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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL MIO DANTE DI GIOVANGUALBERTO CERI

 

 

 

 

http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-evviva-giovangualberto-ceri-e-ancora-vivo-74585004-comments.html

 

 

 

 

A Papa FRANCESCO sulla FESTA di SANTA MARIA ASSUNTA di oggi 15 Agosto 2014.

Oggi 15 agosto 2014 è la festa di Santa Maria Assunta in Cielo: una festa liturgica di sapore cristano-orientale e medievale, come ricorda anche Charles Journet, tanto apprezzata anche da papa Celestino V, cioè da Pietro dal Morrone (cfr. Basilica di Collemaggio a l’Aquila dedicata all'ASSUNTA), ed oggi ASSAI MOLTO DIMENTICATA.

Caro Papa FRANCESCO non è più il caso di procedere così................!!! Per rilanciarne la bellezza e l’importanza del 15 AGOSTO, festa di Maria Assunta in Cielo (e per Dante assunta nel SUO PROPRIO cielo - Vita Nuova, XXVIII, 1), sarebbe sufficiente che fosse permessa dal VATICANO la giusta interpretazione da dare, tutta matematica ed astronomica, al capitolo II, del trattato secondo, primo capoverso, del CONVIVIO di Dante: e questo anche stimolando a farlo il Cardinale Presidente della prestigiosa “CASA DI DANTE IN ROMA”. E se no che cosa ci sta a fare un Cardinale della CHIESA nella casa di Dante se tace una verità tutta LITURGICA solennemente affermata dallo stesso Poeta...??? Per Lui io sarei un DILETTANTE IGNORANTE...??? Io sostengo invece il contrario...!!! E veniamo a noi.

Se fosse permessa la giusta interpretazione da dare al citato passo del Convivio emergerebbe, contrariamente a quello che sostengono da sempre i dantisti, che la SCIENZA DEI PROFETI, costituita dalla "MORALE FILOSOFIA" medievale e simboleggiata, da Dante, nella "gentile donna giovane e bella molto", non apparve al Poeta affatto il 21 agosto 1293, cioè in un giorno qualsiasi, insignificante, ma per la Festa solenne di MARIA ASSUNTA IN CIELO del 15 AGOSTO 1293. Il VATICANO se ne frega...??? Ma non così l'avvenire della nostra AMATA religione cristiana. Lei cosa dice...???

Si legge infatti nel Convivio: "Cominciando adunque dico che la stella di Venere due fiate rivolta era in quello suo cerchio che la fa parere serotina e mattutina, secondo diversi tempi, appresso lo trapassamento (che avvenne l'8 giugno 1290) di quella Beatrice beata che vive in cielo con li angeli e in terra con la mia anima, quando quella gentile donna (LA SCIENZA DEI PROFETI), cui feci menzione nella fine de la Vita Nuova (XXXV,2), parve primamente, accompagnata d'Amore, a li occhi miei e prese luogo alcuno ne la mia mente (introducendo Dante alla via della salvezza: II, II, 1 e II, XV, 12). Dunque quando apparve a Dante la SCIENZA DEI PROFETI, la Morale Filosofia...??? Risulta oggettivamente che la scienza dei PROFETI, fondata a sua volta per Dante sulla pagana scienza di PITAGORA, e posta da Dante stesso nel nono cielo Cristallino, acqueo e di Maria, apparve al POTETA proprio il 15 AGOSTO 1293, per la festa di SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO, e non dunque il 21 agosto 1293 come tutti gli esegeti più o meno erroneamente asseriscono per non essere stati in grado di fare bene i calcoli, o per imperizia, o per codardia. Ma questa mia scoperta è una magnifica esaltazione e rivalutazione del 15 AGOSTO, festa dell'ASSUNTA. Invece tutti zitti anche in VATICANO. Da qui ci sarebbe appunto anche il rilancio liturgico del 15 AGOSTO in generale. Cominciamo dal 15 Agosto 2014...???

