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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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GIOVANGUALBERTO CERI, L'INVIATO DI DANTE PER BACCHETTARE I DANTISTI COMMEDIANTI

DANTE :  LA PAROLA CHE DANZA. INCONTRO TRA POESIA,  ARTE E  LINGUA  Giovedì 12 aprile 2012, ore 19.30,

Giovedì 12 aprile 2012, ore 19.30,
Teatro Olimpico (Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma).
Prezzi agevolati per i soci della “Dante”
per gli spettacoli del Teatro Olimpico

     In occasione della replica dello spettacolo Paradiso – Trilogia Divina Commedia, di Emiliano Pellisari, che sarà in scena a Roma dall’11 al 22 aprile 2012 presso il Teatro Olimpico e che concluderà il Festival Internazionale della Danza 2012 ideato dall’Accademia Filarmonica Romana e dal Teatro Olimpico, si svolgerà l’evento “Dante: la parola che danza. Incontro tra poesia, arte e lingua”.

     Durante l’incontro - in programma giovedì 12 aprile 2012 alle ore 19.30 presso il Teatro Olimpico di Roma (Piazza Gentile da Fabriano 17) - Mimmo Liguoro intervisterà Emiliano Pellisari. Sono previsti gli interventi di Lucia Bocca Montefoschi (Direttore Artistico e Amministratore Delegato del Teatro Olimpico), Alessandro Masi (Segretario Generale della Società Dante Alighieri) e Marco Veglia (docente di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Bologna). Nell’occasione Emiliano Pellisari riceverà l’onorificenza della Società Dante Alighieri per il lavoro compiuto a favore della diffusione dell’opera del Sommo Poeta.

    

► 4:45► 4:45
youtube.com21 nov 2008 - 5 min - Caricato da derasedai
Brano tratto dall'album "Amore dopo amore" di Renato Zero - I Commedianti.

 

 

In base alla convenzione tra Società Dante Alighieri e Teatro Olimpico, i soci della “Dante” possono usufruire di una riduzione del 30% circa sul prezzo del biglietto per tutti gli eventi, compreso Paradiso – Trilogia Divina Commedia.

     Informazioni e prenotazioni: dal lunedì al venerdì ore 10-18, tel. 0632659932, promozione@teatroolimpico.it.

