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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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Bibbia e omosessualità - Le promesse di Dio ai gay e alle lesbiche

TRATTO DA  :  PROGETTO  GIONATA

Le promesse di Dio ai gay e alle lesbiche

Immagine attivaRiflessioni di Florine Deveer (Isaia 56, 3-5) e Candace Chellew (Atti 8, 26-40) tratte da whosoever.org, liberamente tradotte da Ventmauvais

Non dica lo straniero che ha aderito al Signore: «Certo mi escluderà il Signore dal suo popolo!». Non dica l'eunuco: «Ecco, io sono un albero secco!». Poiché così dice il Signore: «Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, preferiscono le cose di mio gradimento e restano fermi nella mia alleanza, io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome migliore che ai figli e alle figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato». (Isaia 56,3-5)

Ho letto questi versi molte volte senza porvi troppa attenzione, finché un giorno ho compreso improvvisamente cosa significavano. È stata la parola “eunuco” ad allertarmi. A quei tempi, l’eunuco non era necessariamente un maschio castrato, come penseremmo oggi. Il termine includeva i maschi omosessuali.

Gesù dice qualcosa di simile nel vangelo di Matteo: «Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca» (Matteo 19,12)

Leggendo il passo di Isaia e sostituendo “gay” ad eunuco, mi è sembrato di leggere la più bella promessa della Bibbia.

E sebbene (come consueto nella Bibbia) non nomini le donne specificatamente, credo che questa promessa sia per gli uomini e per le donne, e per tutti quelli che si sentono stranieri, esclusi o eunuchi di tutti i tipi. Questo passo dice che se obbediamo a Dio, a Lui non importa del nostro orientamento sessuale… abbiamo un posto nel regno di Dio.

Atti 8, 26-40 contiene un’altra stupenda promessa ai gay e alle lesbiche cristiani.

Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta».
Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia.
Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti, e raggiungi quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?».
E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come una pecora fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, ma la sua posterità chi potrà mai descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita. E rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?».

Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?».
Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino.

È stato un passo audace per Filippo! Agli eunuchi non era permesso di entrare nei templi, non potevano ascoltare le scritture insegnate dagli altari. La Parola di Dio non era per loro! Ma quel giorno Dio guidò Filippo perché portasse il Vangelo a chi era stato escluso fino ad allora.

Al versetto 36, si racconta che arrivarono a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco chiese: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». Filippo non trovò nessuna ragione e battezzò l’eunuco. In questo passo risolutivo, Filippo ha aperto le porte ai gay e alle lesbiche cristiani perché siano accettati nel Regno di Dio.

Gli altri, al tempo di Filippo, non sarebbero stati d’accordo con l’accettazione dell’eunuco, così come ancora oggi molte chiese tradizionali rifiutano di accettare gay e lesbiche. Ma Filippo sapeva esattamente cosa intendeva Gesù quando diceva: “chiunque…”.

GAY CAVALIER
4 min - 16 feb 2009
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Testo originale