RIPETO, data l'importanza, cosa scrive Dante: “Cominciando adunque, dico che la stella di Venere due fiate rivolta era in quello suo cerchio che la fa parere serotina e mattutina, secondo diversi tempi, appresso lo trapassamento (avvenuto l'8 giugno 1290 - Vita Nuova, XXIX, 1-2) di quella Beatrice beata che vive in cielo con gli angeli e in terra con la mia anima, quando quella gentile donna (LA MORALE FILOSOFIA CRISTIANA fondata sulla pagana FILOSOFIA di PITAGORA), cui feci menzione ne la fine de la VITA NUOVA (Vita Nuova, XXXV, 2), parve primamente (ed era oggettivamente il 15 Agosto 1293), accompagnata d’Amore a li occhi miei, e prese luogo alcuno ne la mia mente (Convivio, II, II, 1). Del preciso calcolo da fare circa il citato passo, la mia qualificantissima scoperta di cui è a conoscenza anche don RENZO LAVATORI docente di Teologia Dogmatica all’Urbaniana. Il problema è abbastanza semplice, se interessa rilanciare la LITURGIA CRISTIANA, magari partendo anche da questa qualificantissima festa medievale. Per stabilire il giorno liturgico esatto in cui la “gentile donna giovane e bella molto” (Vita Nuova, XXXV, 2) simboleggiante la predetta scienza medievale della Morale Filosofia (Convivio, II, XIV, 14), apparve a DANTE, è sufficiente calcolare con precisione quando Venere ritornò, per la seconda volta, ad avere la medesima esatta ELONGAZIONE (distanza dal SOLE) che aveva al momento della morte di Beatrice avvenuta sicuramente e per dichiarazione di Dante l’8 giugno 1290: mi scusi le ripetizioni fatte per non perdere il filo logico-matematico. Orbene, quando l’8 giugno 1290 (alle 19h.50’ circa) morì Beatrice (Vita Nuova, XXIX, 1-2) Venere aveva 14°.13’ di elongazione occidentale al Sole: il fenomeno è scientificamente oggettivo. Quando ritornò ad avere la medesima elongazione, 14°.13’ occidentali, per la seconda volta era il 15 agosto 1293 (alle 19h.00’ circa). Santità, PROVARE PER CREDERE...!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!. L’ERRORE, o ORRORE, degli esegeti è stato qui di aver proceduto grossolanamente aggiungendo alla data dell’8 giugno 1290, i fatidici 1168 giorni che è il TEMPO MEDIO (calcolato perciò su decine di volte del darsi del fenomeno astronomico dunque su secoli) impiegato da Venere per fare due rivoluzioni sinodiche. Ma il tempo medio, che non è ovviamente esatto...!!!, non è quello reale, vero, mentre Dante qui pretende l'esattezza. Il tempo medio non è rigorosamente scientifico e per questo conduce al 21 agosto 1293 come affermato erroneamente i Dantisti. Quello reale, vero, e che dunque non può essere dedotto FACENDO LA MEDIA DEI TEMPI, conduce infatti, non al 21 agosto, ma esattamente al 15 agosto 1293 e, da qui, il grave errore che incide anche sul giorno liturgico, sull'identificazione della FESTA LITURGICA, quando addirittura DANTE pone la nostra SACRA TEOLOGIA LITURGICA nel cielo più alto, nel decimo cielo Empireo. Santità, qui assistiamo ad un tradimento della sensibilitrà cristiana di Dante. Mi verrebbe voglia di dirLE: si dia daffare poiché la questione è grossa, anche dal punto di vista ECUMENICO. Io è da vent’anni che mi meriterei un premio anche LITURGICO, e invece tutte pedate negli stinchi. Chi sa cosa dirà il mio amico Mons. Enrico Bartoletti di la sù, forse quasi papa se non fosse morto (diciamo morto...???) prima del suo grande amico PAOLO VI. E pensare che io, con la mia scoperta, ho semplicemente tentato di difendere la nostra SACRA TEOLOGIA LITURGICA come comanda la Costituzione conciliare SACROSANCTUM CONCILIUM sulla SACRA LITURGIA del 4 dicembre 1963. Evviva il silenzio del VATICANO !!! Vedremo se andrà molto lontano. In faccia all'ISLAM e ai MONGOLI (oggi ai RUSSI), come diceva RUGGERO BACONE, ci vuole la VERITA'. F.to GIOVANGUALBERTO CERI
Commento n°9 inviato da Giovangualberto Ceri oggi alle 01h46

Caro Giovangualberto, io Le credo e se un giorno Lei vorrà creare una petizione ai fini di una corretta interpretazione di Dante, io gliela firmerò, perché anche la Sua tenacia e la Sua fede vanno premiate, oltre alla Sua scienza, che io, ignorante non so apprezzare.

Le credo ad occhi chiusi. 

Lei si sta battendo per Dante, io mi sto battendo per Padre Gino Burresi. Lei si adopera con tutte le Sue forze per dimostrare che Dante non ha colpe, io ho quasi esaurito le mie forze per dimostrare il contrario sulla persona di Padre Gino.

La colpa e l'innocenza sono facce della stessa medaglia, quella che forse mai nessuno ci conferirà.

E allora teniamoci Lei il Suo Dante, io il mio Padre Gino.

Riccardo Fontana

 

 

 

 

 