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA DELLO SPETTACOLO

INVITO

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Ho riscritto al SINDACO di Firenze sulle PRIMARIE di coalizione e su Benigni e Dante.<br /> <br /> Caro Matteo Renzi Sindaco di Firenze,<br /> scriveva CARTESIO: “Io, pur non disprezzando la gloria come fanno i Cinici, non tengo però in nessun conto di quella che soltanto con falsi titoli si può acquistare” (CARTESIO, Discorso sul metodo,<br /> Parte seconda – Con Introduzione di Eugenio Garin – Laterza, Bari, 1975, p.8). Se lei la pensasse così e si percepisse che in tale modo la pensa, ebbene per me sarebbe da porsi al vertice del PD,<br /> ed anzi, arriverebbe a porsi in cima a tale piramide, ovviamente nell’interesse degli Italiani. Ma potrà la CULTURA in Italia, ivi compresa quella distribuita dalla nostra Pubblica Amministrazione,<br /> dalle varie Fondazioni, e dalle nostre Università Statali, andar d’accordo con questo epitaffio cartesiano? Io ho i miei dubbi da quando il Caro Professor CESARE VASOLI, dopo aver ripetutamente<br /> parlato, con estrema convinzione, delle mie scoperte dantesche all’Accademia Nazionale dei Lincei, ebbe poi a dirmi: “Ceri, io ne ho parlato all’Accademia ma, così facendo, si è fatto ancor più<br /> nemici di prima!”. Il Vasoli credo sia ancora vivo e lei potrà controllare di persona se quello che lo ho detto è vero.<br /> Caro Renzi,<br /> Lei è sindaco di Firenze e Dante era fiorentino. Si creerà dei nemici ma, politicamente in senso platonico, ed eticamente in senso cartesiano, se vuole avere successo deve mettere nella sua lista<br /> per la spesa anche di spendere qualcosa per le mie scoperte che, fra le altre cose, sono in grado anche di integrare l’idea che noi abbiamo di CALENDARIO STILE FIORENTINO. Ne esistono infatti due,<br /> come lascia chiaramente intendere anche Giovanni Boccaccio. Uno semplicemente “stile fiorentino”, e l’altro “stile antico fiorentino” che viene ignorato (GIOVANNI BOCCACCIO, Esposizioni sopra la<br /> Comedia di Dante, a cura di Giorgio Padoan, Milano, Mondadori, 1965, p. 150 in relazione al c. XXI, vv. 112- 114, dell’Inferno). Benigni è un genio! Ma non affatto un eroe. Vedrà che quando ad<br /> Agosto prossimo venturo, a Firenze, Roberto Benigni esporrà questo canto XXI dell’Inferno, mi auguro che anche lei sia presente!, ignorerà quello che dice il Boccaccio: e penserei al fine di<br /> risparmiarsi dei nemici. La buona politica non funziona però in maniera tale: ha più bisogno di eroi che di geni. Ci vuole coraggio. Sono a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Enumero<br /> adesso le mie scoperte in grado di far tremare tutte le università del mondo. Non sono affatto matto! Ed ho già avuto dalla mia anche il Professor Giorgio Barberi Squarotti di Torino e il Professor<br /> Enzo Esposito de “La Sapienza” di Roma.<br /> SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica.<br /> Cfr. DVD TV CANALE 10 Google su YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.<br /> <br /> DATE DA ME SCOPERTE CHE CORRISPONDONO SEMPRE AD IMPORTANTI FESTE LITURGICHE POICHÉ, PER DANTE, LA SCIENZA PIÙ ALTA ED ULTIMA CHE LUI PONE NEL DECIMO CIELO EMPIREO È, ALL’INSAPUTA DELL’ESEGESI<br /> TRADIZIONALE, LA SACRA TEOLOGIA LITURGICA. EGLI, ATTRAVERSO QUESTE DATE, VUOLE DUNQUE CHE ARRIVIAMO ALLE RELATIVE FESTE LITURGICHE E PERCIÒ A CELEBRARLE CON LA PIÙ ALTA SCIENZA MEDIEVALE, LA<br /> TEOLOGIA LITURGICA.