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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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CI VUOLE LA PAZIENZA DI GIOBBE

Messaggio Giobbe

I demoni possono fare tanto male al corpo dell'uomo ed a ciò che all'uomo appartiene. Presento un fatto. Nel paese di Us, presso la Palestina, viveva un certo Giobbe, uomo semplice, retto e timorato di Dio. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva sette mila pecore, tre mila cammelli, cinquecento paia di buoi e gran numero di servi. Quest'uomo era celebre tra gli orientali. Ogni mattina Giobbe offriva olocausti a Dio per ciascuno dei suoi figli, perché diceva: Può darsi che i miei figli abbiano peccato e non abbiano benedetto Dio nei loro cuori. - Si legge nella Bibbia che un giorno i figli di Dio si presentarono al Signore. La Sacra Scrittura, per farci comprendere cose spirituali, rappresenta Dio come sopra un trono e gli Angeli gli stanno davanti come servi, pronti al suo cenno. Fra gli Angeli, dunque, si presentò anche Satana. Il Signore gli disse: Donde vieni? - Quello rispose: Ho fatto il giro della terra e l'ho scorsa. - Ed il Signore a lui: Hai notato il mio servo Giobbe e come non vi sia nulla sulla terra che gli somigli? - Satana gli rispose: Forse per nulla Giobbe teme Iddio? Non hai tu circondato di difese lui, la sua casa e tutti i suoi beni? Non hai benedette le opere delle sue mani? Non si sono moltiplicati i suoi beni sulla terra? Ma stendi un po' la tua mano a toccare tutto ciò che possiede e vedrai se non ti maledirà! - Il Signore disse allora a Satana: Ecco, ogni suo bene è in tua balia; però risparmia la sua persona. - Sembra strano che Iddio dia tanta confidenza a Satana, tenendolo a colloquio. Ma questa è una figura che esprime una realtà spirituale, cioè che Iddio governa il mondo per mezzo degli Angeli buoni e permette ai demoni di tribolare i giusti, per i suoi santi fini. Satana, dunque, mise in atto la sua potenza infernale contro Giobbe, sperando di farlo disperare. Pose in mente ai Sabei di andare a rubare i buoi e gli asini di Giobbe. Fu consumato il furto e, siccome i servi opposero resistenza, furono uccisi. Lo stesso giorno Satana, conoscendo bene i segreti delle leggi naturali, produsse un gran fuoco e fece bruciare le pecore ed i pastori di Giobbe. Dopo spinse tre schiere di Caldei a rubare i cammelli. Mentre i figli e le figlie di Giobbe stavano a mangiare ed a bere in casa del fratello maggiore, d'un tratto si levò dalla parte del deserto un gran vento, il quale investì i quattro angoli della casa e questa, cadendo, schiacciò tutti i suoi figliuoli. Giobbe per il dolore di tante perdite si gettò per terra ed esclamò, adorando Dio: Nudo son nato e nudo morrò! Il Signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore! - Ora un giorno, quando gli Angeli andarono a presentarsi al trono di Dio, vi andò anche Satana. Il Signore gli disse: Hai visto il mio servo Giobbe? ... Tu mi hai incitato contro di lui e me l'hai fatto affliggere senza motivo. - Satana gli rispose: Pelle per pelle; l'uomo darà quanto possiede per la propria vita. Ma stendi la tua mano a toccare le sue ossa e la sua carne e vedrai allora come ti maledirà! - Il Signore pertanto disse: Ecco, egli è in tua balia; però salvagli la vita. - Satana colpì subito Giobbe di piaghe maligne, dalla pianta dei piedi sino al vertice del capo. La moglie non volle più tenerlo in casa e lo lasciò sopra un immondezzaio. Il povero Giobbe, addoloratissimo, passava i giorni a lamentarsi, raschiando la marcia delle piaghe. Quando Iddio volle, cessò la prova; Satana, arrabbiato di non avere approdato a nulla, si ritirò. Il Signore, contento della condotta di Giobbe, gli diede la perfetta salute e gli rese il doppio di quanto Satana gli aveva fatto perdere; ebbe pure sette figli e tre figlie. Non si trovavano sulla terra 5 delle donne così belle come le figlie di Giobbe. Questi visse lunghi anni e poté vedere i suoi figli e i nipoti sino alla quarta generazione. Nella storia di Giobbe risplende la virtù della pazienza del servo di Dio e la gelosia del demonio. Satana avrebbe voluto perderlo, ma il Signore si servi dell'opera diabolica per aumentare il merito di Giobbe e per dare all'umanità un esempio di rassegnazione e di pazienza. L'umanità ha formulato un proverbio, quasi a memoria del fatto, dicendo: « In quest'affare ... ci vorrebbe la pazienza di Giobbe ».


Fonte: Don Giuseppe Tomaselli
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