I dimenticati
sono quelli che nessuno
ricorda,
nemmeno sogna,
in una chiara mattina
d’inverno.
I treni per loro,
sono sempre in ritardo,
per un motivo
o per un altro,
a volte proprio non arrivano.
Siedono a fianco della pazienza,
in attesa del suo addio,
mai stufi,
di certe pacche sulle spalle.
Respirare è una dolce
abitudine,
come sospirare,
lasciar andare,
amare.
I dimenticati
sono quelli che ricevono
lettere vuote,
inviti mai spediti,
sorrisi di cortesia.
Se qualcuno
li rammentasse
troverebbe anche me.
Andrea Villa
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