Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
| TRATTO DA : PROGETTO GIONATA Le promesse di Dio ai gay e alle lesbiche |
| Gesù dice qualcosa di simile nel vangelo di Matteo: «Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca» (Matteo 19,12) Leggendo il passo di Isaia e sostituendo “gay” ad eunuco, mi è sembrato di leggere la più bella promessa della Bibbia. E sebbene (come consueto nella Bibbia) non nomini le donne specificatamente, credo che questa promessa sia per gli uomini e per le donne, e per tutti quelli che si sentono stranieri, esclusi o eunuchi di tutti i tipi. Questo passo dice che se obbediamo a Dio, a Lui non importa del nostro orientamento sessuale… abbiamo un posto nel regno di Dio. Atti 8, 26-40 contiene un’altra stupenda promessa ai gay e alle lesbiche cristiani. Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». È stato un passo audace per Filippo! Agli eunuchi non era permesso di entrare nei templi, non potevano ascoltare le scritture insegnate dagli altari. La Parola di Dio non era per loro! Ma quel giorno Dio guidò Filippo perché portasse il Vangelo a chi era stato escluso fino ad allora. Al versetto 36, si racconta che arrivarono a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco chiese: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». Filippo non trovò nessuna ragione e battezzò l’eunuco. In questo passo risolutivo, Filippo ha aperto le porte ai gay e alle lesbiche cristiani perché siano accettati nel Regno di Dio. Gli altri, al tempo di Filippo, non sarebbero stati d’accordo con l’accettazione dell’eunuco, così come ancora oggi molte chiese tradizionali rifiutano di accettare gay e lesbiche. Ma Filippo sapeva esattamente cosa intendeva Gesù quando diceva: “chiunque…”.
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