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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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DAL PROFONDO DEL DESERTO : UNA VOCE SCIOLTA NEL GHIACCIO

http://blog.chatta.it/tablor/post/storia-del-ghiaccio-e-una-mia-poesia.aspx

 

 

Quando è stato possibile miscelare i cocktail con il ghiaccio in tutto il mondo?  
La conservazione del ghiaccio ha origini molto antiche, basti pensare che i Greci usavano la neve per la refrigerazione del vino, usando un vaso, lo “Psictere”, per servire fresco il vino.
Ricordatevi questo termine, vi spiegherò il perché alla fine del post.

Nell’epoca romana i blocchi di neve e ghiaccio venivano estratti e protetti avvolgendoli nella paglia per poter essere trasportati nelle città, con i più disparati mezzi.

Anche la neve dell’Etna veniva trasportata in sacchi, coperta di foglie e rami per poter rifocillare la popolazione locale, il tutto avveniva da maggio a settembre.

Possiamo anche citare le carovane di muli che servivano a trasportare quintali di ghiaccio dal vulcano Iztaccihuatl, alto 5700 metri sino a Città del Messico!

In epoche più recenti la conservazione del ghiaccio era affidata a ghiacciaie: locali dedicati alla conservazione e costruiti soprattutto in montagna con l’ausilio di pietre naturali o ricavate da avvallamenti e caverne. Questo permetteva la conservazione dei cibi altamente deperibili durante i mesi estivi.

Dobbiamo aspettare la metà del 1800 per vedere le prime macchine per la produzione del ghiaccio artificiale, che soppiantarono un poco alla volta la distribuzione del ghiaccio naturale, anche per un discorso igienico sanitario e non ultimo i costi di trasporto dalle fonti del ghiaccio alle città limitrofe.

Ora dopo avervi edotti sullo "Psictere" posso pubblicare una mia poesia dove questo vaso trova collocazione non casuale. Senza questa spiegazione, trovata sul web, vi sareste chiesti il significato di tale termine, ma i più disattenti di voi continueranno a chiederselo


****
Deserto

In questo pomeriggio
arso di luce e di calore
io mi rintano.

Soffro il deserto:
di sentimenti d'abbandono
ho pieni i pori.

Rinfrescherà la sera,
come psictere
conserverò il mio vino fresco
e ti darò da bere.

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► 2:40► 2:40
www.youtube.com/watch?v=VlwgcNxb5f024 mar 2008 - 3 min - Caricato da charlesperrault


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