God's Special Promises To Gays and Lesbians

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R
<br /> Una cosa è l'Eunuco... Un'altra il gay. La Bibbia dice "Guai a coloro che coricheranno con persone dello stesso sesso". E nell'Apocalisse dice chiaramente che gli omosessuali non apparteranno al<br /> Regno dei Cieli. Ma... E' vero che se una persona accetta Gesù e lo segue, le cose cambiano tantissimo. E credo cambino anche per lo spirito di quella persona.<br /> <br /> <br />
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N
<br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> Grazie del commento.  Molto gentile ad  avere  frequentato  questo blog.  E'  un  sito ribelle  e non per tutti. I  più ligi mi abbandonano<br /> perché non mi capiscono.  Tu però ti sei aperta al dialogo nella seconda parte. Come diceva Adriana Zarri la fede è dialogo e disponibilità, quindi  io  credo in ciò <br /> che  dici.  Grazie  Riccardo<br /> <br /> <br /> Bibbia e omosessualità. Ne parliamo con il biblista Alberto Maggi<br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> Intervista di <br /> Silvia Lanzi del 5 aprile 2011<br /> <br /> <br /> Spesso si cita la Bibbia come fonte principale di condanna degli atteggiamenti omosessuali?<br /> È davvero così? L’ho chiesto a padre Alberto Maggi* biblista, teologo. Ecco cosa mi ha detto.<br /> Quando si affronta la Bibbia, Sacra Scrittura per Ebrei e Cristiani, occorre avere una grande onestà, spirituale, teologica, scientifica, intellettuale.<br /> <br /> Uno degli errori più madornali e strumentali è quello di cercare nella marea di testi contenuti nella Bibbia una frase, un’affermazione a favore della propria tesi o contro quella<br /> altrui.<br /> <br /> Oppure cercare nella Bibbia la spiegazione di argomenti che in essa non vengono trattati, confondendo questo libro sacro con testi di materie scientifiche che esulano da quanto trattato<br /> nella Sacra Scrittura.<br /> <br /> La Bibbia è essenzialmente un libro di teologia. In essa non si trovano narrati fatti di cronaca che riguardano la storia, ma verità che concernono la fede. <br /> <br /> <br /> Per questo non è possibile un approccio alla Bibbia come un libro di archeologia (anche se contiene elementi archeologici), cercando di dimostrare le proprie tesi, o di geografia,<br /> topografia.<br /> <br /> <br /> Né tantomeno si può avere un approccio alla Bibbia come se fosse un testo di astrofisica o di biologia.<br /> <br /> <br /> <br /> Perché questa premessa?<br /> <br /> Perché quale studioso della Parola di Dio mi trovo in grande difficoltà quando mi vengono poste domande riguardo l’insegnamento della Bibbia sull’omosessualità, sia questo contro o, più<br /> raramente, a favore.<br /> <br /> Una risposta onesta dal punto di vista scientifico è che non si possono cercare nella Bibbia affermazioni riguardo tematiche che in essa non vengono affrontate.<br /> <br /> Il termine omosessualità, assente nella Bibbia, traduzione italiana della parola tedesca Homosexualität (dal greco omoios “simile”, e dal latino sexus,), venne coniato solo nel 1869<br /> (prima di allora il termine usato era sodomia con riferimento al noto episodio narrato nel Libro della Genesi, cap. 19).<br /> <br /> <br /> <br /> Appunto. L’episodio di Sodoma…<br /> <br /> Andare a cercarne tracce in brani biblici è fuorviante oltre che non onesto dal punto di vista scientifico e teologico.<br /> <br /> Cercarne la condanna nell’episodio della distruzione di Sodoma significa stravolgere il senso del brano, che non è un trattato di morale (Lot agli uomini che volevano abusare dei suoi<br /> ospiti offre senza battere ciglio le due figlie vergini), non riguarda la sessualità o i suoi abusi, ma la trasgressione al dovere sacro dell’ospitalità nella civiltà beduina del<br /> tempo.<br /> <br /> L’ospite era considerato talmente sacro che si era tenuti ad offrire la propria vita per la sua salvezza. Ugualmente nelle tavole della Legge non è possibile trovare riferimenti o<br /> condanne all’omosessualità.<br /> <br /> Il tanto citato versetto del Libro del Levitico, non tratta di omosessualità, in esso viene considerato abominevole l’uomo che si corica con un uomo come si fa con una donna (Lv 18,22),<br /> ma nulla viene detto della donna che si comporta allo stesso modo.