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Raccomandata A.R.<br /> <br /> GIOVANGUALBERTO CERI<br /> <br /> 'LA CIVILTA' PUO' ATTENDERE' <br /> <br /> LETTERA APERTA<br /> <br /> Firenze, lunedì 2 febbraio 2015, festa della Presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna quaranta giorni esatti dopo il momento della Sua nascita e, ugualmente, festa delle candele accese ad illuminare il nostro cuore, o della Candelora. Ricorrenza anche del giorno dell’apparizione, per la prima volta, di Beatrice a Dante il Venerdì 2 Febbraio 1274 all’età di cento mesi esatti dalla Sua nascita: a) risultando Beatrice stessa nata nel giorno della festa, allora “ad libitum”, dei santi Angeli Custodi del Venerdì 2 Ottobre 1265 (Vita Nuova, II, 1-2); b) mentre Dante risultando nato, deducendolo dal Sole in allineamento stretto con alcune stelle (Par.,XXII, 110 - 117), il Martedì 2 giugno 1265 festa dei santi martiri Marcellino, Pietro ed Erasmo. È infatti da queste due date che, scientificamente, matematicamente e liturgicamente (Teologia liturgica), si ricava il ricordato Venerdì 2 Febbraio 1274, giorno della Candelora, cioè di oggi, e della prima apparizione di Beatrice personaggio a Dante personaggio (Vita Nuova, II, 1-2) in cui la liturgia recita, e non per caso solo in questo giorno: "Ecce Ego mitto Angelum meum (Beatrice…?), et praeparabit viam ante faciem meam". Anche i canti della “Divina Commedia” sono cento analogamente all'età di cento mesi che aveva Beatrice quando apparve a Dante per la prima volta: e non sarà stato nemmeno questo per caso. Meraviglioso…? Eppure dovrebbe esserlo…ma non è stato fino ad oggi così. A tutti dunque buona lettura e buona festa della Candelora.<br /> - Alla gentile attenzione del sommo Pontefice papa FRANCESCO in attesa della Sua visita a Firenze del 2015.<br /> - Alla gentile attenzione del Presidente della Repubblica Italiana On.le Sergio Mattarella.<br /> - Alla gentile attenzione dell’UNESCO per quanto riguarda<br /> la città di FIRENZE.<br /> - Alla gentile attenzione, dell'On.le "The Nobel Foundation" - Literature - (Box 5232, SE - 102 45 Stockholm - SVEZIA - ), e di tutti i cittadini interessati alla cultura classica e medievale e della nostra città, qui includendo anche l'On.le …<br /> Gentili lettori: Attenzione…! Quello che sto per dirvi avrà una notevole rilevanza culturale, nonché un’influenza apprezzabile anche sulla vita politica. Vi troverete di fronte ad una combinazione fra scienza antica e medievale, letteratura e storia in grado di dare uno scossone, di portata intellettivo - intelligibile, non solo all’attuale metodologia dell’Accademia, ma anche al senso che comunemente viene attribuito al passato in relazione al "vasto periodo che va dalla classicità al primo Umanesimo escluso”. In base ai miei studi risulta che questo periodo non fu messo dagli esegeti bene a fuoco sotto il profilo delle scienze di allora gerarchicamente più elevate. Insomma non sarebbe stato studiato per come avrebbe dovuto e, da qui, il grave errore, l’imperdonabile caduta intima del senso della vita nell’Umanità. Dico troppo…? Dunque potrà essere che il medioevo contenesse qualcosa di esistenzialmente e mentalmente decisivo per l'Umanità e che questo si nascondesse nel padroneggiamento delle sue scienze superiori…? Un reperto, o sospetto, nel merito…? Che cosa ne sappiamo noi, compresi i più esigenti e raffinati esegeti, di queste scienze…? Nulla, o quasi, e, da qui, il lamentato “gap”. Del resto anche il filosofo e storico della filosofia Eugenio Garin già caratterizzava il passaggio fra il medioevo di Dante e il primo Umanesimo di Francesco Petrarca, con una caduta dell'interesse per le scienze, ovviamente intendendo allora quelle medievali dall'Astrologia in sù. Egli scrive: "Proprio la vigorosa aspirazione antinaturalista e antiscientifica del primo Umanesimo suscitò un'accesa polemica anti-astrologica che si rifaceva alle argomentazioni dei Padri della Chiesa" cioè all' "Apologetica cristiana" avverso le credenze del paganesimo classico (Eugenio Garin, "Lo zodiaco della vita", Laterza, Roma-Bari, 1982, p. 28).<br /> L’essere andati storicamente avanti con sulle spalle tale deficienza–insufficienza cosa potrebbe aver comportato…? Effettivamente nulla di importante, di emozionante, di decisivo, se le scienze di allora, specialmente in relazione alle più elevate, non avessero contenuto nulla di sostanziale rispetto a quello che promettevano. Però a noi mancano le prove empirico-osservative di questo loro infruttuoso impegno e contenuto, cioè di quello che sperò e sperimentò l’uomo medievale dopo avele seguite, mentre sull’argomento non potremmo noi adesso essere scettici a priori, anche perché il metodo moderno di indagine non ce lo consentirebbe. In base a questa considerazione tutto il periodo che va dalla classicità a Dante compreso dovrebbe perciò essere oggi ripensato a fondo, in punta di piedi per non offendere nessuno, ed anche lentamente al fine di non lasciarsi sfuggire nulla di quello che c'è dentro gli scritti. Anche la più piccola notazione, o nozione, quella che l’esegesi moderna ha scartato forse per frettolosità e, soprattutto, in riferimento a Dante, potrebbe contenere in sé una rivoluzione esistenziale incoraggiante l’ontogenesi e la filogenesi. Potrà tutto questo risultare mai vero…? Perché non provarci...?