Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Caro Presidente Giorgio Napolitano,
so che Lei sta preparando un appello, da rivolgere agli Italiani per la fine dell'anno.
Già Le preannuncio che io non lo ascolterò. Però, se me lo consente, gliene vorrei fare uno io e La prego vivamente di ascoltarmi.
Da quando, già da tempo, avverto il mefitico miasma, esalato dal generale marasma politico, mi sto completamente disinteressando della vostra, mi conceda il termine, sporca politica. E non credo di essere il solo a pensarla così.
Troppi, mi permetta l'aggettivo, sudici interessi animano ambigui, sedicenti cristiani e cattolici personaggi che, secondo quello che si sente e si vede attraverso i mezzi di comunicazione, con il proprio operato, sia nella vita privata che pubblica e politica, non offrirebbero alle nuove generazioni alcun modello edificante, se non un fulgido esempio di avidità di potere, brama di denaro, sfrenata vita mondana e disprezzo delle aspirazioni del popolo italiano, anziani, giovani, studenti, persone disagiate, precari. E quello che mi terrorizza è che, a fronte di questa grave situazione di amoralità politica e non solo, la maggioranza riesca sempre a spuntarla e ad uscire per il rotto della cuffia, nonostante un infelice, esasperato e disperato popolo le manifesti attorno in modo così veemente.. Non credo che anche Lei non si sia posto questa domanda. Io sono ignorante in politica, ma mi chiedo, come cittadino ancora pensante, ma non benpensante, se in seno al Parlamento ed al Senato non ci siano forse persone, che facciano il doppio gioco e che, invece di rappresentare il popolo italiano, rispecchiandone i sofferti aneliti, guardino più che altro ai propri interessi, quali che essi siano. Spero che Lei non mi risponda che ho scoperto l'acqua calda.
Caro Presidente, io non so se Lei è credente, so pero' che un giorno Gesù chiederà conto anche a Lei.
Lei continua a dire che, secondo la Costituzione, può solo stare a guardare.
Io penso che se per Lei è altrettanto disgustoso assistere a questo deludente scenario teatrale della politica italiana e si vede impotente ad agire, Lei si può sempre dimettere dalla Sua carica e riprendere a militare nel partito di Sua preferenza, se vuole essere più a posto con la Sua coscienza.
Se qualcun altro non si è voluto dimettere, gliene dia Lei l'esempio!! Forse a qualcosa servirà!!
Non penso che la Sua età rappresenti un ostacolo, per tornare a combattere per i principi, in cui Lei crede e così entrerebbe anche nella storia come il primo Presidente della Repubblica italiana, che avrebbe espresso obiezione di coscienza verso un governo, che assume sempre più le forme di una tirannide forestiera.
Sui giornali è stata già anticipata l'impronta che Lei darà al Suo appello ed è proprio per questo che io non l'ascolterò. Quando Lei, rivolgendosi agli Italiani, dirà che dobbiamo stare più uniti, è come pretendere che il diavolo vada d'accordo con l'acqua santa.
Io sono cattolico convinto, ma sono più vicino alle posizioni rappresentate dai non credenti ( che per me sono appunto l'acqua santa ) e voglio pormi in un atteggiamento di ascolto e di disponibilità nei loro confronti, come ci insegnava a fare la recentemente scomparsa teologa novantunenne Adriana Zarri, amata e compianta da una grande moltitudine di gente, prevalentemente di sinistra, credente e non credente, attraverso i suoi scritti e la sua rubrica domenicale “Parabole ”, pubblicata dal quotidiano “Il Manifesto”. Adriana Zarri si sgolava nell'affermare che l'unico ponte rimasto per unire le genti fra loro è stato abbattuto proprio dalla sedicente evangelizzazione da parte delle gerarchie ufficiali e dalla ambigua commistione esistente fra religione e politica.
