Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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Articoli Disagio psicologico La depressione post partum |
| Che cos'è la depressione postpartum? La maggioranza delle neomamme, sperimenta qualche giorno dopo il parto uno stato transitorio di depressione. Può capitare che la mamma in erba, si senta triste senza una ragione apparente, pianga senza motivo e si senta inadeguata in relazione alle nuove responsabilità che l'attendono. Questo stato d'animo non deve spaventare: si tratta di una reazione del tutto naturale e fisiologica dovuta alla stanchezza fisica del parto e al drastico riassetto ormonale che si verifica nel corpo della donna dopo la nascita del bambino. Quando questo stato psicologico si prolunga dopo un mese dal parto, si può parlare di depressione post partum, una forma depressiva che affligge il 10%-15% delle puerpere. | |
In qualche caso, la "mamma in erba" può avere il timore di fare del male al bambino. Queste sensazioni la fanno sentire in colpa, la neomamma depressa si sente una cattiva madre e pensa di aver fatto un terribile errore nel mettere al mondo un figlio. Questi sentimenti possono essere più o meno consapevoli e possono esprimersi in una sensazione di costante ed eccessiva preoccupazione verso il neonato oppure in un completo disinteresse nei suoi confronti. Altri sintomi della depressione post partum sono : tristezza, irritabilità con il bimbo e con il partner , mancanza di energia, tendenza a mangiare in modo eccessivo , attacchi di panico, disturbi del sonno, completa mancanza di desiderio sessuale dopo sei mesi dal parto. Nei casi più gravi, la neomamma è depressa al punto tale da prendere in considerazione il suicidio .
Quali sono le cause della depressione post partum?
Come tutte le forme depressive, la depressione post partum non ha un'unica causa, ma dipende da una serie di fattori : ormonali, fisici (incide non poco la stanchezza dovuta ad insufficienti ore di sonno), sociali (la depressione post parto si verifica più frequentemente fra le ragazze madri o fra le donne che non possono beneficiare di un supporto pratico ed emotivo), psicologiche e cognitive (aspettative irrealistiche sulla maternità)
Quali sono le cure per la depressione post partum?
Se lo stato depressivo è serio e interferisce con attività quotidiane o in ogni caso quando ci sono dei pensieri suicidi, diventa opportuno rivolgersi ad uno specialista. Spesso sarà necessario intraprendere una cura farmacologica. Molte donne che soffrono di depressione post partum sono restie a chiedere aiuto perché temono di essere giudicate un fallimento come madri. Ma soffrire di depressione post partum non significa essere cattive madri né tanto meno "pazze": questo tipo di disagio è influenzato in modo consistente da fattori fisici e ormonali, dalla stanchezza e dalla stile di vita ed è perfettamente curabile. E'importante che la depressione post partum venga affrontata seriamente perché può interferire in modo negativo sul rapporto tra madre e figlio e favorire l'insorgere di una condizione depressiva cronica.
Suggerimenti pratici per sconfiggere la depressione post partum.
Miti sulla maternità e depressione post partum
Molte donne credono che crescere un bambino piccolo dovrebbe essere il periodo più bello dello loro vita e sperimentano una profonda sensazione di inadeguatezza, se la maternità non da loro le soddisfazioni che si aspettavano. Se una donna non viene travolta dalla gioia per essere diventata finalmente mamma, comincia a biasimare se stessa, senza rendersi conto che fare un figlio rappresenta un cambiamento enorme e che ci vuole tempo per adattarsi ad un cambiamento così radicale. Inoltre nella nostra società ci sono una serie di miti sulla maternità che possono contribuire a far sentire inadeguata ogni neomamma.
Ecco tre miti molto diffusi sull'amore materno:
L'amore materno è incondizionato. Non tutte le madri provano da subito un amore totale e immediato per il loro figlio. Molte mamme si innamorano a poco a poco del loro bambino, man mano che imparano a conoscerlo. E' normale che, anche che la madre più affettuosa provi, di tanto in tanto, dei sentimenti negativi nei confronti del figlio : irritarsi con il figlio non significa essere una cattiva madre, vuol dire soltanto che si è un essere umano e che si hanno dei limiti (come tutte le altre persone)
Le madri dovrebbero essere costantemente disponibili e porre sempre al primo posto i bisogni del bambino. Alcune mamme si annullano totalmente per il loro piccolo : trascurano completamente le loro esigenze fisiche e psicologiche, il loro rapporto di coppia e tutto quello che non è strettamente connesso alla cura del bebè. Il risultato è spesso l'insorgere di uno stato depressivo. Se è vero che essere la mamma di un bimbo piccolo richiede una buona dose di abnegazione, è anche vero che i bambini hanno bisogno di una mamma che sta bene. Molto meglio se siete al limite delle vostre risorse psicofisiche, affidare il bambino per due ore ad una babysitter e farsi un riposino, piuttosto che stare con il bambino ed essere a pezzi.
Essere madre è un fatto istintivo. Molte mamme rimangono sgomente quando si accorgono di non sapere come maneggiare un neonato, come allattarlo o come farlo dormire. Se siete alle primo figlio è normale non sapere d'istinto come prendersi cura di un lattante. Madri, non si nasce, si diventa e con un po' di tempo e di pratica, diventerete bravissime nel vostro nuovo ruolo.
Dottoressa Anna Zanon