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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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A PADRE GINO

Tutte   le   volte  che   correvo   a   San   Vittorino,

avrei  voluto    sempre    esserti    vicino,

unirmi    ai    tuoi   seminaristi,

italiani, americani, canadesi, francesi,

seduti      intorno    a    te, 

sotto    il    seminario, 

formavano  un   bel  cerchio,

ne  sentivo  le   risate,

le   edificanti  chiacchierate,

il     vostro    buonumore,

non   c'erano   fra  voi  ragazzi  tristi,

fra  loro  e  me  correva   un  gran  divario.

Dalla  gioia  mi  si  stringeva  il  cuore,

a  volte,  a  voi  volevo  avvicinarmi,

me  ne    mancava  il  coraggio,

mi  sentivo    peccatore.

Mi  sembrava  di  rubartelo  l'amore,

volevo   guadagnarmelo,

con  la  devozione  alla  Tua  innamorata,

la   Vergine   Maria

e  conducendo  una  vita   pia.

Vi  guardavo  da  lontano,

contavo  le  ore,

poi  tornavo  a  Roma, 

alla  mia  consueta  vita,

lasciandomi  alle  spalle 

ricordi  d'una  gioia  infinita.

Un  giorno  ti  dissi :

"Padre  Gino,  voglio  diventare   Oblato  di  Maria  Vergine" .

Te  lo  dissi  con    il  coraggio  dell'incoscienza, 

senza  pensare  che  non  ne  ero   degno.

Fu  grande  il  tuo  stupore,

fosti  sopraffatto  dal  mio  ardore.

Tornai  la  volta  successiva,

eri  seduto  nella  sala  delle  benedizioni,

la  gente  passava  e  ti  salutava,

fu    il    mio    turno,

ero  impaziente,  volevo  entrar  subito  in  seminario,

allora  tu,  con   l'amore  di  una  mamma, 

prendesti  le    mie    mani 

e  mi  rassicurasti  " te  lo   dirò  io  quando  sarà  l'ora",

pur  sapendo  che  fra  loro  e  me  c'era  quel  gran  divario.

Allora  aggiunsi,  offrendoti  tutto  ciò  che  possedevo,  eccetto  le  virtù,

"Padre  Gino,  io  so  il  tedesco,  può  servire   anche  quassù?"

Mi  rispondesti  "  Perché  no? "

Non  me  lo  aspettavo  quel  meraviglioso   gesto  di  affetto,

vicino  a  te  mi  sentivo  sempre  in  difetto.

In  te  vedevo  il  Cristo  sofferente

ed  io  ero   l'eterno  penitente.

Tornando   a   casa,  percorsi  chilometri  a  piedi,

mi  portavo    sulle   mani  il  tuo  profumo   consacrato,

era   come  se  dal   Ciel  fossi  stato   toccato,

a   cui    un   miracolo   avevo  strappato.

Mi  porterò  sempre  questo  tuo    ricordo  nel  cuore,

mio    dolce   Padre    Gino,

anche  dopo  la  tua  morte,  ti  resterò  vicino,

col   mio  spirito  ti  accompagnerò

fino   al  cospetto  di  Dio,

voglio  essere  il  tuo  avvocato  difensore,

non  lo  presenterò  il  decreto  di  condanna,

a  Dio  dirò  che  tu  per  noi  sei  stato  una   vera  manna.

 

  Tuo  per  sempre

 

     Riccardo  Sante  Maria  Fontana

 

 

 

 

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