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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL PROSSIMO PAPA MARTIRE

Monday 4 july 2011 1 04 /07 /Jul /2011 21:02

LETTERA AL VESCOVO DI VOLTERRA, S. ECC. MONSIGNOR ALBERTO SILVANI

Commenti

Ma io ho una grande paura, per lui stesso, del futuro e prossimo "Papa Nero", mi ricorda SEVERINO BOEZIO. Mi sembra di non dovere aggiungere altro. Grazie per l'invito in San Pietro, per allora. F.to Giovangualberto Ceri
Commento n°3 inviato da Giovangualberto Ceri oggi alle 01h50
 
Caro Giovangualberto,  ho dovuto rivolgermi a wikipedia per rinfrescarmi le idee sulla persona di Severino Boezio.
E piacevolissima è stata la mia sorpresa nell'apprendere che anche costui si è confrontato con il problema della natura umana e della natura divina di Gesù Cristo, tema a me molto caro.
Forse  oggi  sto  delirando  io  ma sebbene io non sia un teologo, sono convinto che la natura umana di Gesù sia preponderante rispetto alla Sua natura divina, che io ridimensionerei dimolto, per avvicinare di più il Cristo all'uomo ed al peccato. Qualora fosse ridefinita la teologia cristologica  e  trinitaria in questo senso, il Papa non avrebbe nemmeno  più tanti  ostacoli ad accettare la teologia della liberazione. E secondo me il Cristianesimo fallirà, fintantoché avrà il sopravvento l'immagine di un Cristo troppo Dio e troppo poco uomo.
Non so se Severino Boezio sia stato martirizzato per questo o  per  qualche  eresia, non  ho  approfondito.
Anzi,  Giovangualberto,  se  non  Le  causa disturbo,  in  uno  dei Suoi  prossimi  interventi,  mi  farebbe molto piacere Lei mi facesse  una  lezione  su  Severino  Boezio,  sui  nessi  col  Papa  Nero  e sulla  Sua personale  opinione  riguardo  alla  dottrina  cristologica  inerente  alla  Persona  ed  alle  due  nature  umana e  divina di  Cristo.  Credo  che  la  questione  non  sia  solo  di  pertinenza  dei  teologi  ma  anche  di  uomini  sensibili  come  noi al  problema  della  sofferenza  nel  mondo,  che  mal  si  concilia  e  poco  si  risolverà,  secondo me,  insistendo  sulla  linea  di  un  Gesù  troppo  Santo e  troppo  poco  uomo  e  peccatore.
Se il futuro Papa Celestino VI rimettesse mano a  detta  questione teologica,  son convinto che ne deriverà un beneficio per il mondo intero.  Aveva ragione Adriana Zarri quando diceva che Gesù Cristo è stato poco compreso dalla Chiesa.
Riguardo alle preoccupazioni, che Lei, Giovangualberto ha manifestato, suppongo si riferisse a  Mons. Alberto Silvani, quando diventerà Papa.
Beh  anche  Papa Lino, proveniente  dalla  diocesi  di  Volterra  come  il  vescovo Alberto Silvani,   fu  coronato  col  martirio. Non  so  se  Alberto Silvani avrebbe la forza di affrontare il martirio, perché lo vedo un po' timoroso, ma Dio gliene darebbe sicuramente la forza.
Riccardo 
Tratto da wikipedia

Sono quattro gli scritti boeziani che trattano di questioni teologiche: il Contra Eutychen et Nestorium, o De persona et duabus naturis in Christo, dedicato a un diacono Giovanni, che potrebbe essere il futuro Papa Giovanni I, fu composto nel 512 come contributo al controverso dibattito sulla persona e sulla natura, umana e divina, di Cristo.

Eutiche sosteneva l'esistenza in Cristo di una natura divina in una persona divina, mentre Nestorio, sostenendo l'identità di persona e natura, sosteneva che Cristo avesse avuto due nature, una divina e una umana e perciò anche due persone, una divina e una umana. Boezio si preoccupa innanzi tutto di chiarire i significati delle parole, affinché non si creino contrasti dovuti a semplici fraintendimenti. Distingue tre diversi significati del termine «natura», natura come «predicato di tutte le cose esistenti», natura come «predicato di tutte le sostanze corporee e incorporee» e natura come «differenza specifica che dà forma a qualsiasi realtà»; definisce poi con "persona" una «sostanza individua di natura razionale» riferibile agli uomini, agli angeli e a Dio.

Scrive infatti (Contra Eutychen, 2, 3): «la persona non si può mai applicare agli universali, ma soltanto ai particolari e agli individui: non esiste infatti la persona dell'uomo in genere o dell'uomo in quanto animale. Pertanto se la persona appartiene soltanto alle sostanze e soltanto a quelle razionali, se ogni natura è una sostanza, e se la persona sussiste non negli universali ma soltanto negli individui, essa si può così definire: "la sostanza individua di natura razionale"».

Ma Boezio non pretende di aver dato una parola definitiva sulla controversia: occorre che sia «il linguaggio ecclesiastico a scegliere il nome più adatto»; per quello che lo riguarda, egli dichiara di non essere «tanto vanitoso da anteporre la mia opinione a un giudizio più sicuro. Non è in noi la sorgente del bene e nelle nostre opinioni non vi è nulla che dobbiamo preferire a ogni costo; da Colui che solo è buono derivano tutte le cose veramente buone».

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