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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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DUE ANGELI CUSTODI PER LUCA

 

 

 

http://www.passionetecno.com/2014/06/08/ostia-sfiorata-la-tragedia-per-un-ragazzo-di-15-anni-a-salvarlo-e-arrivato-mister-ok-7453

 

mister ok

mister ok

 

 

 

Ostia, sfiorata la tragedia per un ragazzo di 15 anni. A salvarlo è arrivato Mister Ok

 

 

L’INCIDENTE E’ una vittima della spericolatezza, di quella voglia di sorprendere gli amici e sfidare l’impossibile, tipiche di un vivace ragazzino della sua età. Si è tuffato dove non doveva, a riva, in appena mezzo metro di fondale. Si è salvato in extremis dall’annegamento ma rischia di passare il resto della sua vita su una sedia a rotelle. Biondo, occhi azzurri, 15 anni da compiere tra quattro giorni, Luca lotta per la vita in un letto del reparto di Rianimazione del Policlinico Gemelli. Ieri mattina, quando si è spostato da Grottaferrata – dove abita con i genitori, una coppia di professionisti – per raggiungere con una dozzina di coetanei la spiaggia libera di Castelporziano, era felice e smanioso di vivere il primo giorno di mare della stagione.

LA FESTA Finito l’anno scolastico al liceo con una sicura promozione, c’era da festeggiare tutti insieme. Una contentezza durata poco, fino all’ora di pranzo. Tra urla, spruzzi e rincorse, infatti, Luca ha voluto provare un tuffo pericoloso, quello che i più pratici chiamano il carpiato sulla cresta dell’onda di risacca Ma è caduto battendo la testa sulla sabbia. A seguire la scena è stato un anziano bagnante che ha dato l’allarme. «L’ho visto insaccarsi pesantemente – ha riferito ai soccorritori – poi si è rialzato in piedi ma è caduto quasi subito, privo di sensi e a faccia in già nel mare». Il primo a lanciarsi in soccorso è stato il marinaio di salvataggio in servizio alla postazione del 2° Cancello, Maurizio Palmulli, più noto come Mister Okey. Quando è stato raccolto e portato a riva, Luca non aveva battito cardiaco. Mentre qualcuno chiamava il 118, Palmulli iniziava le pratiche di rianimazione, subito affiancato da una bagnante, il medico Alessandra Cristofaletti e da un vigile del fuoco.

LA MADRE Quella che sembrava un’operazione impossibile, ovvero restituire la vita a un corpo inerme e privo di qualsiasi reazione, è riuscita ma sono stati minuti interminabili, in attesa dell’arrivo di un’ambulanza e del personale sanitario. Quando il mezzo di soccorso partito dal Grassi è giunto sul posto, è stato necessario poi ritornare indietro a Ostia per consentire l’atterraggio dell’eliambulanza che ha portato Luca al Gemelli. I medici non hanno sciolto la prognosi, il trauma cervicale è importante ma non sono ancora valutabili i danni motori agli arti. «E’ il giorno più brutto della mia vita ma sono sicura che lui ce la farà: è forte e recupererà» riesce appena a sussurrare la madre distrutta dal dolore e dall’ansia.

