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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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Italiani sempre più aggressivi. E depressi

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Italiani sempre più aggressivi. E depressi
Aumentano minacce, percosse e reati sessuali. Ma in dieci anni è anche raddoppiato il ricorso agli antidepressivi. Anoressia e bulimia prime cause di morte tra le giovani di 12-25 anni

Gli italiani stanno diventando sempre più tristi e“cattivi”: negli ultimi cinque anni, tra il 2004 e il 2009, minacce e ingiurie sono aumentate del 35,3%, le lesioni e le percosse del 24,5%, i reati sessuali del 26,3%.

Sono dati intorno ai quali si è discusso ieri, nell’incontro su Fenomenologia di una crisi antropologica. La crescente sregolazione delle pulsioni che il Censis ha organizzato nell’ambito dell’annuale appuntamento Un mese di sociale, giunto alla ventitreesima edizione.

Da un’indagine appena realizzata dell’Istituto di ricerca, sembra proprio che stiamo perdendo il controllo dei nostri istinti. E non ci importa granchè. Anzi, tendiamo ad autoassolverci. Per esempio, ben l’85,5% degli italiani ritiene se stesso l’arbitro unico dei propri comportamenti. Inoltre, buona parte dei nostri connazionali ritiene che le regole possano essere aggirate in molte situazioni. Nel divertimento è ammessa la trasgressione, soprattutto dai più giovani (il 44,8%). Si crede che, quando è necessario, bisogna difendersi da sé anche con le cattive maniere (il 48,6%, che sale al 61,3% tra chi vive nelle grandi città). Il 46,4% dice che per raggiungere i propri fini bisogna accettare i compromessi. E per il 63,5% degli italiani si può essere buoni cattolici anche senza tener conto della morale della Chiesa in materia di sessualità (e tra i più giovani il dato sfiora l’80%).

È vero che cala il consumo di stupefacenti (tra il 2008 e il 2009 i consumatori sono scesi del 25,7%, passando da 3,9 milioni a 2,9 milioni circa), ma non sembra diminuire la pericolosità sociale del consumo di droghe. Da una parte aumentano infatti le persone prese in carico nei Sert (i Servizi per le tossicodipendenze) per dipendenza da cocaina (+2,5%), mentre sono in crescita i giovani consumatori a rischio di bevande alcoliche: dal 2009 al 2010 sono passati dal 14,9% al 16,6% nella fascia di 18-24 anni.

C’è poi quella che il Censis definisce «la pulsione a una relazionalità virtuale»: gli italiani sono tra i maggiori frequentatori dei social network. In due anni e mezzo, da settembre 2008 a marzo 2011, gli utenti di Facebook sono passati da 1,3 milioni a 19,2 milioni. Ciascuno di loro ci trascorre mediamente 55 minuti al giorno, è membro di 13 gruppi e ogni mese posta 24 commenti, invia otto richieste di amicizia, diventa fan di quattro pagine e riceve tre inviti a eventi.

Siamo anche sempre più narcisi: nel 2010 gli interventi di chirurgia estetica effettuati in Italia sono stati circa 450.000. Ma l’assillo dell’apparire ha le sue conseguenze sull’altro lato della medaglia: anoressia e bulimia colpiscono circa 200.000 italiane e sono le prime cause di morte tra le giovani di 12-25 anni. E cresce anche la depressione: dal 2001 al 2009 il consumo di dosi giornaliere di antidepressivi è più che raddoppiato (+114,2%), passando da 16,2 a 34,7 per mille persone.

