Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
LA STAMPA.IT
Secondo la Cassazione (sentenza 24581/11) dire ad un collega che è un «rompiscatole» è reato.
Il caso
La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato da un'insegnante contro la sentenza d’appello che aveva assolto il preside di una scuola di Gaeta, condannato in primo grado ad un mese per ingiuria ai suoi danni. L’episodio risale al quando, durante una commissione d’esame, il preside dice alla donna, docente di lettere: «hai rotto le scatole... Non hai nemmeno uno straccio di professionalità» e chiedendo agli altri colleghi come facessero a sopportarla.
L'uomo è condannato in primo grado ma in appello è assolto con formula piena, perchè l’unica espressione idonea a «configurare oggettivamente il delitto di ingiuria, cioè l’accusa di mancanza di professionalità, fosse priva di concreta valenza offensiva in relazione al contesto nel quale era stata proferita».
La Cassazione, invece, ha dato ragione alla professoressa perchè «si richiedeva un’attenta valutazione al fine di chiedersi se la prima di esse non richiamasse, col suo contenuto allusivo, altre locuzioni ben più volgari e non comunicasse una nota di disprezzo per il decoro della destinataria; e se la seconda non si indirizzasse all’umiliazione della persona cui si riferiva, così finendo per raggiungere a sua volta un risultato lesivo ben eccedente i limiti del diritto di critica». La sentenza d’appello è stata annullata «ai soli effetti civili, con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello».
| | youtube.com2 mar 2011 - 3 min - Caricato da boooo2289 |