<br /> L’annunciato ed intellettuale sommovimento brusco della nostra futura cultura, che qui si immagina verrà prodotto dal prevedibile sopraggiungere, ad un certo momento, di una crisi di coscienza ancorata al momento in cui si capirà di dovere necessariamente integrare quella parte del medioevo che fu scartata, ebbene io penso che possa iniziare a manifestarsi proprio a partire dall’accoglimento delle seguenti mie tre scoperte: la ragione essenziale della presente lettera aperta.<br /> A - Dalla scoperta del giorno di nascita di Dante personaggio fatta indicare, da Dante persona, dalla longitudine del Sole in allineamento stretto con alcune stelle, per l’esattezza tre. Aveva recitato infatti Dante: <br /> “…in quant’io vidi ‘l segno / che segue il Tauro (che è il segno dei Gemelli) e fui dentro da esso (Cioè il giorno di nascita di Dante sarebbe legato all’accertamento del singolo grado occupato dal Sole, nel segno dei Gemelli, sui trenta gradi entro i quali si estende tutto lo stesso segno). / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù (Le stelle appartenenti alle “virtuosiores”, e dunque di “gran virtù”, erano ai tempi di Dante solo 15 in tutta la sfera celeste, emisfero nord ed emisfero sud, come testimonia anche Pietro D’Abano, suo contemporaneo), dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita (il Sole), / quand’io sentì’ di prima l’aere tosco (cioè quando io nacqui);“ (Par., XXII, 110 – 117; cfr. anche Inf., XV, 49 – 60).<br /> Orbene, quando il Sole si trovò a 18°.01' circa di longitudine zodiacale nel segno dei Gemelli, <br /> la gloriosa stella Polare, alfa Ursae Minoris, per il fenomeno della precessione degli equinozi, si trovava oggettivamente a 18°.20’ di longitudine zodiacale nel segno dei Gemelli; <br /> la virtuosior Betelgeuse, alfa Orionis, si trovava a 18°.30’ di longitudine zodiacale nel segno dei Gemelli;<br /> la Menkalinam, beta Aurigae, si trovava a 19°.40’ nel segno dei Gemelli: stella ricordata per la sua importanza anche da Tolomeo nel Tetrabiblos (I, IX, 17).<br /> Il Sole a 18°.01' circa nel segno dei Gemelli si trovava perciò scientificamente in allineamento stretto, montante e nobile, e anche esclusivamente entro l'arco di un giorno soltanto, con tutte e tre le ricordate stelle: Polare, Betelgeuse e Menkalinam. Il Sole raggiungeva la ricordata longitudine di 18°.01' in Gemelli il Martedì 2 giugno 1265. Dunque Dante ci fa scientificamente sapere di essere nato in questo stesso Martedì 2 Giugno 1265, festa dei santi martiri Marcellino, Pietro ed Erasmo in cui la liturgia cristiana sintetizza anche tutta la personalità e la vita di Dante: l'avere "os et sapientiam", l'essere "tradito" dai fiorentini e condannato all' esilio da Firenze (Convivio, I, III, 4 -6) e, infine, il venire "condannato a morte": "igne comburatur sic quod moriatur" (Michele Barbi, "Vita di Dante", Sansoni, Firenze, 1963, p.19).<br /> A questo punto si attende, per amore della nostra Civiltà, che l’Accademia (e perché no l' "Accademia Nazionale dei Lincei" informata più volte di queste mie scoperte, giudicate più che attendibili, da un suo membro, il Professor Cesare Vasoli), invalidi subito questa mia dimostrazione: ovviamente, se mai Le risultasse sbagliata. Se invece fosse vera, allora avremo che il poeta della Patria, Dante!, sarebbe nato nello steso giorno in cui è nata la nostra patria, la Repubblica Italiana (Domenica 2 giugno 1946). A questo punto cosa potrà pensarne il nostro gentile ed amato nuovo Presidente, On.le Sergio Mattarella (cfr. sull'argomento, lettera inviatami dal Presidente Signor Carlo Azeglio Ciampi in data 12 Giugno 2002 - Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica - Divisione relazione con i cittadini - Prot. AC12L777 - AMM/lt., in risposta all'invio del mio volume inedito dal titolo "Aspetti della critica dantesca durante il Fascismo" di pagine n. 154)...? Vedi anche: Giovangualberto Ceri, "L'astrologia in Dante e la datazione del 'viaggio' dantesco" nella rivista 'L'ALIGHIERI' di Ravenna diretta da Aldo Vallone (n.15, gennaio-giugno 2000, Angelo Longo Editore, Ravenna, 2000, pp. 27 - 57; Giovangualberto Ceri, "Memoria a difesa del 'viaggio' dantesco nel 1301", nella rivista "SOTTO IL VELAME" di Torino dell'Associazione Studi Danteschi e Tradizionali, diretta da Renzo Guerci (n. IV, Giugno 2003, Il leone verde Edizioni, Torino, giugno 2003, pp. 9 - 77); Giovangualberto Ceri, "Dante e l'Astrologia" con presentazione di Francesco Adorno, (ed. Loggia de' Lanzi, Firenze, 1995). Su internet vedi: SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica. Intervista TV di Umberto Cecchi a Giovangualberto Ceri su Canale 10, (YOUTUBE su Google. Copia e incolla LINKEM su Internet): http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.