Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

I FABBRI FRA L'INCUDINE ED IL MARTELLO

La psichiatria italiana fa scuola nel mondo


clicMedicinaredazione@clicmedicina.it

 

Il Dipartimento di Salute Mentale degli Ospedali Riuniti di Bergamo ha partecipato, su espresso invito degli organizzatori, al 34esimo Congresso annuale della United States Psychiatric Rehabilitation Association, svoltosi nei giorni scorsi a Norfolk, Virginia. A parlare dei primati italiani nel campo della riabilitazione psichiatrica Massimo Rabboni e Claudia Petrera, rispettivamente responsabile e psicologa del Dipartimento di Salute Mentale degli Ospedali Riuniti di Bergamo. In collegamento diretto dall'Italia, in videoconferenza, hanno presentato un intervento mirato al confronto tra la legislazione italiana e quella europea, americana e australiana nel campo della salute mentale.

"E' davvero raro che psichiatri non anglosassoni ricevano inviti diretti a convegni statunitensi – ha commentato Massimo Rabboni -. È stata per me e per i miei collaboratori una grande soddisfazione che valorizza l'impegno clinico e di ricerca della psichiatria italiana e del nostro ospedale. L'organizzazione italiana e in particolare quella lombarda non hanno nulla da invidiare al resto del mondo, anzi, siamo un esempio eccellente di trattamento delle patologie psichiatriche attraverso la riabilitazione, sia da un punto legislativo che nella pratica quotidiana."

Il nostro Paese è infatti il primo al mondo - e per ora l'unico - ad aver chiuso gli ospedali psichiatrici, affidando a paradigmi diversi dalla coercizione la cura delle malattie mentali. Merito della legge 180 del 1978, la famosa legge "Basaglia", se oggi in Italia si è affermata una psichiatria ispirata al concetto della progressività delle cure, con l'obiettivo di restituire al paziente il massimo livello possibile di autonomia e di capacità di espressione.

La Lombardia fu tra le regioni più sollecite nel definire e finanziare i programmi di riorganizzazione dell'assistenza territoriale psichiatrica e Bergamo fu il primo manicomio in Lombardia a concludere, nel 1999 sotto la guida di Massimo Biza, il processo di dimissione, verso moderne e adeguate comunità terapeutiche, degli ultimi malati che ancora risiedevano nel manicomio di Borgo Palazzo.

"La legge Basaglia ha fatto molto discutere e ciclicamente continua a tornare sul banco degli imputati – prosegue Rabboni –. Continuerà a farlo, perché questa è la sorte di ogni provvedimento che cambia radicalmente il modo di fare certe cose. Indiscutibile però il fatto che questa legge abbia portato alla coscienza e alla responsabilità di tutti la tragicità e l'assoluta antiterapeuticità dei manicomi. Se la confrontiamo poi con la realtà degli altri Paesi, è stata una conquista indiscussa per l'Italia per il senso di civiltà che incarna. Ma è solo un punto di partenza. Di strada ne abbiamo fatta tanta, ma il problema della salute mentale esiste ancora, come continua ad esistere lo stigma verso i pazienti psichiatrici".

Il moderno dipartimento di salute mentale ha sostituito la psichiatria manicomiale e trova nell'intensità di cura la propria caratteristica distintiva. Al reparto ospedaliero, dove vengono curati i casi acuti, si aggiungono gli ambulatori e tutta una serie di strutture territoriali, residenziali e semiresidenziali, che si distinguono per l'intensità dei programmi di cura applicati, che variano in base alle condizioni cliniche e quindi alle necessità assistenziali dei pazienti ospitati. Ciò che le accomuna è il fatto di essere una sorta di culla, in cui l'intervento clinico è volto a far compiere al paziente psichiatrico un percorso di riconquista delle capacità fondamentali. Non più il cupo e immutabile manicomio, quindi, ma luoghi il più possibile domestici, dove il compito primario degli operatori è quello di richiamare continuamente i pazienti a fare i conti con la vita quotidiana e il ri-strutturarsi di abitudini controllabili e consapevoli, con l'obiettivo ultimo di rendere possibile l'uscita dal circuito psichiatrico.

"Nel nuovo presidio di Boccaleone, per esempio, abbiamo cercato di tradurre in pratica il fattore più decisivo e potente della riabilitazione psicosociale: creare luoghi che si avvicinino il più possibile a una dimensione prossima a quella dell'abitare la vita quotidiana – conclude Rabboni -. Vi lavorano medici, infermieri, psicologi e tecnici della riabilitazione psichiatrica, tutte figure che collaborano tra loro e con le altre strutture del Dipartimento, secondo schemi precisi e condivisi di intervento. In Italia la presa in carico del paziente è globale e il malato viene reso partecipe del suo percorso di cura, totalmente a carico del servizio sanitario nazionale. Nel resto del mondo, seppur con le dovute differenze tra le singole nazioni, spesso i costi della riabilitazione sono totalmente a carico dei singoli e le "terapie" passano ancora attraverso metodi coercitivi nei manicomi, dove il malato accede in base al criterio della protezione sociale e non a quello della cura di un reale problema di salute. Pur tra le tante difficoltà, dobbiamo essere fieri del nostro modo di lavorare, di gestire e curare veramente la malattia mentale".

 
________________________________________
 
dolce lucida follia
 
( zoo di venere )
 
 
Oggi ho un pensiero fisso
Non si libera di me
Io sull’orlo di un abisso
Ed in fondo cosa c’è?…

Nove piani dalla strada
Stralunata sognerò
Non darmi comprensione
Non darmi la tua voce che mi dice cosa c’è

C’è un pensiero fisso in me - Dolce lucida follia
Oltrepasso la realtà con l’utopia
Come un chiodo fisso in me - Chiara logica pazzia
Attraverso quella porta e così sia

Ieri ho fatto un sogno strano
Mi buttavo all’aldilà
E planavo piano piano
Sopra tutta la città


 

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post