Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Dalla Stirpe di Davide …….
Meditazione di Giacomo –
Caro Gesù, ma Tu, sei venuto proprio per servire –
Parecchi anni fa, tutti i principali giornali evidenziavano queste due notizie : un re del Nord Africa deve soggiornare x un breve periodo a Roma, e pensa bene di affittare oltre mezzo Hotel, naturalmente di altissima categoria. Lo fa arredare a suo uso e costume, e naturalmente arriva con un seguito di illustri accompagnatori, da medici personali, a cuochi, e ogni tipo di servitù …….
Spese : circa 300 milioni ( di lire ) al giorno –
E ancora, un altro nababbo, sempre arabo, sposa la figlia, e di cerimonia spende 36 miliardi di lire.
Mi sono chiesto, in che mondo si vive, e magari anche, come si vive – Ricordo che nell’occasione di questi due casi, parlai con un sacerdote amico, e lui mi rispose : hai capito, ora, perché esiste il paradiso ? ? ?
Ho pensato tanto a Te, Caro Gesù, NS unico RE e Salvatore …. Di tutto l’umano, passato presente e che verrà ancora nei secoli -
Il vero RE, dei RE, per eccellenza, L’ alfa e L’omega, il vero, primate di tutto, e di tutti, peccato che per Te non c’era nessun posto disponibile, in nessun albergo. Alla fine, e sempre pagando, nel momento molto delicato della Tua venuta al mondo, è stata rimediata una stalla –
Forse che il Padre Eterno, non poteva pensare Lui a una reggia x la Tua nascita ?
Ma allora che senso avrebbe avuto la Tua comparsa e anche breve, in questo terribile mondo ?
Ecco, Ti sei presentato, proprio come un RE, diverso da tutti gli altri RE, uno che è venuto per servire tutti, nessuno escluso, dalle guarigioni ai miracoli, alla parola, l’Eucarestia, per poi essere tradito, rinnegato, flagellato, disprezzato e infine, ucciso con lo stesso trattamento riservato ai briganti, la morte di Croce, che per fortuna con la grande aspersione di Spirito Santo, uscito dal Tuo costato e caduto su tutto l’umano, diventerà Croce Santa e Benedetta -
Dall’ altra parte, si può pensare ,,,,,,,,,, un Re diverso da tutti gli altri, un Re, che ha portato il dono della vita eterna, per le persone di buona volontà, doveva venire a noi, in un grande modo, e tutto diverso dagli altri, e cioè : nella povertà e nell’umiltà -
Giacomo -
http://www.lavocecattolica.it/lavoce/sangiacomo/lacrocesan giacomo.htm
L’antica strada che dal convento conduceva al paese di Monteprandone non è quella che transitiamo attualmente fatta a regola d’arte secondo le esigenze del traffico moderno, ma l’altra tuttora esistente e ancora in terra battuta che, attraversando la fitta selva di san Giacomo, tutta querce, mirti, ornelli e tigli, tagliava di fianco la collina e, a gironi e tornanti, andava ad allargarsi sotto le mura cittadine: a destra conduceva sul piazzale antistante al palazzo dei Priori e, a sinistra, verso la porta del castello detta di mezzodì, incastonata tra due possenti torrioni.
Chi dal paese voleva scendere al convento, alla Stella, a Pagliare, a Colli del Tronto o recarsi in Ascoli e in Abruzzo, doveva passare di lì e viceversa.
Era dunque una strada assai frequentata.
Proprio per questo san Giacomo, rinnovando un uso diffuso in tutto il mondo cristiano, volle mettere una croce dove la strada, al finire della selva, si apriva al sole e curvava verso il paese, per offrire ai passanti lo spunto per una preghiera.
Quella croce di quercia durissima, piantata su una base di calce e mattoni, resistette al tempo bello e cattivo per oltre quattrocento anni.
Non resistette, invece, all’opera dell’uomo.
Il nuovo padrone del terreno l’abbatté per avere un metro quadrato di terra in più!
Ma dopo... che fare di quel legno? Il timone di un carro? delle doghe di botti? un giogo per i buoi? il sostegno di un tetto? un sedile?
Non serviva a nulla: era croce e croce doveva restare.
Stette a lungo sull’aia in attesa di essere utilizzata; ma il tempo passò e con il tempo cominciò a infradiciare.
“Bruciamola”, concluse il padrone.
Allora le donne la portarono faticosamente in cucina, accesero il fuoco, ve la misero sopra.
Si fece una grande fiamma e, sopra la fiamma, posero una caldaia di fagioli.
Dopo una giornata di fuoco, tutti erano attorno al tavolo e attendevano affamati quei fagioli; ma quando li ebbero nel piatto, si accorsero che ancora si potevano ripiantare.
Le cose sacre non servono per gli usi profani.
| youtube.com5 feb 2011 - 3 min - Caricato da viscontessina |