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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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GIOVANGUALBERTO CERI E MONS. ENRICO BARTOLETTI

Buona  sera  , signor Giovangualberto Ceri, è  un  po'  che Lei  non viene  più a  delirare  sul  mio  blog " nelsegnodizarri " e  Lei  sa  quanto  i  pazzi  abbiano  bisogno  l'uno  dell'altro,  per  darsi  manforte.

Credo  però  che  sia  ora  che   Lei,    Giovangualberto,  seppellisca  definitivamente  Mons.  Enrico Bartoletti,  pace  all'anima  sua,   e  non lo  riesuma   più  ad  ogni  Suo  intervento.

E'  arrivata  l'ora  di  conquistarci  la  fiducia  di  altri  vescovi,  papabili  per  essere  eletti  cardinali  e  del  mio  vescovo,  che  prevedo  verrà  eletto  cardinale  last  minute  e  che  così  prenderà   parte  al  Conclave,  dove  dovrà  però  guardarsi  sempre  alle  spalle,  perché  avrà  alle  calcagna  un  Bruto  Cardinale,  che  gli  vorrà  fare  le  scarpe....rosse. 

Non  so  chi  abbia  Lei  alle  calcagna  ma  dobbiamo  guardare  in  avanti,      e    se  proprio  vogliamo  fare  come  i  gamberi,  è  solo  per   ricucire  gli  strappi  che  i  Papi  dell'Antico  Regime  hanno    fatto  al   Concilio  Vaticano  II,  tradendone  i  principi  ispiratori. 

Riccardo

www.youtube.com/watch?v=ani6TnMCeiw4 min - 4 apr 2009 - Caricato da habelard2
Bellissima! Sofi98100 6 months ago 15. Je so' pazzo, nun ci scassate o' cazzo. Pino Daniele si grande. W NAPOLI. Salento781 7 ...
 

 

