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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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ANSIA META' - FISICA

 

TRATTO  DA  :  REPUBBLICA /SALUTE /RICERCA

 

 

Neurologia 

 

Un  cortocircuito  di  informazioni.  E'  nel  cervello  il  segreto  dell'ansia

 

Uno studio italiano svela la causa del disturbo. Tutto dipende da un difetto di comunicazione delle aree cerebrali che controllano lo stress e le emozioni negative: quando due parti dell'emisfero non "parlano" tra loro allora inizia il panico

di FLAVIO BINI

 

 

Un cortocircuito di informazioni È nel cervello il segreto dell'ansia   Se ne conoscono i sintomi più comuni, apprensione, paura, difficoltà di concentrazione, la diffusione – quasi il 2-3% della popolazione – e le possibili terapie. Ora, uno studio condotto dall’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con le università di Udine e di Verona, sembra averne identificato anche la causa. All’origine del disturbo di ansia generalizzato c’è un difetto di comunicazione tra diverse aree del cervello. Quando queste non “parlano” tra loro allora scatta il panico. Le zone “osservate” dai ricercatori sono quelle che controllano la risposta allo stress e le emozioni negative, situate nell’emisfero destro del cervello.

“Le aree parietali e callosali posteriori dell’emisfero destro si sa che partecipano alla percezione sociale e al riconocimento del proprio corpo nello spazio “, spiega Paolo Brambilla, 39 anni, coordinatore del team responsabile della ricerca, pubblicata sulla rivista dell’università di Cambridge “Psychological medicine. Gli studiosi hanno però compiuto un passo ulteriore, andando ad indagare l’interconnessione tra queste parti dell’encefalo. “Abbiamo applicato una metodica relativamente nuova, in collaborazione con l’istituto di radiologia dell’università di Udine, che permette di compiere degli studi di connettività tra le varie aree del cervello”, spiega Brambilla.

 

Si tratta, in sostanza, di identificare il livello di "dialogo" tra due aree specifiche dell'emisfero destro,

il corpo calloso destro e la corteccia parietale. Per farlo, e ottenere informazioni sull'organizzazione microstrutturale dei tessuti nella sostanza bianca, la porzione del sistema nervoso responsabile del collegamento e della diffusione dei segnali nervosi, i ricercatori hanno scelto il coefficiente di diffusione dell'acqua (Adcs, Apparent diffusion coefficients), un indicatore che descrive quanto l'acqua si diffonde all'interno di un tessuto.

Un'indagine svolta grazie ad una sessione di imaging con risonanza magnetica, una sorta di "fotografia" del cervello su 12 malati e 15 controlli sani. Soltanto nei pazienti sarebbe stata rilevata questa alterazione nella connettività tra i tessuti. Ma le scoperte potrebbero non fermarsi qui. "Per questo studio abbiamo utilizzato sequenze "tradizionali", non destinate specificatamente alla ricerca", sottolinea il coordinatore del team. "Con sequenze più sofisticate - conclude Brambilla - potremo sicuramente svolgere indagini ancora più approfondite, raccogliendo dati più precisi sull'origine di questo disturbo".

(02 agosto 2011)

www.youtube.com/watch?v=SnFh1Lirxsk3 min - 20 apr 2011 - Caricato da BambaBlack
Canzone tratta dall'album di Dolcenera ''Sorriso Nucleare''.
 
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