<br /> <br /> <br /> <br /> Ma, allora, come si deve leggere la condanna che Paolo fa dell’omosessualità?<br /> <br /> Anche i brani nei quali Paolo nelle sue lettere condanna certe depravazioni vanno presi per quel che sono: condanna di depravazioni. Sconosciuto a quel tempo il termine etero come lo era<br /> omosessuale, un uomo che si unisse con un altro uomo era semplicemente uno che deviava dalla sua natura per provare nuove emozionanti passioni.<br /> <br /> Paolo tuona infatti contro quanti hanno lasciato “il rapporto naturale con la donna” (Rm 1,27), perché nella sua cultura questo era quanto le conoscenze permettevano, ci vorranno secoli<br /> prima che fosse coniato il termine e il significato di omosessualità.<br /> <br /> <br /> <br /> Padre Maggi prosegue, quando gli chiedo, invece, di episodi come quello di Davide e Gionata, o della guarigione del centurione, operata da Gesù<br /> <br /> Non si possono trovare espliciti riferimenti o condanne a tematiche inesistenti all’epoca, ugualmente non è possibile, a meno di forzare il significato del testo, trovarne a favore.<br /> <br /> Il canto funebre attribuito a Davide in onore del suo amico Gionata, morto in battaglia insieme al padre, il re Saul, contiene l’espressione: “Tu mi eri molto caro; la tua amicizia era<br /> per me preziosa, più che amore di donna” (2 Sam 1,26), è un elogio all’amicizia, non all’amore tra i due.<br /> <br /> Un’amicizia tra uomini, ovvero tra pari, era più importante del rapporto con un essere considerato inferiore quale era la donna.<br /> <br /> Infine la guarigione operata da Gesù per il servo del centurione di Cafàrnao non può essere portata come prova a favore di un atteggiamento comprensivo del Cristo nei confronti di un<br /> rapporto amoroso tra i due, a meno che, anche qui di stravolgere il testo.<br /> <br /> Nel brano di Matteo infatti si parla di servo, in greco pais, che significa anche ragazzo e può essere tradotto sia con “il mio servo” che con “il mio ragazzo” (Mt 8,5-13).<br /> <br /> Ma non si parla di affetto del centurione nei suoi confronti, come invece viene espresso nel vangelo di Luca, dove però non si tratta più di servo, bensì di schiavo (gr. doulos), questo<br /> sì “caro” o “prezioso” al suo padrone (Lc 7,1-10).<br /> <br /> Se si vuole parlare del comportamento del Cristo nei confronti degli omosessuali non si può quindi fare affidamento su testi che sono o anacronistici o che esulano dall’argomento.<br /> <br /> <br /> <br /> “Bella storia”, penso io ironicamente, ma allora?<br /> <br /> Allora si può invece ricorrere al comportamento di Gesù per quelli che nella sua epoca erano emarginati, rifiutati, disprezzati, come lo erano i pubblicani, o i lebbrosi¸ categorie di<br /> persone che erano considerate responsabili della propria impurità e per le quali non c’era alcuna possibilità di salvezza.<br /> <br /> Gesù accoglie tutti e a tutti offre amore, dimostrando che queste categorie di persone non devono purificarsi per essere degne di avvicinarlo ma è accogliendolo che vengono purificate,<br /> ovvero poste in piena comunione con il Signore, perché, per il Dio di Gesù, come professerà Pietro, “non si deve dire profano o immondo nessun uomo” (At 10,28).<br /> <br /> <br /> <br /> Padre Maggi conclude dicendomi: ‘forse rimarrai delusa e magari ti aspettavi altro... ma questo è quanto ho potuto e saputo fare’.<br /> <br /> <br /> Delusa? Se è vero che proprio pubblicani e i lebbrosi sono portati da Gesù come esempio di fede, non direi proprio…<br /> <br /> <br /> <br /> * Padre Alberto Maggi e' Direttore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci», cura la divulgazione, a livello popolare, della ricerca scientifica nel settore biblico<br /> attraverso scritti, trasmissioni radiofoniche e televisive e conferenze in Italia e all’estero.<br /> Ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana (Roma) e all’ École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Collabora con la rivista Rocca e ha curato<br /> per la Radio Vaticana la trasmissione La Buona Notizia è per tutti! Attualmente sta lavorando alla traduzione e al commento del Vangelo di Giovanni e, insieme a Ricardo Pérez, a quello di<br /> Matteo.<br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />