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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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BAPTISTE GIABICONI FA L'AUTOSTOP E PIRELLI GLI NEGA UN PASSAGGIO

L'ARTE DI FARE L'AUTOSTOP

 

Baptiste Giabiconi nel calendario Pirelli 2011

 

http://archiviostorico.corriere.it/1997/novembre/04/Pfeiffer_autostop_nessuno_ferma_co_0_9711048743.shtml

Flash

La Pfeiffer fa l' autostop, ma nessuno si ferma 
 

----------------------------------------------------------------- La Pfeiffer fa l'autostop, ma nessuno si ferma Flash Autostop fallimentare per Michelle Pfeiffer. La star, durante un giro in bicicletta fra le campagne dell'Oregon dove abita, ha bucato una gomma a 10 chilometri da casa. Ha cercato di fermare un'auto, ma c'e' riuscita solo dopo 40'. "E' l'ultima volta che faccio un giro in bici - ha commentato Michelle - senza essermi truccata prima".

 

http://www.gqitalia.it/show/lifestyle/2011/9/l-arte-perduta-dell-autostop 

 

L'arte perduta dell'autostop


26 set 2011 — Francesco Menichella

 

Quando si affronta la strada la prima regola è che non ci sono regole. A parte sapere tendere bene il pollice, non avere paura dell’ignoto e avere con sé un asciugamano pulito...


Questa non è la storia dell'autostop, né un piccolo manuale. È un'idea, un ricordo. Chi vi scrive è stato un autostoppista occasionale negli anni Settanta. Già allora le guide erano utili solo a chi aveva la pazienza di leggerle e risultavano superflue a chi ne metteva in pratica l'insegnamento.

La prima e unica regola è che non ci sono regole quando si affronta la strada, se non la legge. In Italia, per esempio, è vietato fare l'autostop sulle autostrade. Se amate il rischio appostatevi negli autogrill vicino a una pompa di benzina.

Nel 1957 Jack Kerouac pubblicò On the road, un libro cult della Beat generation destinato a ispirare i ventenni fino ai nostri giorni. Ma l'autostop non l'hanno inventato i suoi personaggi, Sal e Dean, con il loro girovagare per le strade degli Stati Uniti.

Nelle città di provincia il dito pollice alzato era un mezzo come un altro per risparmiare sul costo del biglietto dell'autobus o per arrivare a scuola anche se si era perso il treno. In quegli anni era normale che un figlio uscisse di casa urlando: "Mamma vado a scuola con l'autostop." Oggi è assai raro. Un'abitudine estinta quasi come  il radioregistratore a cassetta provvisto, manco a farlo apposta, di AUTO STOP a fine nastro.

A Kerouac dobbiamo l'ideale dell'avventura e l'illusione di una libertà possibile alla ricerca di un viaggio a misura d'uomo. Niente denaro e nessuna paura dell'ignoto.

Un viaggio in autostop può essere migliore di uno organizzato o può trasformarsi in un'autentica odissea. È un viaggio vero come vivere.  Non c'è da stupirsi se c'è qualcuno più fortunato, magari anche abile, e altri goffi oltre che perseguitati dalla sfortuna. Oggi esistono vere e proprie gare tra Globe Trotters europei e vince chi arriva prima. Una cosa curiosa, ma lontana dalla purezza del vero autostop che è autentico quando è fine a se stesso. Il significato è nella storia e negli incontri del viaggio.

Sono le 16.00 di un pomeriggio d'estate, il sole splende nel cielo terso. Sto a un lato dell'Aurelia in attesa di qualcuno che mi porti in Spagna. Ecco un'auto con a bordo due ragazze: quella che conduce ha una cresta viola da vera punk.
"Salute, ragazze! Sento che vi piace John Coltrane, bella musica!".
"È la macchina di mio padre e non c'era altro da ascoltare! Dove devi andare?"
"Vado a Cadaqués, in Costa Brava."
"Noi arriviamo solo a Bordighera, ma allungheremo un po' e ti porteremo fino a Sanremo se poi ci offri da bere."

Gli autostoppisti non sono tutti uguali e ognuno ha delle ossessioni particolari. C'è quello che si traveste da artista maledetto e resta in attesa di un'anima pietosa finché non arriva un'ambulanza.
Lo sbarbato, ben pettinato e vestito di tutto punto che trova sempre la vecchietta disposta a portarlo a 500 metri da casa sua e a 200 metri da dove lo ha fatto salire in auto.
C'è quello che prepara il cartello e viene scambiato per un tecnico della viabilità.
C'è quello che si finge un caso pietoso e finisce con il crederci veramente.

Ma il più divertente è il perfettino che segue alcune regole base: niente occhiali da sole, bagaglio leggero e asciugamano. Non ha mai letto Kerouac, ma conosce a memoria il romanzo di fantascienza di Douglas Adams Guida galattica per gli autostoppisti (1979).

"L'asciugamano è forse l'oggetto più utile che l'autostoppista galattico possa avere… Ma, soprattutto, l'asciugamano ha un'immensa utilità psicologica. Per una qualche ragione, se un figo (figo = non-autostoppista) scopre che un autostoppista ha con sé l'asciugamano, riterrà automaticamente che abbia con sé anche lo spazzolino da denti, la spugnetta per il viso, il sapone, la scatola di biscotti, la borraccia, la bussola, la carta geografica, il gomitolo di spago, lo spray contro le zanzare, l'equipaggiamento da pioggia, la tuta spaziale, ecc. ecc. E dunque il figo molto volentieri si sentirà disposto a prestare all'autostoppista qualsiasi articolo di quelli menzionati (o una dozzina di altri non menzionati) che l'autostoppista eventualmente abbia perso. Il figo infatti pensa che un uomo che abbia girato in lungo e in largo per la galassia in autostop, adattandosi a percorrerne i meandri nelle più disagevoli condizioni e a lottare contro terribili ostacoli vincendoli, e che dimostri alla fine di sapere dov'è il suo asciugamano, sia chiaramente un uomo degno di considerazione."

Un mondo e una fauna quella dell'autostop che in Italia, vuoi per il benessere economico degli anni Ottanta e vuoi per la paura di incontrare un maniaco come quello di The Hitcher (1986 film originale e 2007 il remake), è in via d'estinzione.

Solo grazie a Internet sta rinascendo sotto forme del tutto nuove. La più diffusa è il car pooling un sistema che tramite appositi siti  è in grado di mettere in contatto domanda e offerta. Una rivoluzione che permette di risparmiare, di non inquinare e di avere compagnia durante un lungo tragitto, ma che non ha più nulla a che vedere con l'autostop delle origini e assomiglia di più al passaggio di un amico con tanto di previsioni meteo, statistiche relative agli spostamenti e forum per i viaggiatori.

Buona strada!

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youtube.com23 giu 2009 - 4 min - Caricato da VideoVercelli
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