<br /> <br /> 1a - Sabato 25/03/1301, festa dell’Annunciazione a Maria, giorno di inizio del viaggio della Commedia, e giorno di inizio a Firenze e per Dante, dell’anno ma anche del XIV secolo “ab incarnatione<br /> Domini”. Perché a Firenze il 25 marzo 1301 del nostro computo storico si apriva il XIV secolo, e non dunque si era aperto l’anno prima? Per accertarlo basta prendere per buona l’informazione<br /> fornita in chiusura della QUAESTIO DE ACQUA ET DE TERRA secondo la quale Cristo, da un punto di vista culturale e calendariale, sarebbe nato di domenica come, sempre di domenica, è poi anche<br /> risorto. In tal caso il Suo giorno di Nascita simbolico e calendariale corrisponderebbe alla domenica 25 dicembre del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico; quello della Sua Incarnazione<br /> al venerdì 25 marzo del 1° dopo Cristo; il giorno di inizio dell’anno e quello della nostra èra volgare, o cristiana, in base al Calendario giuliano stile comune, cioè al Calendario giuliano vero e<br /> proprio che partiva dall’insediamento dei consoli romani, in questo caso corrisponderebbe al sabato 1° gennaio del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico, o odierno. In base a questo<br /> computo calendariale Cristo, il lunedì 26 dicembre del 1° dopo Cristo, avrebbe avuto solo un giorno di età e non un anno ed un giorno come risulta dal nostro computo storico. Io credo che sia<br /> venuto il momento in cui anche il Manuale di ADRIANO CAPPELLI, “Cronologia, Cronografia e Calendario perpetuo”, arrivi ad indicare questo Calendario stile antico fiorentino adottato da Dante e di<br /> cui riferiscono, sia Giovanni Boccaccio come ho già detto, sia Andrea Lancia (1290 [?] – 1360 [?]), detto l’ OTTIMO, notaio al servizio del Comune di Firenze. La presa d’atto di questa verità<br /> calendariale, poiché qui non c’è nulla da accertare ma solo da prendere atto, porrebbe fine a tante questioni esegetiche e di datazioni storiche attinenti a Filologia dantesca in cui esiste una<br /> differenza conclamata di un solo intero anno. Anzi bisognerebbe prendere per norma, che nei secoli fino alla metà del XIV secolo, quando i dati non tornano e la differenza è di un solo anno, non si<br /> tratta di un errore, come fino ad oggi gli studiosi hanno ingenuamente pensato, ma dall’avere essi computato seguendo il semplice e noto “stile fiorentino” e non lo “stile antico fiorentino” del<br /> tutto ignorato poiché caduto da secoli nell’ombra. Ammessa questa verità si potrà calcolare e capire perché il XIV secolo a Firenze iniziava nel nostro 1301 e più precisamente il sabato 25 marzo<br /> 1301 del nostro computo odierno: perché per Dante e per l’antica cultura fiorentina legata ai canonici di Santa Reparata questo giorno corrispondeva per loro al sabato 25 marzo 1300. Ed è in questo<br /> giorno liturgico, e perciò dopo calato il Sole sul venerdì 24 marzo 1301 del nostro computo storico, che può solennemente e liturgicamente iniziare il viaggio della Commedia: primo giorno dell’anno<br /> a Firenze ma anche, qui, primo giorno del nuovo secolo, il XIV, ab Incarnatione.<br /> <br /> 2a - Venerdì santo 31/03/1301, ore 12 – 15, festa della morte di Cristo in croce per l’Umanità e fine solenne, e liturgicamente più che eloquente, del viaggio della Commedia. Si legge infatti: “<br /> quos pretioso sanguine redemisti” (TE DEUM, 22). Non sappiamo se Dante abbia conosciuto Iacopone da Todi (1230 – 1306), però la sua Commedia termina proprio nel momento del STABAT MATER di<br /> Iacopone. “Stabat Mater dolorosa / Juxta crucem lacrimosa, / Dum pendebat Filius. / … “ (c.1.). Dante e Iacopone hanno però in comune la poca simpatia verso papa Bonifacio VIII. Bisogna che il<br /> VATICANO se ne faccia un’idea. Il viaggio della DIVINA COMMEDIA è posto fuori per periodo giubilare di Bonifacio VIII che andava dal 25/12/1299 al 24-25/12/1300 del nostro computo storico. “UBI EST<br /> VERITAS DEUS IBI EST”: e di questo anche il Sommo Pontefice dovrà prendere atto.<br /> <br /> 3a - Martedì 2/6/1265, festa dei santi martiri Marcellino, Pietro ed Erasmo e giorno di nascita di Dante personaggio (Par., XXII, 110 – 117). La liturgia di questo giorno sintetizza tutta la<br /> biografia di Dante, come le date e le feste che riguardano Beatrice spiegheranno il senso via, via da attribuire alla giovane, bella, nobile, gloriosa e beata Beatrice.