Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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Benessere e salute
Milano, 8 nov. (Adnkronos Salute) - Passare la palla al compagno di squadra o tirare direttamente in porta per tentare il gol? Attraversare un incrocio col semaforo giallo o fermarsi e aspettare il prossimo verde? Per prendere in fretta una decisione che può fare la differenza, è meglio saper parlare due lingue fin da piccoli. Davanti a un bivio, infatti, il cervello dei bilingui è più veloce nel scegliere la strada giusta da imboccare. Lo hanno dimostrato in uno studio i ricercatori dell'università Vita-Salute e dell'Irccs San Raffaele di Milano, in collaborazione con gli atenei di Hong Kong, Londra e Barcellona. Il lavoro è pubblicato su 'Cerebral Cortex', e sembra dar ragione ai genitori - sempre più numerosi - che fanno di tutto per crescere figli poliglotti.
Gli scienziati hanno studiato e confrontato due gruppi: il primo formato da cittadini dell'Alto Adige, bilingui fin dall'infanzia (tedesco-italiano); il secondo monolingue, composto da persone della stessa età e con un background educativo e socio-economico comparabile con il primo. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a particolari compiti cognitivi, mentre i ricercatori hanno misurato le attività cerebrali con tecniche avanzate di neuroimaging: la 'voxel-based morphometry' per misurare la densità della materia grigia del cervello, e la risonanza magnetica funzionale per misurare l'attività cerebrale.
"Abbiamo dimostrato che i bilingui hanno più materia grigia nella corteccia del cingolo anteriore, la struttura più importante nel monitorare le nostre azioni e decisioni - spiega Jubin Abutalebi, docente di neuropsicologia all'Università Vita-Salute San Raffaele e primo autore dello studio - Abbiamo inoltre evidenziato che vi è una correlazione positiva tra la loro performance nel risolvere conflitti cognitivi e lo spessore della materia grigia del cingolo anteriore. Questo dato è significativo e in più dimostra che il bilinguismo, presente dalla nascita, ha degli effetti diretti sullo sviluppo del cervello". La tesi è che "il cervello dei bilingui si 'ottimizzerebbe' durante la crescita per svolgere compiti cognitivi che richiedono rapide ed efficienti decisioni. Infatti, i bilingui che abbiamo studiato hanno meno bisogno dei monolingui di impegnare la corteccia del cingolo anteriore per prendere decisioni".
Dallo studio risulta dunque che i bilingui sono mentalmente più efficienti: pur essendo più veloci, usano meno risorse del cervello. Ma qual è l'origine di questo vantaggio neuro-cognitivo? L'ipotesi formulata dai ricercatori è che i bilingui devono imparare fin da piccolissimi a tenere distinti due idiomi, per evitare di mescolarli.
Mischiare le due lingue è un fatto abbastanza comune nei più piccoli, perché solo dall'età di 3 anni circa i bambini imparano a tenere distinti i due idiomi. E per farlo, i bilingui userebbero le stesse strutture neurali che sono impiegate in generale nel prendere rapide decisioni. Per questo il bilingue, a differenza del monolingue, userebbe maggiormente queste aree sin dalla nascita. Con due conseguenze: un maggiore sviluppo anatomico e, a parità di difficoltà del compito, una minore necessità di coinvolgerle rispetto al soggetto monolingue, anche per decisioni che non riguardano il linguaggio.
"Il risultati di questo studio - conclude la nota dell'Istituto scientifico universitario di via Olgettina - portano ulteriori evidenze a supporto dell'idea che imparare più di una lingua, il più precocemente possibile, possa conferire un vantaggio anche in termini di capacità che con il linguaggio non sono direttamente connesse".
| | youtube.com22 ott 2011 - 4 min - Caricato da Maduzab |