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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IN PENSIONE SULLA SLITTA

 

QUOTIDIANO.NET

 

Slitta una pensione su cinque

 

Inps: Le riforme hanno funzionato

Effetto finestre sulle uscite dal lavoro: nei primi otto mesi sono calate del 19,3%. Per il presidente dell’istituto di previdenza, Antonio Mastrapasqua, "le riforme hanno funzionato". Ma aumenta ancora il pressing per nuove strette

Antonio Mastrapasqua, presidente Inps
Antonio Mastrapasqua, presidente Inps
 

Milano, 2 ottobre 2011 - GLI INTERVENTI varati per ridurre la spesa previdenziale con la manovra del 2010 (la finestra mobile) e la riforma delle quote che ha fatto alzare l’età minima per il pensionamento a 60 anni (61 per gli autonomi), ed entrati in vigore quest’anno, hanno fatto sentire i loro effetti positivi sulle casse Inps. Nei primi otto mesi del 2011, infatti, si è registrato un forte calo (-19,3%) delle nuove pensioni, scese dalle 257.940 dello stesso periodo 2010 a 208.134, oltre le previsioni dell’Istituto (226.692). Questi dati, commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, dimostrano che le riforme "hanno funzionato". E rendono fiduciosi sul 2011: "Siamo impegnati perché il piccolo segno meno del bilancio preventivo diventi un segno più a consuntivo. Le riscossioni aumentano e i dati sull’occupazione fanno ben sperare. Anche quelli sulle nuove pensioni sono migliori del previsto. Penso che chiuderemo l’anno in avanzo".

IN PARTICOLARE, ha funzionato la finestra mobile, cioè l’allungamento a 12 mesi per i dipendenti (18 per gli autonomi) dell’attesa per andare in pensione una volta raggiunti i requisiti. Prima, con il sistema delle due o quattro finestre l’attesa era più corta: da 3 a 12 mesi. Ma ha inciso anche il passaggio da gennaio a quota 96 per ottenere gli assegni di anzianità dei lavoratori dipendenti. Quota che comporta di avere almeno 60 anni di età (prima erano 59) e un minimo di 35 anni di contributi. Per gli autonomi invece si è saliti a quota 97 (61 anni obbligatori di età e almeno 35 di contributi).
Il calo di nuovi assegni è stato consistente per le pensioni di vecchiaia passate da 115.812 a 87.894 (-24,1%) grazie alla finestra mobile che ha incastrato soprattutto i dipendenti (43.221 uscite contro le 68.070 del 2010 con un calo del 36,5%) e non tanto coltivatori diretti, artigiani e commercianti (per questi ultimi solo mille pensioni in meno). Ma gli autonomi che avevano già i requisiti a fine 2010 hanno potuto sfruttare ancora le vecchie regole con la finestra di luglio (solo fino in aprile i dipendenti). Le pensioni di anzianità, infine, sono scese del 15,4% da 142.128 a 120.240 (80.681 quelle dei dipendenti contro 90.894 del 2010 ma più delle stime Inps: 63.650).

IL FORTE calo delle nuove pensioni Inps (ma si dovrebbe far sentire anche nel pubblico l’innalzamento quest’anno a 61 anni dell’età delle donne per passare a 65 il prossimo) dà forza a chi frena su nuovi tagli.

L’ENNESIMO NO l’ha detto la Lega, soprattutto rivolta a Emma Marcegaglia, con il ministro Roberto Maroni: "Si può discutere in maniera intensa su tutto tranne che su un punto, l’abolizione delle pensioni di anzianità che è il chiodo fisso di Confindustria (le cui richieste per lo sviluppo sono sacrosante), ma è una cosa ideologica". Per il leader Uil, Luigi Angeletti, quello previdenziale "è un falso problema" e, tranne gli incentivi per restare al lavoro, "nessun altro intervento è possibile". Anche per Susanna Camusso (Cgil) bisogna "smettere di agire per vincoli e obblighi e aprire una discussione vera sulla flessibilità e sui fondi in perdita, che non sono quelli dei dipendenti". Per l’ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, invece è il momento di superare il "tabù pensioni" per non "fregare i nostri figli e nipoti".

di Achille Perego

www.youtube.com/watch?v=7zCB_Mq6_yc12 set 2010 - 3 min - Caricato da giggiolo83
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