Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
ISTRUZIONI SULL' OTTO PER MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA
http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-16437
PER UN OMAGGIO AL SACERDOTE
Lo guardo.
Penso alla profondità del concetto di coerenza: così difficile da mantenere...
Penso alla responsabilità che il suo ruolo ricopre: inesauribile fonte di gioie e dispiaceri.
Penso alle sue parole: taglienti come lame d’acciaio.
Lui osserva le sue pecore con l’occhio del padrone attento ma la sua testa è sperduta su qualche lontana catena montuosa, ed il cuore, se c’è, è ammaccato.
Lui percepisce l’inaffidabilità del suo operato, la sua trascuratezza di fondo, il suo eterno inconcludente sognare.
Lui costruisce idee con la stessa intensità con cui distrugge i cammini già avviati.
Non ha capito l’escatologia di PaoloVI quando diceva che si sarebbe entrati in un’epoca in cui necessitavano non maestri bensì testimoni.
Ha male interpretato i propositi di salvezza propinati dal Concilio.
Ha lavato le sue mani alla fonte della secolarizzazione.
La sua donna lo ha pungolato con lo stimolo della rassegnazione.
Il suo orgoglio lo ha ridotto a polvere del deserto.
Le sue omelie hanno il sapore dell’apparenza.
Quel povero bussa alla sua porta ma è sempre troppo tardi.
Quel giovane cerca la sua disponibilità ma non è il momento giusto.
Quella ferita scavata dagli anni l’ha evitata perché estranea.
Una croce senza legno, un’ostia senza lingua, una Novella senza spiegazione.
Lo guardo.
Se la Chiesa sta morendo lo deve innanzitutto al prete.
Daniele Crepaldi
| 15 mar 2009 - 6 min - Caricato da ADUEG | |