Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
LA MADRE
Lo raggiunge proprio mentre Gesù si volge verso la Madre che solo ora vede venire verso di Lui, perché procede così curvo e ad occhi quasi chiusi che è come fosse cieco, e grida: "Mamma!"
È la prima parola da quando è torturato che esprima il suo soffrire. Perché in quel grido c'è la confessione di tutto e ogni suo tremendo dolore di spirito, di morale e di carne.
È il grido straziato e straziante di un bambino che muore solo, fra aguzzini fra le peggiori torture... e che giunge ad avere paura anche del suo proprio respiro.
È il lamento di un fanciullo delirante che è straziato da visioni d'incubo... E vuole la mamma, la mamma, perché solo il suo bacio fresco calma l'ardore della febbre, la sua voce fuga i fantasmi, il suo abbraccio fa meno paurosa la morte...
Maria si porta la mano al cuore come ne avesse una pugnalata e ha un lieve vacillamento. Ma si riprende, affretta il passo e mentre va a braccia tese verso la sua Creatura straziata grida: "Figlio!" Ma lo dice in maniera tale che chi non ha cuore di iena se lo sente fendere per quel dolore.
Vedo che anche fra i romani vi è un moto di pietà... eppure sono uomini d'arme, non nuovi alle uccisioni, segnati da cicatrici... Ma la parola: "Mamma!" e "Figlio!" sono sempre quelle e per tutti coloro che, ripeto, non sono peggio delle iene, e sono dette e comprese dovunque, e dovunque sollevano onde di pietà...
Il Cireneo ha questa pietà... E poiché vede che Maria non può abbracciare il suo Figlio per via della croce e dopo avere teso le braccia le lascia ricadere persuasa di non poterlo fare si affretta a levare la croce e lo fa con delicatezza di padre, per non urtare la corona o strofinare sulle piaghe.
Ma Maria non può baciare la sua Creatura... Anche il tocco più lieve sarebbe tortura sulle carni lacerate e Maria se ne astiene e poi... i sentimenti più santi hanno un pudore profondo. E vogliono rispetto o almeno compassione. Qui e curiosità e sopratutto scherno. Si baciano solo le due anime angosciate.
Il corteo che si rimette in moto sotto la spinta delle ondate di popolo furente che preme dal fondo li divide, respingendo la Madre contro il monte, allo scherno di tutto un popolo... Ora dietro a Gesù è il Cireneo con la croce. E Gesù, libero di quel peso, procede meglio. Ansa fortemente, si porta sovente la mano al cuore, come avesse un grande dolore, una ferita lì, alla regione sterno-cardiaca, e, ora che può, non avendo più le mani legate, si respinge i capelli caduti in avanti, tutti collosi di sangue e sudore, fin dietro le orecchie, per sentire aria sul volto cianotico, si slaccia il cordone del collo, per la sofferenza del respiro... Ma può camminare meglio.
Maria si è ritirata con le donne. Si accoda al corteo quando è passato, e poi, per una scorciatoia, si dirige alla vetta del monte, sfidando gli improperi della plebe cannibalesca. Ora che Gesù è libero si compie abbastanza presto l'ultimo anello del monte e già si è prossimi alla cima tutta piena di popolo urlante.
Tratto da "Il poema dell'Uomo-Dio" di Maria Valtorta Volume nono, - Centro Editoriale Valtortiano..