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G
Mons. ENRICO BARTOLETTI l'ho fatto uccidere io...!!!<br /> <br /> Mi aveva confessato nel 1974 a Roma, in Via della Conciliazione 1, che Lui era d'accordo con me: che comprendeva certe aspirazioni dei Movimenti Extraparlamentari contro la corruzione, le tangenti<br /> e a favore di una maggiore libertà. Mi disse però anche che questo non dovevo dirlo a nessuno e credo perché, altrimenti, Lui stesso sarebbe passato per filo-comunista: un "bocconcino per la MAFIA.<br /> Aveva il MANDATO ESCLUSIVO di PAOLO VI di trattare su Divorzio, Aborto e Concordato e, in VATICANO era perciò INVIDIATISSIMO E TEMUTO, nonché ritenuto assai pericoloso anche all'interno della<br /> Democrazia Cristiana, ad eccezione di ALDO MORO, dell'On.le MARIA ELETTA MARTINI, ecc. Aggiunse infine, quale PROFETA, che se lo avessi tradito anche questa volta non lo avrei rivisto mai più. Dopo<br /> diversi mesi io però lo dissi in giro a qualcuno, lo tradii e, in effetti, non lo rividi più come mi aveva profetizzato. Per me lo avevavo ucciso trovando come scusa, soprattutto, il pretesto di<br /> filocomunista.<br /> F.to GIOVANGUALBERTO CERI
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N
<br /> <br /> Caro Giovangualberto, si scrolli definitivamente di dosso questi assurdi sensi di colpa. Mons. Bartoletti è morto d'infarto e Lei non c'entra niente. Invece di piangersi addosso, mi<br /> racconti della persona di Enrico Bartoletti, Lei che ha avuto il piacere e la gioia di conoscerlo. Vorrei pubblicare dei contributi sulla sua personalità, a cui mi sto avvicinando in questo<br /> periodo natalizio. Cos'era per Enrico Bartoletti il Natale ? Mi racconti qualcosa, La Prego !<br /> <br /> <br /> Riccardo<br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />
G
Oggi 15 agosto 2013 è la festa di Santa Maria Assunta in Cielo: una festa liturgica di sapore cristano-orientale e medievale, come ricorda anche Charles Journet, tanto apprezzata anche da papa<br /> Celestino V, cioè da Pietro dal Morrone (cfr. Basilica di Collemaggio a l’Aquila), ed oggi assai molto dimenticata. Per rilanciarne la bellezza e l'importanza sarebbe sufficiente che fosse permessa<br /> dal VATICANO la giusta interpretazione da dare al capitolo II, del trattato secondo, primo capoverso, del CONVIVIO di Dante: e questo anche stimolando a farlo il Cardinale Presidente della<br /> prestigiosa “CASA DI DANTE IN ROMA”. Perché no…?<br /> Se fosse permessa la giusta interpretazione da dare al citato passo del Convivio (II, II, 1 e II, XV, 12) risulterebbe che la qualificantissima scienza medievale della MORALE FILOSOFIA, la scienza<br /> dei PROFETI, posta da Dante nel nono cielo Cristallino, acqueo e di Maria, apparve a Dante proprio il 15 AGOSTO 1293, per la festa di SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO, e non dunque il 21 agosto 1293<br /> come tutti gli esegeti più o meno erroneamente asseriscono per non essere stati in grado di fare bene i calcoli. Da qui il rilancio liturgico del 15 AGOSTO in generale: cioè attraverso Dante.<br /> Scrive così Dante: "Cominciando adunque, dico che la stella di Venere due fiate rivolta era in quello suo cerchio che la fa parere serotina e mattutina, secondo diversi tempi, appresso lo<br /> trapassamento di quella Beatrice beata che vive in cielo con gli angeli e in terra con la mia anima, quando quella gentile donna (LA MORALE FILOSOFIA CRISTIANA fondata sulla pagana FILOSOFIA di<br /> PITAGORA), cui feci menzione ne la fine de la VITA NUOVA (Vita Nuova, XXXV, 2), parve primamente, accompagnata d'Amore a li occhi miei, e prese luogo alcuno ne la mia mente (Convivio, II, II, 1).<br /> Della giusta interpretazione da dare al citato passo, la mia qualificantissima scoperta di cui è a conoscenza anche don Lorenzo Lavatori docente di Teologia Dogmatica all’Urbaniana. Il problema è<br /> abbastanza semplice, se interessa rilanciare la LITURGIA CRISTIANA. Per stabilire il giorno liturgico in cui la “gentile donna giovane e bella molto” (Vita Nuova, XXXV, 2) simboleggiante la<br /> predetta scienza medievale della Morale Filosofia (Convivio, II, XIV, 14), apparve a DANTE, è sufficiente calcolare con precisione quando Venere ritornò, per la seconda volta, ad avere la medesima<br /> esatta ELONGAZIONE (distanza dal SOLE) che aveva al momento della morte di Beatrice avvenuta l’8 giugno 1290. Quando l’8 giugno 1290 (alle 19h.50’ circa) morì Beatrice Venere aveva 14°.13’ di<br /> elongazione occidentale al Sole: il fenomeno è scientificamente oggettivo. Quando ritornò ad avere la medesima elongazione, 14°.13’ occidentali, per la seconda volta era il 15 agosto 1293 (alle<br /> 19h.00’ circa). Provare per credere. L’errore degli esegeti è stato qui di aver proceduto grossolanamente aggiungendo alla data dell’8 giugno 1290, i fatidici 1168 giorni che è il tempo medio<br /> impiegato da Venere per fare due rivoluzioni: ma il tempo medio, che conduce al 21 agosto 1293, non corrisponde affatto a quello impiegato realmente dal giugno 1290 all’agosto del 1293 e che<br /> conduce al 15 agosto 1293 e, da qui, il grave errore che incide anche sul giorno liturgico. Io è da vent’anni che mi meriterei un premio anche LITURGICO, e invece tutte pedate negli stinchi. Chi sa<br /> cosa dirà il mio amico Mons. Enrico Bartoletti di la su, forse quasi papa se non fosse morto (?) prima del suo grande amico PAOLO VI. E pensare che io, con la mia scoperta, ho semplicemente tentato<br /> di difendere la nostra SACRA TEOLOGIA LITURGICA come comanda la Costituzione conciliare SACROSANCTUM CONCILIUM sulla SACRA LITURGIA del 4 dicembre 1963. Evviva il silenzio del VATICANO !!! Vedremo<br /> se andrà molto lontano. F.to GIOVANGUALBERTO CERI
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G
Cfr. FOTO: ILARIA DEL CARRETTO e Mons. ENRICO BARTOLETTI a:<br /> http://www.facebook.com/media/set/?set=a.228902670488564.62602.100001064993213&l=48437d71c1&type=1
