Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Caro Niccolò, hai scritto una canzone meravigliosa, che ho dedicato al mio amico amato Gino Burresi.
Oggi ho scoperto con tanto dolore che sei proprio tu il cantante, che hai perso una figlia l'anno scorso a causa della meningite.
Scusami, se non ho pensato di scriverti prima, non ti conoscevo.....
Solo sentendo qualche giorno fa la tua canzone " Nel Centro " hai mirato dritto al mio cuore, ferendolo d'amore per il mio amatissimo Gino, che è prigioniero di un cattivo decreto di condanna, che lo sta facendo lentamente morire, togliendogli l'aria.
Ti sono tanto vicino e ti ringrazio di esistere e di avere scritto la canzone " Nel Centro ", che mi fa sognare la libertà per il mio adorato Gino.
Possa tua figlia Olivia di due anni commuovere dal Paradiso il vecchio cuore del Papa Benedetto XVI , affinché liberi Gino dalle pesanti catene del decreto di condanna, che non ammette appello.
Questo sarà un miracolo, che attribuirò anche al cuoricino della tua amatissima Olivia.
Ti abbraccio con tanto affetto e ti stringo forte al mio cuore.
Riccardo Fontana
Niccolò Fabi nel dramma Morta la figlia di due anni per meningite fulminante
«A causa di sopraggiunti problemi familiari i concerti di Niccolò Fabi previsti fino al 10 luglio sono annullati». Segue l’elenco delle date. Lo comunica il sito ufficiale del cantautore romano. Che è successo? Per saperlo, si deve andare sul profilo Facebook del titolare. «Amici - leggiamo - vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere. Questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia».
Un sussurro pronunciato con la voce rotta dal dolore può far parte del cinico calderone informatico? La morte di una bimba è materia per social forum? Certe domande hanno senso soltanto se restano senza risposta, lì a sciogliersi come neve al sole. E del resto la risposta sarebbe offensiva per tutti: per chi la dà e per chi la riceve. Sarebbe un’esibizione di moralismo pagato un tot a riga. E il nostro piccolo orgoglio di cui immodestamente siamo fieri ci permette, in queste ore, di non andare a leggere i messaggi di condoglianze. Sarebbe come seguire un funerale con in mano penna e taccuino per documentare una lacrima, un gesto di rabbia, un abbraccio struggente, una bestemmia.
È Internet, bellezza, e tu non puoi farci niente.
«Con grande allegria ed emozione vi informo che di recente sono diventato papà di un bimbo». Come? Chi ha parlato? C’è stata un’interferenza? Proprio così, è l’altro papà che parla, il famoso «cri». Lo fa anch’egli su Facebook. E anche su Twitter. Pare che un sito ufficiale del prode pedatore Cristiano Ronaldo non esista, quindi in materia è tutto ufficioso, aleatorio, gossipabile. La madre preferisce restare anonima, fa sapere l’ex (?) playboy portoghese, «e il bimbo è sotto la mia tutela esclusiva». Che cos’è? Un’esultanza composta, senza togliersi la maglia per arringare la folla dei tifosi virtuali? Oppure il sopravvalutato eroe madridista ha capito che gli avvocati sono più scaltri dei terzini e non abboccherebbero alle sue finte di corpo? A queste domande sarebbe normale rispondere con discorsi da bar, ma, anche qui, non è il caso. C’è una vita nuova, un fiore che spunta fra l’erba dell’area di rigore: non calpestiamola con le scarpe del pettegolezzo.
È Internet, bellezza, e tu non puoi farci niente.
I concerti di Niccolò e le partite di Cristiano, due padri famosi e dal diverso destino, sono quasi nulla di fronte ai sentimenti che ora li hanno rapiti. Ma prima o poi la musica e il pallone torneranno a bussare alle loro porte, esigendo una prova d’amore. È facile augurare a Cristiano che il suo pargolo lo renda meno sbruffone e più altruista. È difficile dire qualcosa a Niccolò. Speriamo solo che, fra qualche anno, possa dar ragione a Thomas Mann: «Le opere di valore nascono solo sotto il premere di una vita cattiva».
| 4 min - 3 nov 2007 Caricato da giocodiluce youtube.com |
ROMA — Per dare l’annuncio più doloroso ha scelto Facebook. Una lettera che è stato un colpo al cuore per i suoi fan: «Amici, vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto... Una sepsi meningococcica ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l’ha conosciuta e amata». Niccolò Fabi, il cantautore laureato in filologia romanza ha scelto di comunicare la morte della sua bimba di due anni, deceduta l’altra notte all’ospedale Bambino Gesù per una meningite fulminante. Le avvisaglie di qualcosa di grave nella vita privata dell’artista c’erano state venerdì, quando Niccolò aveva fatto sapere che i suoi concerti del «Solo un uomo tour» (domani a Roma, poi a Napoli, Torino e Porto San Giorgio) erano stati annullati per «sopraggiunti problemi familiari».
|
| L'annuncio su Facebook |
UN MARE DI AFFETTO - E il mondo di internet ha pianto con lui: condoglianze, abbracci, lacrime. Sulla pagina Facebook dove il cantante ha linkato un brano tratto dal suo ultimo album, piovono 3.000 commenti in 24 ore. Messaggi di affetto e partecipazione per un dolore senza fine. C'è chi dedica poesie, chi rimane senza parole. «Abbi fede», «Siamo tutti con te e tua moglie». E c'è anche chi ha vissuto un'esperienza simile: «Credo che nessuno ti possa capire meglio e confortarti di più delle persone che più ti sono vicine, quindi fai davvero affidamento su di loro». Piccole consolazioni per un mare di affetto. Il brano linkato si intitola «Solo un uomo», ma non è quello di Youtube, è solo musica con un'immagine ferma di Frederick Back, tratta dal film d'animazione "L'uomo che piantava alberi". Tra le parole del brano: «Non sei preparato mai abbastanza» canta Niccolò Fabi. E ancora: «A volte manca il fiato, da qui non si torna indietro... e ti trovi tra quell'incrocio tra l'impegno e il disimpegno». Sembrano le parole di chi ha cercato la sua filosofia di fronte alla vita. «Amare è abbandonare.... E' solo un uomo ma lo voglio raccontare, perchè la gioia come il dolore si deve conservare, si deve trasformare» sono le ultime parole.
|
| Niccolò Fabi, 42 anni |
«DOLORE DEVASTANTE» - Ma quello che leva il fiato è il messaggio in Facebook. «Il dolore devastante che mi attanaglia la gola — ha scritto ancora Fabi — è la conseguenza dell’esperienza più orrida, ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere...». La tragedia che lo terrà lontano dalle scene: «Inutile dirvi che fino a quando non saprò dare un senso costruttivo a questo incubo, il palcoscenico sarà l’ultimo posto in cui desidererò stare...». E poi l’arrivederci: «So di poter contare sulla vostra sensibilità che mai come adesso è l’unico strumento che merita di essere suonato... Un abbraccio che contiene tutto». Firmato: «Nicc».