<br /> <br /> 4a - Venerdì 2/10/1265, festa dei Santi Angeli custodi (allora ad libitum perché messa di recente in vigore su iniziativa di san Bernardo di Chiaravalle) e giorno nascita di Beatrice personaggio<br /> (Vita Nuova, II, 1-2) in cui la liturgia cristiana recita: “Haec dicit Dominus Deus: Ecce ego MITTAM Angelum meum, qui preceda te, et custodiat in via” (cfr. congruità con Inf. I, 1-3; Inf. II, 52<br /> – 108).<br /> <br /> 5a - Venerdì 2/02/1274, festa della Presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna e giorno in cui Beatrice appare a Dante per la prima volta (Vita Nuova, II, 1-2). Recita la<br /> liturgia di questo giorno: “Haec dicit Dominus Deus: Ecce ego MITTO Angelum et praeparabit viam ante faciem meam”.<br /> <br /> 6a - Venerdì 26/12/1264, festa di santo Stefano protomartire e giorno di concepimento di Beatrice in cui la liturgia recita: “Beati immaculati in via, qui ambulant in lege Domini” (Vita Nuova,<br /> XXIX, 2).<br /> <br /> 7a – Venerdì (liturgico) 9/06/1290, festa dei santi martiri Primo e Feliciano e giorno liturgico di morte di Beatrice (Vita Nuova, XXIX, 1), in cui la liturgia cristiana recita: “Haec est vera<br /> fraternitas, quae vicit mundi crimina”. Questo passo ci riconduce ai versi in cui Dante e Beatrice sono insieme in Paradiso (Par., XXII, 151 – 154) che così recitano: ”L’aiuola che ci fa tanto<br /> feroci, / volgendom’io con li etterni Gemelli, / tutta m’apparve da’ colli a le foci. / Poscia rivolsi li occhi a li occhi belli (di Beatrice)”.<br /> <br /> 8a - Martedì 2/02/1283, festa della Presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna e giorno in cui Dante fu salutato per la prima volta da Beatrice (Vita Nuova, III, 1-2).<br /> <br /> 9a - Martedì 14/09/1322, festa dell’Esaltazione della Santa Croce e giorno di morte di Dante personaggio (1321, e va bene!, però stile antico fiorentino!). Per me si tratta del giorno<br /> esclusivamente simbolico-liturgico di morte di Dante personaggio, e quindi non di quello reale di Dante persona (GIOVANNI BOCCACCIO, Vite di Dante, Prima redazione, 86; oscar Mondadori, M
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G
GIOVANGUALBERTO CERI<br /> <br /> A dispetto di Dante<br /> (Così risulta che, infatti, sia avvenuto.)<br /> <br /> LETTERA APERTA SU “DANTE E BEATRICE” E SUGLI STUDI UNIVERSITARI SU DANTE IN RISPOSTA ALLE STIMOLANTI E-MAIL INTERLOCUTORIE INVIATEMI DAL PROFESSOR ALBERTO CASADEI DOCENTE DI ITALIANISTICA<br /> ALL’UNIVERSITÀ STATALE DI PISA.<br /> ---------------------------<br /> <br /> Capitolo I<br /> <br /> Alcuni presupposti della disputa a partire dal<br /> problema posto dalla festa di oggi.<br /> <br /> Oggi, in Firenze, giovedì 2 Febbraio 2012, festa della Purificazione della beata Vergine Maria e, ugualmente, della Presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna, o della<br /> Candelora, e al tempo stesso anche festa dell’apparizione, per la prima volta, di Beatrice a Dante sia pure all’insaputa dei secolari ‘STUDI SU DANTE’: ivi compresi quelli contemporanei assai<br /> stimolanti ed interessanti del professor Alberto Casadei. Ma potrebbe esserci, a spiegazione del fatto che l’Accademia non abbia saputo della mia scoperta del giorno della prima apparizione di<br /> Beatrice a Dante, come anche di altre mie, più di un motivo culturale ed anche inerente un diverso metodo di studio e, da qui, le premesse per l’apertura, appunto, di una disputa. Di chi la<br /> ragione?<br /> Seguendo le indicazioni del CALENDARIO “stile antico fiorentino” adottato da Dante nella COMMEDIA, nella VITA NUOVA e nel CONVIVIO e che parte da quell’anno in cui la Natività di Cristo cade di<br /> domenica, e quindi la Sua Incarnazione risultante avvenuta, necessariamente, di venerdì, la Vergine Maria avrebbe simbolicamente condotto Gesù bambino al tempio, più precisamente di quanto<br /> precedentemente indicato, il GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO DEL 2° ANNO DOPO CRISTO del nostro computo storico. Conseguentemente Beatrice sarebbe apparsa per la prima volta a Dante (Vita Nuova, II, 1-2) il<br /> VENERDÌ 2 FEBBRAIO 1274 del nostro computo storico, sia pure all’insaputa, come ho già detto, della Critica dantesca.