Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
PADRE BRUNO LANTERI: IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI
Nessuno dei seminaristi presenti al seminario di San Vittorino negli anni 80 potrà mai essere in disaccordo con me, se vi racconto come da fuori ho sentito battere forte forte il vostro cuore per la Congregazione degli oblati della Vergine Maria, per la Madonna e per Padre Gino Burresi, fondatore del santuario Nostra Signora di Fatima.
Il vostro ed il nostro cuore, quello dei visitatori del santuario hanno battuto all'unisono con la differenza che voi eravate dentro e noi fuori.
Ma quello che abbiamo provato tutti era comunque sempre come il primo amore che non si scorda mai.
E' poi sempre quello che mi porta oggi a scrivere questo post a più di un anno di distanza dalla morte di Padre Gino e a più di 31 anni dal trasferimento in Austria ordinato a Padre Gino Burresi in seguito alle denunce di abusi sessuali mosse da alcuni suoi seminaristi nei suoi confronti. Il primo amore non si scorda mai, anche se turbato da vicende forse ancora oscure e non del tutto chiarite quali quelle degli abusi.
Sono convinto che anche i seminaristi accusatori, se sono ancora vivi, sentiranno ancora oggi i battiti del loro cuore di allora, cuori giovani, spaventati da chissà che cosa che li ha indotti a testimoniare contro Padre Gino Burresi a tal punto da farlo trasferire e fargli trascorrere il resto della sua vita in una condizione di abbattimento e di isolamento, a cui non si è posto fine nemmeno in prossimità della sua morte.
Nulla è valso a porre fine alle sue sofferenze fisiche e morali: petizioni varie, preghiere, creazione di blog mirati, narrazione di innumerevoli testimonianze a favore di Padre Gino. Contro una condanna senza appello non c'è stato verso, sembra che tutti gli sforzi tesi alla sua difesa siano stati vani, anche quelli finalizzati a indebolire quelle accuse, a ridurre il tutto ad un inciampo e a non ingigantire il tutto per farlo apparire un crimine.
Cosa vi posso dire: ai posteri l'ardua sentenza?
La Chiesa riprenderà un giorno in mano il caso di Padre Gino Burresi? lo scagionerà? Chiamerà nuovamente a testimoniare i seminaristi non interpellati nell'udienza finale prima della condanna?
Padre Gino Burresi è stato condannato definitivamente dopo aver sentito solo uno degli undici seminaristi. Forse che gli altri dieci non erano più disposti a farlo? E se così fosse, perché?
Speriamo di vivere a lungo quanto basti per vedere Padre Gino Burresi scagionato.
Se così fosse, egli verrebbe giustamente annoverato come uno dei martiri contemporanei, vittima di una calunnia collettiva.
E finalmente verremo a sapere i nomi e i cognomi veri dei testimoni d'accusa, ora segretati.
Riccardo Fontana
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