<br /> B - Dalla scoperta dell’esistenza, nella Firenze antico-medievale, di un computo calendariale “ab incarnazione Domini” diverso (cfr. p.e., di Dante Alighieri [?], “Quaestio de aqua et de terra”,in chiusura) da quello fino ad oggi conosciuto, messo comunemente a base dei calcoli, e chiamato semplicemente “stile fiorentino” (cfr. p.e. Adriano Cappelli, “Cronologia, cronografia e calendario perpetuo”, ed. Hoepli, Milano, 1998, p. 7). Tale antico computo, da me fatto rivivere e che ho chiamato “stile antico fiorentino” per distinguerlo dall’altro, sarà in grado di far apprezzare la presenza, nella Divina Commedia, nella Vita Nuova e nel Convivio, di tutta una nuova impalcatura, prima cronologica e poi culturale e teologico-liturgica, come anche di ricalcolare gli anni di morte di importanti personaggi fiorentini presenti nel registro “Obituario”, del XIII secolo, della Cattedrale fiorentina di santa Reparata (segn.1.3.6; cfr. c.41/4 e cfr. anche Francesco Velardi, “I ‘due Guidi’ Cavalcanti e la data di morte del necrologio di Santa Reparata” – in Studi Danteschi fondati da Michele Barbi e pubblicati dalla Società Dantesca Italiana – Volume settantaduesimo, 2014, pp. 239 - 263).<br /> La riscoperta di questo calendario “stile antico fiorentino” farà finalmente anche risaltare quella che fu l’autentica cultura cristiano-liturgica ed astrologico-simbolica del medioevo fiorentino fino a papa Bonifacio VIII. Sì…!, proprio fino a Lui, poiché fu in conseguenza delle sue note decisioni che assistemmo al crollo di quello che, di più vero e fascinante, fu il medioevo. Dunque, idealmente e per comodità, la svolta culturale e mentale, p.e. il passaggio dalla poesia del "Dolce stil Nuovo" a quella "petrarchesca", si ebbe a partire dalla “bolla di chiusura” del primo giubileo papale di fine XIII secolo che vietava espressamente ai Fiorentini di celebrare un loro giubileo, sempre "a Nativitate", ma seguendo il loro calendario "ab Incarnatione", dunque “stile antico fiorentino”: quello, appunto, da me scoperto (cfr. fotocopia allegata: Odorico Raynaldo, “Annales Ecclesiastici”, Jesu Christi annus 1300, Bonifacius VIII PP. Annus 6, - Tomus XIIII, I.W. Friessem, 1692, p. 540). Siccome Dante, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, gravitavano tutti dentro quella cultura fiorentina che poi influenzerà profondamente tutta l'Italia, un cambiamento, una forzatura, dovuto a quella espressamente imposta da Bonifacuio VIII, si potrà capire quanto potrà avere influito sull'insieme. <br /> Sono diversi i punti di volta storico-culturale che potrebbero essere messi a giustificazione del cambiamento di mentalità, degli usi e costumi del periodo di Dante, e cioè del passaggio dal Medioevo di Dante stesso al primo umanesimo di Francesco Petrarca, però il pubblico “divieto” espresso da Bonifacio VIII di celebrare un giubileo, sempre “a nativitate Domini”, in un arco di tempo diverso da quello da lui stesso solennemente stabilito (25 dicembre 1299 – 25 dicembre 1300), è sicuramente da ritenere uno dei fenomeni simbolici determinanti il capovolgimento delle aspettative spirituali ed intime di molti cittadini. Il periodo giubilare diverso e vietato dal sommo Pontefice sarebbe stato posteriore di un anno preciso rispetto a quello da lui solennemente indicato e sarebbe dovuto andare dal 25 dicembre 1300 al 24 dicembre 1301 del nostro computo storico: e Dante avvalora, appunto, proprio questo. La Natività di Cristo da cui iniziare a computare il perdono giubilare sarebbe perciò nei due casi avvenuta sotto un diverso cielo stellato e in differenti giorni della settimana: due problemi che già investono l’Astrologia, scienza del settimo cielo di Saturno, e la Teologia liturgica, scienza del decimo ed ultimo cielo, l’Empireo. Fra Bonifacio VIII che indica Cristo nato di Sabato e Dante che lo indica invece nato di Domenica poiché adotta il calendario “stile antico fiorentino”, di chi la ragione e, quali, appunto, le conseguenze…? Argomento nuovo, scomodo, rigorosamente scientifico ed oggettivo, e per cui averlo disatteso ha giocato non poco e negativamente sul mantenimento, non solo fra gli studenti, ma anche nella nostra società, della nobilissima tensione-intenzione verso la ricerca della verità in ogni campo e, specialmente, in quello Intellettuale. <br /> La Natività avvalorata dal sommo Pontefice corrispondeva infatti al Sabato 25 Dicembre del 1° anno avanti Cristo del nostro computo storico, mentre quella da lui respinta ma accettata da Dante e dal suo medioevo corrispondeva alla Domenica 25 Dicembre del 1° anno dopo Cristo: due date diverse da cui iniziare a computare l'èra volgare, o cristiana. Qui si assume che il divieto del papa, essendo stato perpetuato dai suoi successori, abbia notevolmente contribuito a piegare verso un’altra sponda, un’altra direzione, le antiche intenzioni medievali di vita liturgica e spirituale dei fiorentini, e non solo. Dante però non ci sta, non intenderà piegarsi, anche se sull’argomento nessuno si è mai impegnato a fondo. Dopo averlo qui analizzato, accertato, ed accettato, perché non dovremmo divulgarlo…? Per esempio: la differenza, "a nativitate Domini", fra il computo di Bonifacio VIII e quello di Dante è di un anno esatto, mentre le diverse incongruenze cronologiche presenti nella Divina Commedia sono ugualmente di un anno esatto. Analogamente se adottiamo il Calendario giuliano detto anche "stile comune", cioè a datare dal 1° gennaio. Domanda: che i commentatori abbiano sbagliato l'inizio del computo seguito da Dante...? Non sembra una domanda da dover respingere a priori, come invece molti di loro hanno purtroppo fatto (cfr. allegati). Sarebbe un problema da poco…? Altra domanda: potranno gli uomini politici esigere spiegazioni logiche, convincenti, da parte degli esegeti sui singoli problemi qui sollevati…? Parrebbe che la politica si senta intimidita. Ma allora a cosa serve culturalmente: solo a tagliare nastri…?