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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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ESCI DALLA TUA PARROCCHIA E VA'

 

 

 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2013/03/26/la-direzione-giusta/

 

 

Uomo d'affari a un crocevia in piedi un orizzonte con erba e cielo blu mostrando un bivio che rappresenta il concetto di un dilemma strategico scegliere la direzione giusta da percorrere di fronte due opzioni uguali o simili. Archivio Fotografico - 10609226 

    

 

 

La direzione giusta

 

di don Fabrizio Centofanti

 

 

Hai riflettuto a lungo sulle strade che si possono intraprendere: pensi che tutti, quel giorno, avrebbero potuto girare a sinistra anziché a destra. Se fossi rimasto nella tua parrocchia, cosa saresti diventato?  Il corpo, i sentimenti, sarebbero stati soppressi da una ragione dominante? Era questo che insegnava il prete a cui allora ti affidavi. Saresti un professore inappuntabile, stimato dai colleghi, celibe, totalmente consacrato alla ricerca. Avresti coltivato in segreto i sogni di rivolta, sfogandoli nei modi consentiti dalla legge, con trasgressioni nelle pieghe del privato. Ti saresti isolato sempre più, passeggiando tra i filari fitti delle bibliografie, nelle giungle intricate degli archivi, perdendo la vista nelle note a piè di pagina, fino a stimare l’esistenza stessa una postilla, un codicillo, un appunto sgorbiato sul margine ignorato dai lettori, una macchia d’inchiostro cancellata dal fluire inesorabile del tempo. Quel giorno, grazie a Dio, hai svoltato dalla parte opposta. Quanto dei percorsi precedenti, ti chiedi, confluisce in quelli nuovi? Non resta, nonostante tutto, la tentazione di voltarsi indietro, di credere che forse, magari, qualcosa di buono, nella strada parallela, una parte di te che avrebbe meritato di durare, eccetera eccetera, e avanti, all’infinito? Molti la vivono così: te ne accorgi come prete che ascolta i racconti della gente, i rimpianti riaffiorati a tradimento, i crucci per l’avrei potuto fare, l’avrei potuto essere, e se avessi sposato quello dopo, o quello prima; e mentre segui i percorsi accidentati dei pensieri altrui, contemplando le icone appese alla parete, comprendi che le vite possibili pendono anch’esse dallo schermo mobile dei sogni: ogni tanto si abbocca al richiamo, che per te prende la forma del poster di Taormina, della Piazza dei Miracoli, dove sogni di aggirarti ancora con don Mario, di scendere insieme le scalette in pietra grigia, fino alla baia di rocce scure dove lui ti diceva di buttarti, che aspettavi! Tu sentivi l’acqua troppo fredda, ma sei sicuro che adesso l’avresti accontentato, oggi che daresti la vita per rifare, insieme a lui, due bracciate verso l’isola che dà il nome al posto, senza immaginarlo dal tavolo in legno del salone, dove batti sui tasti aspettandoti parole che accordino l’icona del passato con quella del presente, la strada percorsa e quella su cui stai camminando, in attesa di un segnale, di una prova che il filo non s’è perso, che questa è veramente la tua vita, e puoi essergli fedele più di prima, perché è lui che ti guarda, inchiodato alla parete dell’eterno, e ti esorta a crederci come e più di prima: dài, stai andando dalla parte giusta, non fare mai l’errore di guardarti indietro.

 

 
 
 
May 7, 2012 - Uploaded by FansDiGiorgia

 

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