Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
PADRE GINO BURRESI IN CERCA DELLA PECORELLA SMARRITA
Ieri sono andato a trovare mio padre in casa di riposo.
L'altro ieri deve aver avuto un TIA (Transient Ischemic Attack), un attacco ischemico transitorio.
Gli specialisti stanno accertando se si è trattato veramente di questo.
Ma comunque è un importante campanello d'allarme da non sottovalutare.
Ha fatto prendere a tutti uno spavento......
E' stata una cosa improvvisa, che nessuno si aspettava, come un fulmine a ciel sereno, perché nonostante i suoi novantasette anni abbondanti è ancora lucido ed arzillo.
L'ho trovato che stava bene di testa ma non ancora di fisico.
Sì perché mi ha urlato contro, com'è suo solito fare quando lo contraddico, ma non si regge ancora in piedi.
E quindi comanda, come sempre, ma il suo trono è per ora il letto, perché al momento è allettato.
Durante il viaggio in treno, che costituisce la prima tappa del viaggio, perché la seconda la percorro a piedi, ho rivolto qualche parola ad un passeggero che mi è sembrato molto disponibile al dialogo.
Abbiamo parlato di Padre Gino Burresi.
E di Emanuela Orlandi.
Nel mio blog nelsegnodizarri ho molte volte paragonato le mie petizioni a Papa Benedetto XVI e a Papa Francesco per la riabilitazione di Padre Gino Burresi con quelle create da Pietro Orlandi per ottenere la verità dal Vaticano sulla scomparsa di sua sorella Emanuela.
Per me quella di Padre Gino Burresi e quella di Emanuela erano come due vite sepolte nella stessa camera dei segreti del Vaticano: svelato uno, si sarebbe svelato l'altro.
I loro destini sono legati dai misteri dolorosi, a cui abbiamo tutti sperato
che seguissero quelli gloriosi.
Massimiliano, questo è il nome del passeggero del treno, conosce Padre Gino per averne sentito parlare da un amico, ma non lo ha mai conosciuto di persona.
Gli ho raccontato un po' la sua storia e quello che abbiamo fatto, un po' tutti, per aiutare Padre Gino, quand'era ancora vivo, ad alleviare la sua solitudine.
Ma gli ho accennato anche ai segnali che Padre Gino ci sta inviando dopo la sua morte.
Il crollo del tetto della Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma, dove veniva esposta al culto la statuetta della “Madonnina” di Padre Gino per volontà di Papa Pio XII.
E poi altre coincidenze tra quello che si è scritto e si scrive qui è quello che poi capita fuori di qui.
L'ultima coincidenza occorsa proprio l'altro giorno, quando Gianfilippo ha inviato il suo commento:
Gianfilippo10/29/2018 13:05
“Carissimi, mi riferisco sopratutto a chi ha avuto l'infernale idea di incolpare falsamente, infangando il nome di padre Gino Burresi, di un Sacerdote morto in concetto di santità, vivendo la sua vita per Gesù e per il suo prossimo. Mi rivolgo a te calunniatore da 4 denari, sei al cospetto di Dio Padre. Non sfuggirai alla Verità. Sarai smascherato davanti al Tribunale di Dio. Sarai salvo se pubblicamente dirai la Verità in ogni direzione, di come sono andate veramente le cose. Altrimenti parleranno i "morti" da sottoterra. Dio è Giustizia !!!”
Al quale io ho poi risposto:
10/29/2018 16:24
“Caro Gianfilippo, i "morti" già stanno parlando da sottoterra.”
Natalina Orlandi, sorella maggiore di Emanuela Orlandi, dopo la notizia del ritrovamento di frammenti di ossa in un locale annesso alla Nunziatura Apostolica in Via Po a Roma, ha affermato:
"Spero che le ossa parlino".
Non vi sembra questa una sorprendente coincidenza tra ciò che si dice qui e ciò che capita là fuori?
Io non ne sapevo niente del ritrovamento delle ossa e suppongo nemmeno Gianfilippo.
Secondo me questi sono sia segni di Padre Gino, che vuole rassicurarci sull'aiuto che ci darà nella ricerca della verità per quanto riguarda la sua vicenda e quella di Emanuela Orlandi, sia campanelli d'allarme che Padre Gino sta lanciando alla pecorella smarrita.
In questo caso TIA sarebbe l'acronimo di Ti Amo, che padre Gino le dice per salvarla e per convincerla a far ritorno al calore dell'ovile, in questo autunno così piovoso e ventoso.
Riccardo Fontana