Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull'onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome

Sui vetri degli stupori

Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome

Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome

Sull'assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome

Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome

E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.

 

Paul Eluard

   
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