Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Il sogno di Celestino VI
Tenace polemista negli anni del pontificato di Giovanni Paolo II, durante i quali rappresentò un solido punto di riferimento teologico per coloro che non si volevano arrendere all’archiviazione di tutte le principali novità ecclesiali e pastorali introdotte dal Concilio, Adriana Zarri continuò a battersi per il sacerdozio femminile, la revisione del celibato ecclesiastico, la contraccezione, una più aperta morale sessuale, il protagonismo dei laici cattolici nella Chiesa e nell’azione politica. Anche alla morte di Wojtyla, nel 2005, Adriana rifiutò l’"enfasi celebratoria che rasenta il fanatismo idolatrico" di chi esaltava acriticamente il papa venuto dall’est, ribadendo con puntualità tutti i suoi rilievi a Wojtyla ed alla sua teologia ("posto che teologia si possa dire ciò che fu una semplice norma pastorale", precisò). Firmò per questo l’appello di teologi e teologhe che chiedevano al Vaticano di non beatificare Wojtyla (v. Adista n. 87/05).
Medesimo atteggiamento critico Adriana lo mantenne anche nei confronti di Ratzinger, la cui elezione salutò con scetticismo, sebbene in molti, anche nel mondo cattolico progressista, ritenevano che l’arrivo di un papa-teologo potesse imprimere una svolta di rigore morale alla Chiesa e potesse preludere ad una decisa riforma della Curia romana.
In un testo del 2008, Vita e morte senza miracoli di Celestino VI, Adriana prefigurava il Conclave che si terrà dopo la morte di Benedetto XVI narrando l’elezione di un semplice prete al soglio pontificio, papa Celestino VI, che avrebbe affrontato con animo libero le questioni più "scottanti" della Chiesa: "Il celibato dei preti, l’infallibilità del papa imposta da Pio IX, il potere dei cardinali, l’emarginazione del popolo di Dio, il continuo ricorso all’istituto della canonizzazione, l’elezione dei vescovi, il controllo delle nascite, il cerimoniale obsoleto più adatto a un re che a un vescovo (ché il papa è un vescovo)".
Un impegno riformatore mai abbandonato e mai affievolitosi, né con gli anni né con la malattia (una brutta caduta l’aveva ormai da tempo costretta a letto). Ancora in uno degli ultimi interventi nella sua rubrica sul manifesto (16 ottobre 2010), discutendo sulla rilettura fatta a distanza di decenni dai pontefici della Breccia di Porta Pia, ritenuta da Paolo VI "un fausto evento per la storia della Chiesa", Adriana chiedeva provocatoriamente: "Giungerà mai il tempo in cui, a parti rovesciate, si giudicherà se non proprio una sciagura, quanto meno una grave zavorra storica l’11 febbraio 1929?". (valerio gigante)
| youtube.com28 giu 2009 - 4 min - Caricato da jhonnypod90 |