<br /> Analizzando la festa di oggi relativamente al suo processo costruttivo-costitutivo, al senso che ha, e all’utilizzazione che ne fa Dante, possiamo intanto arrivare a dire che il 2 Febbraio è, ad un<br /> tempo, festa di Maria (Luca, 22 – 38; Luca II, 29-35) e di Beatrice (Vita Nuova, II, 1-2). Di Maria perché è stabilito, come vedremo, dalla Teologia liturgica; e di Beatrice poiché viene<br /> sentenziato da Dante col ricorso alle scienze medievali di più alto rango. Se così, saremo arrivati ad un primo e solido punto di partenza per giudicare della validità del mio indirizzo di studi,<br /> nonché per criticare, viceversa, l’insufficiente percorso seguito dai vecchi e nuovi Studi Accademici su Dante, poiché la presenza di un legame fra Maria e Beatrice viene comunemente riconosciuta,<br /> e come potrebbe essere diversamente!, mentre qui, nel caso anche di questa mia scoperta, saremo di fronte ad un riscontro scientifico-oggettivo di tale comunione spirituale che finirebbe per creare<br /> una forte sinergia a tutta la già nota architettura mariologico-dantesca. Se nessun esegeta ha mai saputo indicare con precisione matematica il giorno della prima apparizione di Beatrice a Dante,<br /> nonostante che lo stesso Poeta le dia la massima importanza poiché solennemente la mette subito in apertura della VITA NUOVA (II, 1-2), e perciò con un entusiasmo scientifico che si caratterizza<br /> per la sua discrezione, quasi a voler anticipare il delicatissimo e nobile senso di tutta l’opera, io essendoci al contrario riuscito vorrà pur dire qualcosa. E invece no! Ma se avessi ragione? Di<br /> solito mi si risponde, purtroppo, con una domanda retorica, e non affatto entrando nel merito, come se fosse riprovevole farlo o, forse, come avrebbe detto Dante, perché “non eran da ciò le proprie<br /> penne” (Par., XXXIII, 139). Ma allora fate un altro mestiere. Retoricamente infatti mi si domanda: “Ma che importanza può avere se questa apparizione avvenne in un giorno invece che in un altro?”<br /> Questo perché, con mentalità moderna, si interpreta l’episodio solo da un punto di vista cronologico-storico, e perciò astratto. E se esso avesse invece, e soprattutto, una valenza<br /> astrologico-simbolico-liturgica? Averlo ignorato potrebbe essere stato esiziale.<br /> La disputa annunciata, a partire dalla festa mariana e dantesca di oggi, dovrebbe adesso dichiararsi aperta, anche perché la nostra civiltà pare non possa accettare che l’Accademia, stando le cose<br /> nella maniera ipotizzata, le possa passare impunemente sotto silenzio, ovvero senza lentamente regredire. Ci saranno poi anche altre cento occasioni per ribadire, controllare e, se qualcuno lo<br /> volesse, addirittura per acclamare questo mio nuovo percorso culturale e metodologico, ma è logico e naturale che io parta da qui, dalla festa di oggi. Dante ne sarebbe rimasto orgoglioso.<br /> Dell’esistenza del calendario “stile antico fiorentino”, con Cristo nato di domenica, e che obbligatoriamente conduce a questo nostro giovedì mariano del 2 febbraio del 2° anno dopo Cristo del<br /> nostro computo storico, viene testimoniato, incontestabilmente, anche in chiusura della “Quaestio de aqua et de terra” e per cui l’opera, indipendentemente che sia lavoro di Dante o meno, negli<br /> studi sul medioevo e sullo stesso Dante viene ad assumere, almeno per me, un’importanza esegetico-strategica assoluta. Per quello che ho scritto adesso, cioè al riguardo della molta importanza<br /> strategica della “Quaestio”, mi si prenda, per il momento, sulla parola: quindi nonostante che l’opera venga di solito trascurata in quanto ritenuta scarsamente scientifica e quindi, negli studi su<br /> Dante