Tu amico, tu maschio,
tu che rinneghi la tua parte femminile,
quel bisogno di tenerezza e dolcezza.
Tu stai di fronte a me,
sotto la tua corazza di virilità,
hai paura che io ti penetri, l’anima
ti riveli la tua identità,
così fragile, paurosa, incompleta.
Sì, con te amico, voglio ridere
come nel tempo dell’infanzia,
poi, tenerti per mano e parlarti.
Parlarti di noi, della vita
piangere se vuoi,
su quelli che volevamo essere
e quelli che siamo invece.
Amico, quando butti giù la maschera
sappiamo essere forti in due,
lo senti, com’è bello.
Il domani è ancora nostro
resta, accanto a me amico, uomo;
è questa l’amicizia che cerchiamo.
Ema