Luca ha trovato sulla sua strada due angeli custodi. Uno da 25 anni spicca il salto di Capodanno da ponte Cavour nelle acque del Tevere, sembra addirittura capace di volare. Sono stati Maurizio Palmulli, 62 anni, conosciuto come il Mister Okay di Roma, e Alessandra Cristofaletti, 33 anni, medico presso la asl di Verona, i due angeli di Luca. Quando l’hanno raccolto dall’acqua era praticamente morto, non respirava ed il battito cardiaco era nullo. «Sarà stato al massimo un minuto e mezzo con la testa sott’acqua – racconta Palmulli, 44 anni passati ad assistere i bagnanti a Castelporziano – Quando un signore che aveva visto il ragazzino fare quel tuffo e restare tramortito e mi ha chiamato, mi sono messo a correre sulla battigia. Il punto era distante una cinquantina di metri dalla mia postazione, la numero 3 della spiaggia. Tenevo d’occhio quella zona perchè c’era questa comitiva di ragazzi e, si sa, a quell’età sono scapestrati, ti puoi aspettare di tutto da loro». Mister Okay si è ritrovato tra le braccia un fagottello esanime, privo di vita, immobile. «L’ho steso sulla sabbia e subito si sono avvicinati la dottoressa ed un vigile del fuoco che stavano sulla spiaggia a prendere il sole e si sono messi a disposizione per eseguire le pratiche di rianimazione» riassume Palmulli. «Il cuore era fermo – conferma la dottoressa Cristofaletti – Il ragazzo aveva perso coscienza ed era in arresto cardio-circolatorio. Siamo riusciti a restituirgli il battito e la respirazione. L’ambulanza è arrivata con i tempi compatibili con la distanza e con il fatto che siamo su una spiaggia con poche strutture di primo soccorso». Se Luca non avesse incrociato nel suo destino Palmulli ed un medico, ad aspettare l’arrivo di un’ambulanza da Ostia forse non ce l’avrebbe fatta. «Ha l’età dei miei nipoti – si commuove Mister Okay – e vederlo in quelle condizioni mi si strappava il cuore. Poi, quando si è riavuto, mi ha morso ad una mano: quella presa dei suoi denti mi ha dato un dolore piacevole, liberatorio, come un senso di vittoria. I suoi amici mi hanno passato al telefono la madre e ho cercato di rincuorarla». «Come si fa a lasciare una spiaggia come questa, dove si raggiungono picchi di centomila bagnanti, senza un’ambulanza e aspettare che arrivi da Ostia? – conclude Palmulli – Quest’inverno io ho fatto un corso per l’ausilio dei defibrillatori ma è stato un mio scrupolo visto che a Castelporziano non ce ne sono».

IL DISSERVIZIO Posti di primo soccorso chiusi alla spiaggia di Castelporziano. E piazzola per l’atterraggio degli elicotteri fuori uso. Per il primo anno l’arenile pubblico attrezzato più vasto d’Europa, amato dai romani e dai residenti dei Castelli, non ha un ambulanza sul posto. E volendo bruciare i tempi, neanche l’eliambulanza raggiungerlo. Ieri chi ha assistito all’incidente ha tempestato di telefonate il 118 ma l’ambulanza doveva arrivare da Ostia, percorrendo in pieno giorno di sabato una Litoranea presa d’assalto. Il X Municipio, diversamente dal passato, non ha neppure lanciato la gara pubblica per la fornitura delle ambulanze e del personale infermieristico. «Tra le pieghe del bilancio – specificano dal X Municipio – siamo riusciti a reperire fondi che renderanno possibile l’attivazione di un presidio al 4° Cancello riservato esclusivamente ai cosiddetti traumi leggeri. Contiamo di poterlo aprire dal 15 giugno all’ultima settimana di agosto con la dotazione di un medico e di un infermiere presenti tutti i giorni». Ma non ci sarà l’ambulanza.

LA PIAZZOLA Non è un problema di denaro ma di manutenzione inadeguata, invece, l’inutilizzabilità dell’elisuperfice destinata all’atterraggio degli elicotteri all’interno della spiaggia. Collocata nel parcheggio tra il sesto ed il settimo cancello, la piazzola è coperta dalla sabbia e dalla vegetazione. «Per riportarla alla sua originaria funzione – denuncia il presidente del Comitato Civico Duemilatredici, Andrea Schiavone – senza costosissimi appalti, sarebbe bastato l’impiego del personale dipendente delle spiagge che, in inverno, può essere dedicato alla manutenzione delle attrezzature dell’arenile di Castelporziano». Ieri il pilota dell’elicottero del 118 ha potuto avvicinarsi al luogo dell’incidente solo fino al parcheggio dello stabilimento ”Il Corsaro” di lungomare Amerigo Vespucci, a sei-sette chilometri di distanza. E l’ambulanza con a bordo il quattordicenne ha dovuto nuovamente affrontare il traffico congestionato della Litoranea a ritroso verso Ostia.

IL MUNICIPIO «E’ in itinere un progetto finanziato da fondi integrati della Regione Lazio per la riqualificazione della piazzola per l’elisoccorso che non risulta a norma – specificano dal X Municipio – I lavori verranno effettuati nei prossimi mesi e riguarderanno anche altri aspetti della manutenzione della spiaggia libera di Castelporziano». «Su questa vicenda è bene che indaghi la magistratura: troppi ritardi provocati da omissioni dell’amministrazione locale – insiste Schiavone – E non è da trascurare il fatto che l’assenza dei vigili urbani, ridotto all’osso negli organici e privati del lavoro straordinario, non ha certo agevolato il passaggio dell’ambulanza in un ginepraio di auto parcheggiate selvaggiamente ai lati della Litoranea».

 

 

31/gen/2010 - Caricato da serenapaliria

 

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