<br /> C - Dalla scoperta della prossima ricorrenza, nell’anno 2016…!, di un evento liturgico-cristiano-astrologico-calendariale in grado lasciar festeggiare a Firenze, ed in piena ed oggettiva legittimità, il proprio autentico, antico e già ricordato inizio del computo dell’ Èra cristiana: quello invalso, appunto, fino ai tempi di Dante, da lui stesso silenziosamente ed energicamente difeso, e legato al ricordato computo calendariale “stile antico fiorentino”. L’evento del 2016, se accolto, è ipotizzabile che possa anche rilanciare l’approfondimento di alcune latenti e fascinanti realtà e idee dantesche, o gioachimite, o profezie, tutte legate all’esercizio delle scienze ritenute allora superiori ("Astrologia" del VII cielo; "Metafisica e Fisica" dell'VIII cielo; "Morale Filosofia" legata alla "Filosofia di Pittagora" del IX Cielo cristallino acqueo e di Maria; "Teologia liturgica" del X cielo Empireo: cfr. Convivio, II, XV, 12; II, II, 1). Sentenzia inoltre Dante: "Dico che per cielo io intendo la scienza e per cieli le scienze" (Convivio, II, XIII, 2; cfr. anche Vita Nuova, XXXV, 2). Dunque quale anno più adatto da poter festeggiare a Firenze, il 2016...!, di quello che, appunto, ricalcando l’antico inizio dell’Èra cristiana nella nostra città, con Cristo incarnatosi di Venerdì e nato di Domenica, potrà riportare a riconsiderare anche tutte le scienze medievali più alte…? Con quali conseguenze culturali...? Il nostro 2016 storico prossimo venturo avrà infatti, come l'anno 1° dopo Cristo, non solo la festa dell’Annunciazione ed Incarnazione di Cristo cadente di Venerdì, il Venerdì 25 marzo 2016, ma anche il Venerdì Santo cadente in questo stesso giorno Venerdì 25 marzo 2016, mentre la festa della Natività del 25 dicembre cadrà di Domenica, nel giorno del Sole e del Signore Gesù Cristo, la Domenica 25 dicembre 2016. Riporta intelligentemente Corrado Gizzi citando San Cirillo Alessandrino: "Eodem die conceptus est in utero Christus et mortuus in cruce" (Corrado Gizzi, "L'astronomia nel Poema Sacro", ed. Loffredo, Napoli, 1974, vol. II, p.58).<br /> Orbene e per notizia, per i Fiorentini e Dante quest’anno 2016 sarebbe stato il loro anno 2015, cioè in base allo “stile antico fiorentino”, analogamente a come indicare il viaggio della Divina Commedia avvenuto nell'anno 1301 come ho fatto io assai meglio di Filippo Angelitti, corrisponde a indicarlo avvenuto nell'anno 1300 “stile antico fiorentino”, cioè nell'anno di chiusura, a Firenze, del XIII secolo. L’anno 2016 costituisce perciò un’occasione eccezionale poiché liturgicamente rispecchia il 1° anno dopo Cristo di inizio dell’èra cristiana a Firenze se calcolato sul nostro calendario odierno, o storico. Un evento che si ripeterà solo dopo 141 anni, cioè nell’anno 2157: un’occasione che ricorderà ed esalterà perciò anche la mentalità e la liturgia dei canonici siriaci dell’antica cattedrale fiorentina di Santa Reparata, cioè di coloro che, per primi, portarono il cristianesimo nella Firenze pagana. <br /> Orbene, vorrà il Santo Padre papa Francesco, nella sua visita a Firenze del 2015, fare menzione di tale eccezionale e magnificente prossima ricorrenza astrologico-liturgico-storico-fiorentina…?<br /> Vorrà inoltre il nostro nuovo Presidente della Repubblica Italiana, On.le Sergio Mattarella, prendere in considerazione di incominciare a festeggiare insieme tutti gli anni il 2 Giugno, sia la nascita della Repubblica Italiana che quella del poeta della patria, Dante...? Se si troverà un accordo, verrà spezzata una lancia anche a favore di quel Dante e di quel Medioevo che è rimasto fino ad oggi nell’ombra proprio a causa delle decisioni coercitive prese da papa Bonifacio VIII, emblematicamente nell’indire il giubileo di fine XIII secolo. L’opposizione al sommo Pontefice era infatti considerata allora un reato: quello in cui, appunto, a mio avviso incorse Dante per essersi ostinato a voler difendere la spiritualità, la nobiltà d'animo e la Teologia liturgica. Scrive Michele Barbi: “La comune accusa era di baratteria, illeciti guadagni, opposizione al sommo Pontefice e a Carlo di Valois e turbamento della pace in Firenze” (cfr. Michele Barbi, “Vita di Dante”, Sansoni, Firenze, 1963, pp. 18-19) e, da qui, il suo esilio e la condanna a morte: anche per trasmettere ai posteri, a noi, verità qualificantissime che fino ad oggi sono state però ignorate.<br /> Dopo aver elencato queste mie tre scoperte mi viene adesso d’impeto ripensare al mio fruttuoso metodo d’indagine: quasi come in sogno, autobiograficamente, e dunque…? Ma sospendo tutto…!<br /> Gentili lettori,<br /> invierò in seguito, anche per non annoiarvi troppo, la mia esaustiva dimostrazione assommante a più di cento pagine. Meglio se mi verrà richiesta poiché la Vostra curiosità non potrà esseremi che di piacevole conforto.<br /> Distintamente salutando,<br /> Giovangualberto Ceri<br /> Via F. Turati, 30 <br /> 50136 - FIRENZE<br /> tel. 055 - 650.55.37<br /> cell. 333.396.1191<br /> SEGUONO ALLEGATI GRAFICI DIMOSTRATIVI E REFERENZE.<br /> Giovangualberto Ceri - intervista a Canale 10 (prima parte)<br /> L'interpretazione autentica della Divina Commedia sulla base dei numerosi riferimenti astrologici presenti nell'opera.<br /> YOUTUBE.COM<br /> <br /> Giovangualberto Ceri - intervista a Canale 10 (prima parte)<br /> L'interpretazione autentica della Divina Commedia sulla base dei numerosi riferimenti astrologici presenti nell'opera.
