Gli italiani stanno diventando sempre più tristi e“cattivi”: negli ultimi cinque anni, tra il 2004 e il 2009, minacce e ingiurie sono aumentate del 35,3%, le lesioni e le percosse del 24,5%, i reati sessuali del 26,3%.
Sono dati intorno ai quali si è discusso ieri, nell’incontro su Fenomenologia di una crisi antropologica. La crescente sregolazione delle pulsioni che il Censis ha organizzato nell’ambito dell’annuale appuntamento Un mese di sociale, giunto alla ventitreesima edizione.
Da un’indagine appena realizzata dell’Istituto di ricerca, sembra proprio che stiamo perdendo il controllo dei nostri istinti. E non ci importa granchè. Anzi, tendiamo ad autoassolverci. Per esempio, ben l’85,5% degli italiani ritiene se stesso l’arbitro unico dei propri comportamenti. Inoltre, buona parte dei nostri connazionali ritiene che le regole possano essere aggirate in molte situazioni. Nel divertimento è ammessa la trasgressione, soprattutto dai più giovani (il 44,8%). Si crede che, quando è necessario, bisogna difendersi da sé anche con le cattive maniere (il 48,6%, che sale al 61,3% tra chi vive nelle grandi città). Il 46,4% dice che per raggiungere i propri fini bisogna accettare i compromessi. E per il 63,5% degli italiani si può essere buoni cattolici anche senza tener conto della morale della Chiesa in materia di sessualità (e tra i più giovani il dato sfiora l’80%).
È vero che cala il consumo di stupefacenti (tra il 2008 e il 2009 i consumatori sono scesi del 25,7%, passando da 3,9 milioni a 2,9 milioni circa), ma non sembra diminuire la pericolosità sociale del consumo di droghe. Da una parte aumentano infatti le persone prese in carico nei Sert (i Servizi per le tossicodipendenze) per dipendenza da cocaina (+2,5%), mentre sono in crescita i giovani consumatori a rischio di bevande alcoliche: dal 2009 al 2010 sono passati dal 14,9% al 16,6% nella fascia di 18-24 anni.
C’è poi quella che il Censis definisce «la pulsione a una relazionalità virtuale»: gli italiani sono tra i maggiori frequentatori dei social network. In due anni e mezzo, da settembre 2008 a marzo 2011, gli utenti di Facebook sono passati da 1,3 milioni a 19,2 milioni. Ciascuno di loro ci trascorre mediamente 55 minuti al giorno, è membro di 13 gruppi e ogni mese posta 24 commenti, invia otto richieste di amicizia, diventa fan di quattro pagine e riceve tre inviti a eventi.
Siamo anche sempre più narcisi: nel 2010 gli interventi di chirurgia estetica effettuati in Italia sono stati circa 450.000. Ma l’assillo dell’apparire ha le sue conseguenze sull’altro lato della medaglia: anoressia e bulimia colpiscono circa 200.000 italiane e sono le prime cause di morte tra le giovani di 12-25 anni. E cresce anche la depressione: dal 2001 al 2009 il consumo di dosi giornaliere di antidepressivi è più che raddoppiato (+114,2%), passando da 16,2 a 34,7 per mille persone.
Mar, 07/06/2011 - 20:12
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