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G
In risposta al mio amico PIERO FAVINI.<br /> No!!!, caro Piero, la cosa non sta così, come tu ti immagini. Fu che mons. Bartoletti mi nominò suo SEGRETARIO in un senso del tutto diverso da quello comune e ordinario, e che anch'io io, lì per<br /> lì, non intesi. Ero suo Segretario nel senso più profondo e ontologico del termine, e lui mantenne questa sua parola fin da ultimo. Fui io invece che non mantenni mai la mia: cioè di esserlo, di<br /> doverlo essere, e perciò mi beccai alla fine, da Lui stesso, la giusta accusa di TRADITORE. Ritengo però di sì!, di esserlo invece stato pienamente suo Segretario, ma solo dopo la sua scomparsa. Me<br /> l'ha confermato recentemente anche Mons. ALBERTO ABLONDI vescovo emerito di Livorno e visepresidente della CEI. Ti ragguaglio. Ablondi fu quello che aveva deciso di sostituirsi ad Aldo Moro nella<br /> prigione delle Brigate Rosse. Anzi Ablondi mi confessò che era stato lo stesso Bartoletti ad avergli telefonato una settimana prima di morire, il 5 marzo 1976, per dirgli che, insieme a Paolo VI,<br /> lo avevano chiamato a venire a Roma: in Vaticano (?). Morto il Bartoletti, ovviamente, non se ne fece più nulla. Ma che anche la chiamata di Ablondi a Roma abbia contribuito ad incoraggiare la<br /> "malattia mortale" del Bartoletti? Non si dovevano toccare gli equilibri interni al Vaticano? Perché dunque, da ultimo, fui io, a stare ad Ablondi, il vero segretario del Bartoletti? Per lui lo<br /> dimostrai quando furono pubblicate da MASSIMO TOSCHI, Assessore della Regione Toscana, le due lettere di don Lorenzo Milani a Mons. Enrico Bartolletti datate 10 settembre 1958 e 1° ottobre 1958<br /> (MASSIMO TOSCHI, "Don Lorenzo Milani e la sua Chiesa", Ed. Polistampa, Firenze 1994, pp. 158 - 168). Ma intanto dov'è che Massimo Toschi aveva pescato queste due lettere del Milani al Bartoletti a<br /> me resta a tutt'oggi un mistero. Io ho raccolto tre versioni diverse ed opposte. Anzi mi sembra di ricordare che un attimo dopo la morte del Bartoletti non si riusciva più a sapere dove era andata<br /> a finire la sua posta confidenziale. E nemmeno un anno dopo lo si sapeva. Era andata smarrita? La vicenda mi interessava anche perché in questa posta, oltre alle lettere di don Milani, c'erano<br /> anche le mie assai scriteriate, imbecilli e, inoltre, sgrammaticate forse anche di proposito. Sicché mi premeva sapere che fine avevano fatto. In alcune di essere riferivo anche dei viaggi che io e<br /> te si faceva a Barbiana: te sempre più apprezzato dal Milani e io invece sempre più screditato e deriso. Ma finiamola!!! Per farla breve, da queste due lettere di Milani al Bartoletti si deduce<br /> facilmente che il Milani intendeva tacciare di CODARDIA il Bartoletti e questo, oltre ad essere ingiusto, non vero, era anche denigratorio. Chi risolse la questione? Il sottoscritto, io suo<br /> Segretario in pectore. E come feci? Il Milani, oltre ad attaccere duramente il Bartoletti aveva anche commesso la felice imprudenza di attaccare ancor più duramente don Alessandro Campani. Ma<br /> mentre il Bartoletti era già morto, e non si poteva difendere dalla pubblicazione di queste accuse, don Alessandro Campani era invece ancor vivo e vegeto, per mia grande, grandissima fortuna.<br /> Quindi presi il coraggio a quattro mani e telefonai al Campani. Ben avevo messo in conto che sarebbe allora stato poprio il Campani per primo a dover difendere, di necessità, anche il Bartoletti.<br /> Ebbene successe un polverone, il finimondo: apriti cielo e spalancati terra. Pensa un po': dopo due anni dalla mia telefonata al Campani stavano ancora cercando chi l'avesse avvertito: quindi non<br /> riuscendo a trovarlo. E credo, non per curiosità, ma per fargliela pagare. Ma come tu ben sai io sono abbastanza addestrato a scansare le pallottole, e forse anche perché il Bartoletti già aveva<br /> pregato tanto che mai mi colpissero. Dunque dissi sono stato io ad avvertire il Campani e ho fatto, anzi, bene!!! Mi venne poi dietro anche l'On.le Maria Eletta Martini di Lucca. Orbene mons.<br /> Alberto Ablondi, venuto a conoscenza di tutta la vicenda, mi disse: "Tu l'hai dimostrato!!! Di essere tu il vero segretario del Bartoletti!!!". FINE.
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G
Su mons. ENRICO BARTOLETTI. Caro Angelini Piero, la sua traduzione sarà certamente più giusta della mia. Io ho studiato un pochinissimo di greco della Coiné quando mi dovevo fare prete (poi ho<br /> desistito, ovviamente!) ed avendo visto scritto in greco "tà loipà" ho pensato bene volesse dire "le restanti cose...".Per quanto attiene alla valutazione del significato cristiano dell'epigrafe<br /> sa, bisogna anche pensare che chi la fece mettere anche lui era un cristiano ed avrà avuto inoltre, anche lui, il permesso del vescovo di Lucca di allora. Ecco, si vede che il Bartoletti<br /> assomigliava a quel suo lontano predecessore. Gli vogliamo fare adesso la contravvenzione? Loro avranno pensato, insieme anche ad altri fedeli di Lucca, che fosse una epigrafe compatibile con<br /> cristianesimo e perciò da mettere in cattedrale. Inoltre il Bartoletti aveva uno spirito conciliare così aperto al punto da non redarguire chi avesse pregato la Santissima Trinità con le parole<br /> degli Ebrei, o degli Islamici, o dei Buddisti, o del mondo pagano-classico. Della stessa idea era anche padre Giovanni Maria Vannucci (cfr.Preghiera Universale)che venne a far visita a Lucca al<br /> Bartoletti nell'estate del 1959. Sa, il Bartoletti diceva anche, con spirito conciliare e come Dante, "sorgeran le torri de la novella Troia" (Eneide - Annibal Caro), invece di dire "scenderà la<br /> Gerusalemme dal cielo". Ma, per me, si tratta della stessa cosa. Anzi questa commistione, o comunione gerarchica, mi piace.
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