Mar, 07/06/2011 - 20:12

Video Clip Vasco Rossi "Siamo Soli"
4 min - 20 mar 2007
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P
<br /> PERDONARE PER GUARIRE<br /> Un giorno lessi su un opuscolo la storia commovente di una donna sposata con figli che andando a Medjugorje era stata guarita da un grave disturbo che a volte le impediva di compiere alcuni<br /> movimenti e che avendo ancora altre malattie su incoraggiamento del marito incominciò a partecipare a delle messe di guarigione, se ricordo bene quelle che celebrava il carismatico Don Serafino<br /> Falvo. Grazie a queste frequenze continuò ad avere altre guarigioni, ma ne mancava l’ultima per guarire completamente, si trattava di una grave forma di artrite. Questa guarigione tardava a venire,<br /> ma la fede e la pazienza di questa signora non la fecero dubitare del fatto che prima o dopo avrebbe avuto quest’ultima grazia e segno divino. Dopo parecchie preghiere, racconta che un giorno fu<br /> ispirata e comprese che Gesù desiderava che lei si recasse da una persona che in passato l’aveva gravemente offesa, che l’abbracciasse, che la baciasse e che le dicesse che l’aveva perdonata con<br /> tutto il cuore. Per avere quell’ultima guarigione doveva compiere quel gesto, non bastava che l’avesse perdonata da tempo nell’intimo del suo cuore. Una volta convinta di questa necessità si decise<br /> a fare questo passo che sicuramente per lei era molto imbarazzante; si armò di santo coraggio, e andò a trovare quella persona, si abbracciarono si baciarono e il perdono questa volta fu dato in<br /> maniera completa e visibile. In seguito a questo gesto la signora guarì completamente e potette dedicarsi a tempo pieno all’evangelizzazione con suo marito che già la faceva da solo e da parecchio<br /> tempo.<br /> Quando ho letto quei righi rimasi commosso, mi resi conto che non basta il semplice perdono concesso nel nostro intimo, capì che Gesù vuole il vero perdono di cuore e che questo addirittura può<br /> rafforzare l’amore e l’amicizia che esiste tra due persone bruciando il vissuto negativo del passato e rendendoci puri al cospetto del nostro Dio. Capì ancora di più che l’unico appellativo che si<br /> può dare a Gesù come al buon Dio è: AMORE.<br /> E allora? Cosa dobbiamo pensare della situazione dolorosa che vive padre Gino che lo vede impossibilitato a comunicare con la gente e con quanti lo avevano conosciuto?<br /> Ammesso e non concesso, o concesso solo da chi ne è convinto in tal senso, che padre Gino avesse fatto del torto a qualcuno, visto che forse molti ma, sicuramente alcuni l’anno perdonato, a Gesù<br /> non basta una semplice affermazione o convinzione fatta nel profondo del loro cuore, Gesù vuole che quelle due persone potessero incontrarsi, abbracciarsi e chiedersi perdono reciprocamente se<br /> volontariamente o involontariamente si fossero offese.<br /> Questi righi dovrebbero far riflettere veramente i responsabili di certe decisioni, ammesso che Antonio, Franco, Giuseppe o chicche sentendosi vicino al momento di presentarsi al cospetto di Dio, o<br /> avendo bisogno di chiedere una grazia al suo Creatore, cosa proverebbe se dovesse sentirsi privato di questa possibilità? Come può la chiesa romana non essere sensibile a queste situazioni? Ma la<br /> chiesa è un tribunale secolare o un una istituzione basata sul perdono e sulla carità predicata da Gesù? Il papa viene considerato il vicario di Cristo, ma si immedesima veramente nella splendida e<br /> divina persona di Cristo? Di quel Cristo che è AMORE, CARITA’, PERDONO<br /> Un grazie a Riccardo che con la sua iniziativa di gestire questo blog contribuisce a far venire i nodi al pettine e a convincere chi ne ha la possibilità di restituire padre Gino a quanti l’hanno<br /> conosciuto o vorrebbero incontrarlo almeno una volta.<br /> Pace e bene a tutti, con affetto Piero.<br /> <br /> <br />
Rispondi
N
<br /> <br /> Grazie  Piero,  voglia il  Signore  che le  tue  parole  diano  vita  ad  un  concerto  d'amore  per  Padre  Gino.<br /> <br /> <br /> Riccardo<br /> <br /> <br /> <br />