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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL PADRE PIO BRUNO LANTERI : Inseguendo l’Agnello

Inseguendo l’Agnello Pio Bruno Lanteri

                                             Venerabile  Padre  Pio  Bruno  Lanteri

Padre Gino Burresi, ex  Oblato  di  Maria  Vergine,  si  affida  alle  vostre  preghiere,  nella  novena  a  Padre  Lanteri,  iniziata  il  12 maggio  u.s.,  affinché  Papa  Benedetto  XVI  gli  mostri  la  sua  misericordia  e  voglia  affrettare  la  sua  riabilitazione. Padre  Gino  vuole  di  nuovo  servire  la  sua  amata  Chiesa.

Voglia  il  Santo  Padre  fargli  ancora  pascere  le  sue  pecore  ed  i  suoi  agnelli, prima  che  P.  Gino  lasci  questa  terra, revocando il Decreto di condanna  del  27  maggio  2005,  come  segno  di misericordia, per  la  rinascita  alla  vita   di  P. Gino.

Adriana  Zarri  e  Riccardo  Fontana

 tesina 1.1  :  IL PADRE PIO BRUNO LANTERI.

Il p. Pio Bruno Lanteri e la sua spiritualità

1. IL PADRE PIO BRUNO LANTERI

 1.1  Il p. Pio Bruno Lanteri e la sua spiritualità.

Il p. Lanteri (L.) nacque a Cuneo il 12 maggio 1759 e morì a Pinerolo (TO) il 5 agosto 1830, discepolo del p. Nikolaus Albert Joseph von Diessbach (1732-1798) che apparteneva alla allora disciolta Compagnia di Gesù, formò la sua spiritualità sulla base degli EE di s. Ignazio di Loyola. Gli EE ignaziani furono anche il suo principale strumento apostolico nella loro applicazione in ritiri di 8-10 giorni e nella predicazione delle missioni popolari. La predicazione fondata sugli EE di s. Ignazio sarà anche il carisma particolare della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine, che egli fondò quattro anni prima di morire.

I suoi scritti sono formati da:

- “Scritti di pietà e apologetici divulgativi”

- “Scritti riguardanti le fondazioni”

- “Direttorio per gli Esercizi di s. Ignazio”

- “Mute degli Esercizi”

- “Direttorio per gli Oblati di Maria Vergine”

- “Appunti vari personali”

- “Lettere”

e sono conservati nell’Archivio della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine. Attualmente la Congregazione degli Oblati di Maria Vergine sta curando la pubblicazione integrale degli scritti del suo Fondatore che saranno editi nel prossimo mese di maggio 2002. Nel 1975 le Edizioni Cantagalli di Siena pubblicavano il suo Direttorio e altri scritti; nel 1976 l’Editrice Lanteriana di Torino editava tutto il suo Carteggio e negli anni 1977-1980 il Centro Stampa della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine curava una edizione parziale dei suoi Scritti.

Lo Spirito Santo aveva forgiato la spiritualità di questo Servo di Dio attraverso tre suoi strumenti che la divina Provvidenza aveva posto lungo suo pellegrinare storico e che possiamo individuare nella sua “famiglia paterna, la scuola di Diessbach, l’Aa”[1].

Da suo papà, il dottor Pietro Lanteri[2] seppe recepire sin da fanciullo una grande confidenza nella Madonna e uno spirito scientifico, critico investigativo che caratterizzerà sempre la sua personalità di uomo di Dio con fede semplice da bambino e nello stesso tempo profondo intellettuale:

Pio Bruno troverà in seguito altre guide e altri  maestri spirituali, tra questi il grande gesuita padre De Diessbach, ma il primo maestro in ordine di tempo che ha lasciato nel fanciullo un’impronta profonda e incancellabile è stato suo padre”[3]

 

Dal p. Diessbach il L. recepirà cinque punti caratteristici di quella spiritualità che trasmetterà ai suoi figli spirituali:

“- primo, la spiritualità ignaziana, soprattutto in riferimento agli EE…;

- secondo, l’apostolato dei buoni libri di apologetica cattolica e di ascetica…;

- terzo, la tendenza «benigna» in teologia morale e nell’amministra-zione dei sacramenti a norma della dottrina di S. Alfonso de Liguori…;

- quarto - un’opposizione che potremmo chiamare allergica al giansenismo…;

- quinto, la fedeltà inconcussa e indiscussa alla Chiesa di Roma e l’attaccamento sincero e devoto al Papa….”[4].

 

Dalle Aa[ 5] recepirà la vitalità di uno spirito altamente apostolico missionario:

“Un altro importante fattore della spiritualità del Lanteri, dopo l’influsso ricevuto dal padre De Diessbach, è stato l’associazione segreta tra giovani studenti universitari avviati al sacerdozio, esistente a Torino e generalmente conosciuta sotto la sigla Aa…”[6].

 

Dalla Aa egli ricevette molto:

“…la visione missionaria dell’apostolato e della pastorale in tutte le sue espressioni, il ritrovamento del centro dell’unità cattolica, la romanità…, l’unzione e il calore della pietà personale nel culto dei due Cuori, il Cuore Santissimo di Gesù e il Cuore Purissimo di Maria”[7].

 

 


  [7] Ibidem, p. 40-43

[6] Ibidem, p. 40-43

[5] “La decifrazione della sigla non è uniforme tra gli studiosi (…): non certo Amicizia Anonima, come l’hanno interpretata i primi biografi del Lanteri; piuttosto Assemblée des Amis, o Association des Amis, o semplicemente Assemblée. Noi però continueremo a chiamarla Aa, come essa ha sempre voluto chiamarsi” (Ibidem, nota n. 1, p. 40).

[4] Ibidem, p. 35-36.

[3] CALLIARI  P., Op. cit., p. 17.

[2] “Perciocché il suo padre, il quale con fama di dotto e di integerrimo esercitava la medicina, più che della scienza si gloriava di essere buon cattolico; e la sua carità verso gli infermi, specialmen-te se poveri ed abbandonati, era così affettuosa e sincera che da tutti veniva chiamato col bel nome di Padre dei poveri, perché non contento di curarne le malattie del corpo veniva in loro sollievo colle elemosine, ed a queste un’altra aggiungendone di ordine superiore, con cristiani consigli cercava assai delle volte la salute ancora dell’anima”, G, pp. 18-19.

[1] CALLIARI  P., Servire la Chiesa. Il Venerabile Pio Bruno Lanteri , Ed. Lanteriana-Krinon 1989,  p. 42.

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