e sul suo medioevo, da dover quasi scartare. Comunque sarebbe sotto l’aspetto di REPERTO scientifico trecentesco che essa verrebbe ad assumere, anche per me, un grosso valore. Quando gli<br /> esegeti la prendono in esame è soprattutto per sostenere e dimostrare che non è opera di Dante, forse anche per sollevare il Poeta dall’avere fatto considerazioni geometriche poco affidabili. Ma<br /> siccome il computo computistico-calendariale dell’èra “volgare”, o “cristiana”, a partire da Cristo nato di domenica, non è mai stato preso in considerazione dagli storici moderni, né dai dantisti,<br /> né dagli esperti di calendari antichi, mentre in chiusura della “Quaestio” si indica come possibile e giusto, anzi quasi ammonendo chi si procedesse diversamente, ecco perché l’opera viene ad<br /> assumere un’importanza solenne. Del resto è la Domenica ad essere, in se stessa, solenne per un cristiano: per cui se questo stesso cristiano, per esempio Dante, avesse voluto computare da Cristo<br /> nato di domenica non si vede do che cosa avrebbe potuto essere rimproverato, specialmente poi se lui avesse dato maggiore importanza alla SACRA TEOLOGIA LITURGICA, piuttosto che alla SACRA TEOLOGIA<br /> RAZIONALISTA. Infatti sempre di due “teologie” si tratta, come dimostra tutta la storia del Neoplatonismo e anche il recente Concilio Vaticano II nella sua “Costituzione conciliare SACROSANCTUM<br /> CONCILIUM sulla sacra liturgia – 4 dicembre 1963 – “, mentre Dante, sempre all’insaputa dei suoi critici, sotto il nome di “Teologia, che piena è di tutta pace” (Convivio, II, XIII, 8; II, XIV,<br /> 19), pone la “sacra Teologia liturgica” nel cielo “più magno et ultimo”, il decimo Empireo. Dante potrebbe anche non aver mai letto la “Questio”, né conosciuto il suo autore, e pur tuttavia essere<br /> rimasto affascinato Da Cristo nato di domenica e quindi dal calendario che la “Questio” esibisce e ricorda con forza.<br /> Forse Dante, occupandosi di poesia, si sarà effettivamente sentito costretto, o portato, o indotto, come pensano quasi tutti, a non dare importanza ai numeri, alla loro successione matematica, e<br /> quindi nemmeno al valore simbolico-liturgico-astrale dei sette giorni della settimana e perciò a Cristo nato nel settimo giorno, la domenica? In conseguenza della sua indole poetico-letteraria, per<br /> i più come se egli fosse un poeta del Romanticismo, Dante si sarebbe sentito indotto a non prestare attenzione ad una metafisica dei numeri, o alla Numerologia, o alla Gematria quale scienza<br /> kabbalistica del valore numerico delle parole e quindi quale scienza da collocarsi, per me, nell’ottavo cielo delle Stelle Fisse. Risulta invece abbastanza evidente che, per mentalità, il Poeta<br /> desse ai numeri una importanza assoluta e direi, divina: ma potrebbe essere dimostrato anche ricorrendo alla logica-dialettica. Per questo uno stretto computare, sia a riguardo delle ore (<br /> CONVIVIO, Canzone seconda: “ Non vede il sol, che tutto ‘l mondo gira, / cosa tanto gentil, quanto in quell’ora che luce ne la parte ove dimora / la donna di cui dire Amor mi face), che dei mesi<br /> (VITA NUOVA, II, 1-2), che degli anni a partire da Cristo nato nel settimo giorno, cioè di Domenica (Inf., XXI, 112 – 114), dovrebbe essere stato per lui assolutamente necessario, esaltante e<br /> infine, per noi, se tale egli fosse, ipotizzarlo in tale modo fondamentale per capirlo. Ma si è preteso veramente di insegnare a Dante, con una impotenza maliziosa, come avrebbe potuto fare ad<br /> essere il più grande poeta, il più grande e complesso letterato? O tacendo, aprendo bene gli occhi e drizzando le orecchie, sarebbe stato invece meglio rimanere fermi a vedere bene come lui si<br /> comportava poeticamente nei dettagli, e quindi come avrebbe potuto essere ancor più grande e profondo di quanto fino ad oggi ha potuto essere da noi goduto ed immaginato?
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