Ma, per tornare al discorso di sopra, non disdegno, ad esempio, di leggere articoli di giornali comunisti (e non mi faccio prima il segno di croce), ai quali invio di tanto in tanto anche delle mie poesie.
E spero che non Le dispiaccia, se a metà del mio presente appello, cambierò registro e passerò ad offrirLe le mie riflessioni in rima, tanto per conferire un leggero tocco di apparente armonia ad una disarmonia dilagante.
Vi sono altri giornali, oltre a questi, che rappresentano le voci fuori dal coro, a mio avviso stonato, intonato dalla maggioranza e che pertanto sono preziose, per farci vedere il rovescio della medaglia dei provvedimenti, decisi dalla stessa maggioranza di governo.
Adesso con nuovi decreti, aventi come oggetto anche la decurtazione dei fondi destinati all'editoria, si vogliono praticamente eliminare dalla scena pubblica questi nostri giornali. Questo rappresenta una grave mancanza di democrazia, su cui non sarà d'accordo nemmeno Lei. Questo fatto, secondo Lei, favorirà l'unione fra gli Italiani?
Lei intende forse dire, che dobbiamo essere docili, farci rimettere le antiche briglie, o farci legare le caviglie o mettere la museruola, per la sola unica corsa che ci è concessa, che altro non è se non una rincorsa ai regali per la festa che si appressa?
E' vero che l'attuale maggioranza è stata eletta dal popolo, ma se poi con il tempo questa maggioranza si fosse traviata, come può ancora legittimarsi? Io sul palcoscenico della nostra politica italiana vorrei sentire solo note gioviali ed armoniosi accordi musicali, ciò che Lei definisce con “lo stare uniti “, fra le diverse note, scritte sui nostri pentagrammi. Il fatto è che io assisto ogni giorno, su vari fronti, soprattutto ad esecrabili melodrammi, ad esecuzioni eccezionali, ma di quelle capitali ed a traviate, chiuse a più mandate, all'interno delle quali si intrattengono asseriti e riveriti saggi personaggi, intenti ad esercitare loschi mestieri ed a nutrire foschi pensieri, assieme ai loro fidati paggi, che confabulano fra loro, per creare un prodotto corrotto, risultante da un'ambigua commistione fra redenzione e perversione, spacciandolo poi per oro, da offrire magari al Signore appena nato, al posto del vero oro, che dal Re Magio Melchiorre fu donato, simbolo della regalità di Gesù e non delle loro false virtù, restando persino sorpresi e sbigottiti e mostrandosi al contempo divertiti di restare impuniti, nonostante il loro plagio.
Caro Presidente, vorrei tanto che la prossima Epifania, la manifestazione del Signore, si rivelasse quale disinfestazione da quegli istrioni scorpioni, che facendosi vanto del santo, non lasciano dietro di sé che un amaro pianto, udibile fin lassù, che fa tanto rattristare Gesù, che appena uscirà da quella grotta, si dovrebbe scagliare, senza farle troppo male, contro tanta gente corrotta e contro i funzionari, che con il suo popolo sono stati e saranno degli avari, perché persino dall'oltremondo viene sentito l'odore della nostra peste e ci si straccia la veste di fronte al nostro finimondo.
Caro Presidente, Lei capirà che anche gli auspici espressi in piazza San Pietro, che cioè il Natale possa compenetrare la vita politica e sociale, sono solo belle parole con un bel sottofondo musicale, ma nulla di più, perché manca in generale proprio la vera volontà, a livello politico, sociale e religioso, che ci sia quel di più, che potrebbe cambiare le cose ma che stravolgerebbe l'immagine del Gesù, che è stato addomesticato e piegato agli interessi economici e politici, al quale si fa ormai dire e fare di tutto e di più.
La saluto e,se Le auguro buon anno, è sufficiente, perché il termine felice mi appare proprio fuori luogo,guardando in volto il Suo popolo,che proprio
felice non è.
Riccardo Sante Maria Fontana