S. Vittorino 1° febbraio 1983
Ormai il mio sacerdozio è vicino.
Non nascondo di avere nel mio intimo una grande gioia, seguita anche da una grande paura.
Ma nel vero profondo sento la cosa più bella: quella di volermi preparare bene, con propositi profondi e veri.
Voglio andare incontro al Sacerdozio con l'anima arricchita da tante piccole cose, comprese le pene passate di questi tre anni di preparazione.
Io andrò incontro al Sacerdozio di Cristo col cuore e con le braccia aperte, come Lui si dona a me, così io voglio donarmi a Lui.
Abbracciando tutto ciò che mi porta, anche la prigionia di lunghe ore dietro ad una grata.
Voglio ridurmi veramente pane a tutti e lasciarmi mangiare,come Gesù si lascia mangiare da me ogni mattina sull'altare santo di Dio.
Voglio togliermi dall'anima anche la minima ombra, ma voglio diventare carne di Cristo che si immola con Lui e sangue di Cristo che si sacrifica con il Suo.
In una parola, con la sua santa Grazia ed il suo aiuto, voglio essere una sola cosa con Lui, tanto da diventare Lui.
Scelgo prima la morte se dovessi insegnare qualcosa contro la Santa Madre Chiesa, mai ne precederò i tempi e neppure ne rimarrò indietro; ma camminerò accanto a Lei, così sarò sempre sicuro di essere vero Sacerdote di Cristo.
Mai mi permetterò di sostituirmi al mio Vescovo o Superiore; ma starò sempre al mio proprio posto di semplice ed umile Presbitero.
E mai pretenderò di avere io la pienezza dello Spirito Santo, ma eserciterò in santa umiltà i miei talenti, che la bontà di Dio mi ha regalati e non pretenderò di avere doni superiori alle mie forze.
Mi bastano quelli che ho per fare la Santa Volontà di Dio.
Questo mio povero cuore, fin da questo momento, lo metto nel Cuore adorabile di Gesù e nel Cuore immacolato di Maria.
Voglio che Essi ne siano i miei assoluti padroni.
Questi due Cuori Sacratissimi
li voglio accanto a me,
Quando compio il santo sacrificio,
Quando assolvo,
Quando battezzo,
Quando benedico l'unione,
Quando do l'olio all'infermo,
Quando predico ed insegno,
Quando benedico il popolo santo di Dio.
Anche qui Dio mi guardi.
Voglio fare solo quello che la Chiesa mi dice di fare.
Non farò né un segno in più né uno in meno.
Sacerdote sì, ma sempre figlio e ministro di Santa Madre Chiesa.
(Tratto da: Padre Gino Burresi o.m.v. La Madonna la Spiga l'Uva ...e altre cose)