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GIORGIO NAPOLITANO va oggi a CASA senza avere onorato DANTE. Male...!!! Perché...??? Eccolo. Il scrissi così il giovedì 22 gennaio 2009 e dunque tanto, tanto, tempo fa.<br /> <br /> L'astrologia in Dante.<br /> <br /> Occupandomi di Astrologia tolemaico-dantesca ho accertato che Dante persona fornisce nella Commedia le coordinate scientifiche celesti per scoprire la data di nascita di Dante personaggio, insomma<br /> del protagonista dell'opera. Da questa data di nascita, se applicata all'incipit della Vita Nuova come dobbiamo, si scoprono poi necessariamente, sia il giorno di nascita di Beatrice personaggio<br /> corrispondente al Venerdì 2 ottobre 1265 festa allora ad libitum dei santi Angeli Custodi, sia il giorno in cui la gentilissima apparve a Dante per la prima volta, Venerdì 2 febbraio 1274 festa<br /> della Presentazione di Gesù bambino al tempio, o della Candelora, in cui la liturgia assegna al fedele il suo Angelo. Il 2 ottobre si legge infatti "Ecce ego mittam angelum meum", mentre il 2<br /> febbraio si legge "Ecce ego mitto angelum meum". Queste tre date sono essenziali per capire il senso dei due personaggi, Dante e Beatrice, poiché esso verrà indicato dalla LITURGIA CRISTIANA<br /> recitata sugli altari nei rispettivi giorni. Questo procedimento astrologico-liturgico non è in Dante un eccezione ma, per le cose da lui ritenute gloriose, costituisce la regola. Lo userà anche<br /> per indicare il giorno certo di inizio e quello della fine del viaggio descritto nella Commedia, eccetera. Egli infatti segue la Bibbia e più precisamente in questo caso il Libro dei proverbi in<br /> cui si ricorda che "Tutto ciò che è glorioso sarà coperto da un velo; ma non c'è nulla di nascosto che non debba essere scoperto, né nulla di segreto che non debba essere conosciuto... e la<br /> scoperta delle cose è della gloria dei re" (25, 2). La data di nascita di Dante personaggio, le due di Beatrice già ricordate, e le due di inizio e della fine della Commedia lui le nasconde, le<br /> copre con il velo della scienza astrologico-liturgiuco-tolemaica, perché le ritiene, appunto, gloriose.<br /> <br /> Le coordinate del giorno di nascita di Dante personaggio si trovano nel c. XXII, vv.110-117, del Paradiso e sono contenute nei seguenti versi:<br /> <br /> "... in quant'io vidi 'l segno / che segue il Tauro e fui dentro da esso. / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco/ tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con<br /> voi nasceva e s'ascondeva vosco / quelli ch'è padre d'ogne mortal vita, / quand'io senti' di prima l'aere tosco".<br /> <br /> Il giorno di nascita assolutamente certo che si ricava da questi versi è il Martedì 2 giugno 1265. Come si fa a ricavarlo?<br /> <br /> Dante afferma di essere nato nel segno che segue il Toro ("Tauro") e perciò per sua dichiarazione sappiamo subito che lui è del segno dei Gemelli. Tale segno a quei tempi, a causa di un eccesso di<br /> intercalazione del Calendario giuliano, era slittato indietro e abbracciava i giorni che vanno dal 14 maggio al 14 giugno (cfr. Profhacii judaei Montispessulani ALMANACH PERPETUUM, tabula solis<br /> prima, 20.v).<br /> Alcuni esegeti commentano che lui è della "costellazione" dei Gemelli, dimenticandosi che lui invece specifica "segno". Questo perché tutti loro, compreso FILIPPO ANGELITTI fino ad arrivare a<br /> Patrick Boyde, non avendo ancora afferrato che Dante anche nella Commedia fa ricorso al fenomeno della Precessione degli equinozi, gli sembra indifferente dire costellazione o segno. In che modo,<br /> oltre che emblematicamente in "Temp'era dal principio del mattino / e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle / ch'eran con lui quando l'amor divino / mosse di prima quelle cose belle" (Inf., I,<br /> 37-40), il Poeta, anche nel caso qui in esame, obbliga il lettore a tener conto del fenomeno della precessione? Gli zodiaci sono intanto due, uno dei segni e l'altro delle costellazioni e non<br /> devono mai venire confusi, cosa che invece nei vari commenti alla Commedia capita spesso di vedere.<br /> Il fenomeno della precessione si misura immaginando fisso lo zodiaco delle costellazioni e mobile quello dei segni. Lo ricorda anche Pietro D'Abano contemporaneo di Dante e forse anche suo amico:<br /> "Ad hunc quidem motum ostendendum ordinavi instrumentum cum duobus zodiacis, mobili ac immobili" (Lucidator, differentia secunda, propter secundum) Ecco perché chi fa confusione fra costellazioni e<br /> segni e immagina anzi che confusione l'abbia fatta anche Dante scrivendo la Commedia, poi finisce per perde la strada per arrivare in porto. Dopo avere identificato oggi quali erano queste gloriose<br /> stelle pregne di gran virtù con cui il Sole di nascita di Dante si sarebbe trovato congiunto, dovremmo anche precessionarle per conoscere che grado in Gemelli occupavano nel 1265.