Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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LA CERIMONIA
In 2.000 ai funerali di Arrigoni
Bandiere della pace e palestinesi alle esequie di Vik Polemiche sull'assenza di rappresentanti del governo
Dal nostro inviato CLAUDIO DEL FRATE
BULCIAGO (Lecco) – Solo bandiere della pace e bandiere palestinesi hanno accompagnato nel suo viaggio la bara di Vittorio «Vik» Arrigoni, l’attivista filopalestinese trucidato il 15 aprile scorso a Gaza da estremisti salafiti. Sono almeno 2.000 le persone che si sono raccolte nella palestra di Bulciago, il paese brianzolo di cui Vittorio era originario, per le esequie celebrate simbolicamente proprio nel giorno di Pasqua, quello dedicato alla resurrezione di Cristo.
«DALLA PARTE DEI DEBOLI» - Per la cerimonia sono arrivati attivisti da tutta Europa e dai paesi arabi; presenti anche gli amici di Vik giunti da Gaza. La Messa è celebrata oltre che dai parroci della zona, anche da monsignor Hilarion Capucci, vescovo di Gerusalemme. Anche una troupe della tv araba Al Jazeera ha raggiunto Bulciago da Parigi per seguire l’evento. «Pochi uomini avrebbero rinunciato agli agi e alle comodità di questo luogo per schierarsi dalla parte dei deboli e degli oppressi come ha fatto Vittorio» ha detto l’inviato dell’emittente mediorientale. «Vittorio non era mosso da un ideale cristiano e non vogliamo fare di lui un martire cristiano – ha detto all’omelia il parroco di Bulciago don Roberto Crotta – ma come noi credeva negli ideali di giustizia e pace e li difendeva senza usare le armi». E il sacrificio di Arrigoni adesso potrebbe non rimanere vano. «Sono decine i giovani che hanno fatto sapere alla madre di Vittorio – ha annunciato il celebrante dall’altare – di essere pronti a partire per Gaza per testimoniare l’ingiustizia che opprime quella terra: è il germoglio di speranza che la Palestina sta attendendo».
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| L'ultimo saluto della madre (Liverani) |
«È MORTO COME CRISTO» - Ad infiammare l’improvvisata Chiesa sono state però le parole di monsignor Hilarion Capucci: «Il mio gregge è il popolo palestinese, sofferente e maltrattato – ha detto ripetutamente interrotto dagli applausi – e anche Vittorio è stato un difensore di questo gregge. È morto come Cristo per un popolo maltrattato. È un martire, un eroe, un santo di questo popolo e sono stato incaricato dal presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen di portare le condoglianze alla famiglia». Finita la messa è cominciata la commemorazione laica di Vittorio Arrigoni, che ha assunto forti accenti anti-israeliani. «Vittorio, sei rimasto sotto le bombe durante l’operazione Piombo fuso – hanno scandito due rappresentanti delle associazioni filo palestinesi in Italia -, per raccontare i crimini del governo israeliano. Noi porteremo avanti il boicottaggio contro Israele, contro un governo colonialista e razzista, ci spenderemo perché la Palestina sia liberata dal fiume al mare». Applausi scroscianti anche a don Capovilla di Pax Christi che ha denunciato l’assenza totale, oggi a Bulciago, del governo italiano. Ultima a prendere la parola è stata Egidia Beretta, mamma di Vittorio e sindaco di Bulciago: «Mio figlio è stato la voce dei senza voce; non un eroe ma solo un ragazzo che con una vita un po’ speciale ha voluto affermare che i diritti umani sono universali e vanno sempre difesi».
24 aprile 2011