<br /> Queste stelle erano tre e si tratta: a) della stella Polare del glorioso polo di Maria allora situata a 18°.20' nel segno dei Gemelli; b) della stella virtuosior Betelgeuse a 18°.30'; e della<br /> stella Menkalinam a 19°.40'.<br /> <br /> Orbene quale longitudine in Gemelli avrebbe dovuto avere il Sole per doversi trovare in congiunzione con tutte e tre dalla mattina alla sera di un giorno soltanto come afferma Dante? La risposta<br /> scientifica da me trovata è che il Sole doveva avere la longitudine di 18°.01' in Gemelli. E che giorno era quando il Sole raggiungeva a Firenze tale longitudine? Era, appunto, il Martedì 2 giugno<br /> 1265. Il campo della congiunzione astri inferiori (Sole) con astri superiori (Stelle Fisse) è di solito indicato dagli astrologi in 1°.30' - 2° di distanza dal perfetto allineamento. Il 2 giugno<br /> 1265 il Sole, che percorre un grado al giorno, fu più vicino di ogni altro giorno dell'anno al perfetto allineamento con queste tre stelle. Dunque è questa la data scientificamente giusta di<br /> nascita del protagonista della Commedia e della Vita Nuova.<br /> A confermare questa data, poiché Dante fornisce sempre la riprova di quello che ha affermato, ci sono le ricordate date, di nascita di Beatrice e della sua prima apparizione a Dante la cui validità<br /> è confermata dalla liturgia cristiana delle rispettive feste. Se Dante risultasse nato anche un solo giorno prima, o un giorno dopo, da quello da me indicato del 2 giugno, anche le date di Beatrice<br /> relative all'incipt della Vita Nuova (II, 1-2) si sposterebbero di un giorno in avanti, o indietro, perdendo tutto il loro pregnante significato simbolico-religioso in grado di por fine a tante<br /> secolari ed affanose supposizioni. Inoltre Beatrice, che viene da Dante spesso accostata a Venere ("voi che 'ntendendo il terzo ciel movete" - Convivio, Canzone prima), spostando la data di nascita<br /> di Dante, non risulterebbe più nata e poi apparsa a Dante stesso, sempre di Venerdì. Del resto a me risulta scientificamente che sia stata concepita sempre di venerdì e infine la sua anima salita<br /> al cielo, liturgicamente, sempre di venerdì. Essa infatti è stata da Dante fatta concepire (Vita Nuova, XXIX, 2) il Venerdì 26 dicembre 1264 festa di santo Stefano protomartire in cui la liturgia<br /> celebra i profeti; ed è stata poi fatta morire, liturgicamente, il Venerdì 9 giugno 1290 (Vita Nuova, XXVIII, 1). Le quattro date fondamentali di Beatrice, cadendo tutte di venerdì, vengono<br /> anch'esse a confermare tutta questa parte delle mie ricerche astrologico-tolemaiche su Dante. A meno che non si voglia attribuire al caso tutte queste meravigliose coincidenze.<br /> <br /> Di fronte a tanta chiarezza e solennità io chiederei che, gentilmente, almeno la "DANTE SOCIETY OF AMERICA", oppure la "DEUTSCHE DANTE-GESELLSCHAFT", o la "SOCIETA' DANTESCA ITALIANA", o l'<br /> "ACCADEMIA DEI LINCEI", decidessero di voler conoscere meglio i dettagli.<br /> Siccome Dante, il Poeta della Patria, si fa nascere il 2 giugno, cioè lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria, la REPUBBLICA ITALIANA (2/6/1946), da un accertamento definitivo della<br /> scoperta da me fatta si potrebbe arrivare a festeggiare insieme le due ricorrenze. Bisognerebbe però che il SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA On.le GIORGIO NAPOLITANO si facesse promotore<br /> di questo accertamento, se le nostre Università ritenessero che non è importante e che dunque si può soprassedere.<br /> Pubblicato da aBcDeFgH a<br /> <br /> 16.22<br /> 1 commenti:<br /> <br /> aBcDeFgH ha detto...<br /> Commento dell'Autore.<br /> Il blog "L'ASTROLOGIA IN DANTE" pubblicato il giovedì 22 gennaio 2009 è un articolo di Giovangualberto Ceri e ha le sue basi esegetiche in quattro suoi precedenti scritti.<br /> 1) Giovangualberto Ceri, "DANTE E L'ASTROLOGIA" con presentazione di Francesco Adorno, Loggia de' Lanzi, Firenze, 1995.<br /> 2)Giovangualberto Ceri, "L'ASTROLOGIA IN DANTE E LA DATAZIONE DEL 'VIAGGIO' DANTESCO", nella rivista "L'ALIGHIERI" di Ravenna diretta da Aldo Vallone, n.15 - gennaio-giugno 2000, A. Longo Editore,<br /> pp. 27-57.<br /> 3) Giovangualberto Ceri, "DANTE E LA ROMANTICA TESI DEL 'VIAGGIO' NEL 1300", nella rivista "SOTTO IL VELAME" di Torino dell'Associazione Studi Danteschi e Tradizionali diretta a Renzo Guerci,n.<br /> III, luglio 2002, il leone verde edizioni, pp. 30-90. In questo articolo vengono evidenziati gli errori astronomico-astrologici commessi da GRAZIELLA FEDERICI VESCOVINI, sostenitrice del viaggio<br /> avvenuto nel 1300 seguendo gli scritti di CORRADO GIZZI e di BUTI e BERTAGNI. Il viaggio secondo FILIPPO ANGELITTI e GIOVANGUALBERTO CERI è invece sicuramente avvenuto nel 1301, con inizio solenne<br /> per la festa fissa dell'Annunciazione a Maria e Incarnazione di Cristo del sabato 25 marzo 1301 del nostro computo storico che a Firenze apriva il XIV secolo in base all'Antico Calendario stile<br /> fiorentino. Il termine della Commedia sono invece le ore 12-15 della festa mobile del Venedì Santo 31 marzo 1301 e perciò essa termina nel momento solennissimo del "QUOS PRETIOSO SANGUINE<br /> REDEMISTI" (Te Deum, 22). Nessun periodo ipotizzato dagli esegeti in sette secoli possiede questa precisione astronomico-astrologico-liturg
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