Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
JETZT IST ABER SCHLUSS
http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/olimpiadi-londra-2012/articolo/lstp/465158/
Canoa, Idem sfiora l'impresa:
"E' stato bello, ma adesso smetto"
L'azzurra, 47 anni, quinta nella finale del k1 500: «L'ultima gara della carriera. A Rio de Janeiro? Racconterò le gare degli altri»
Ha concluso la finale del K1 500 in quinta posizione, ma basta guardare alle attenzioni che la stampa di tutto il mondo le ha riservato al termine della gara per comprendere come quello di Josefa Idem, alle soglie dei 48 anni, sia un grandissimo risultato a prescindere dal verdetto. Letteralmente circondata da telecamere e microfoni, Josefa si è concessa anche un attimo di commozione nel momento in cui ha parlato con i giornalisti italiani, ringraziando per l'attenzione che le hanno riservato nel corso della sua lunghissima carriera: «Da oggi inizia una nuova pagina della mia vita -ha dichiarato la Idem- il mio sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi di Rio come giornalista, per raccontare le storie degli atleti sconfitti, non solo quelli vincenti».
Rivolgendosi ai giornalisti ha continuato: «Il vostro supporto è uno dei motivi per cui sono particolarmente felice di essere diventata una cittadina italiana, avete sempre riposto una grande fiducia in me, nel bene e nel male». Alla sua ottava Olimpiade, unica donna ad aver raggiunto questo record, quella di oggi sarà ricordata come la gara che segna la fine delle gesta sportive di Josefa Idem, atleta immortale capace di portare a casa, negli anni, un oro, due argenti e due bronzi. A Rio, ha proseguito Idem, «mi piacerebbe dare allo sport un volto a 360 gradi; capisco bene lo sfogo di Schwazer, da noi ci si aspetta sempre la vittoria, anch'io a 24 anni volevo smettere, avevo un allenatore autoritario e mi era venuta la nausea della canoa. Poi ho incontrato mio marito Guglielmo Guerrini, ed è stato un matrimonio non solo sportivo». Da escludere, almeno al momento, che la Idem possa continuare la sua carriera con un ruolo tecnico: «Sono allergica alle poltrone -ha scherzato la Idem facendo riferimento anche alla sua esperienza in politica al Comune di Ravenna- piuttosto mi piacerebbe fare quello che ha fatto Steve Redgrave qui a Londra, vorrei poter essere un'ispirazione per gli atleti più giovani».
E ancora sul doping: «Nelle scuole i ragazzi hanno dei modelli sbagliati. Bisogna insegnare il valore della vita». E anche due battute su quella Italia che l'ha adottata, e che la Idem sogna adesso di scoprire più a fondo avendo, finalmente, più tempo libero: «È un paese bellissimo, c'è però bisogno di più rispetto delle regole e di obiettivi meglio definiti. Diciamo che ci vorrebbe un po' di disciplina». Arrivando invece agli aspetti tecnici della gara, la Idem era passata ai 250 metri in ultima posizione, riuscendo poi a risalire la china senza tuttavia piazzare l'affondo decisivo in prossimità del traguardo: «È sempre difficile indovinare tutto- ha detto la Idem- se non sono arrivata sul podio qualcosa è sicuramente mancato, sono comunque felicissima, abbiamo dovuto stringere i denti per essere qui, aver disputato la finale è già di suo un grandissimo risultato».
La medaglia d'oro è andata all'ungherese Danuta Kozak con il tempo di 1.51.456, medaglia d'argento all'ucraina Inna Osypenko-Radomska, campionessa olimpica uscente, medaglia di bronzo alla sudafricana Bridgitte Hartley, quinta Josefa Idem con il tempo finale di 1.53.223. «Ha interpretato la gara nel modo in cui andava interpretata» ha commentato il suo allenatore, nonché marito, Guglielmo Guerrini. Ed è proprio in famiglia che la Idem trascorrerà le sue prime ore da ex campionessa: «Oggi pomeriggio porterò i miei figli a comprare dei souvenir. Poi stasera con Guglielmo ci concederemo un bicchiere di vino. Per venirmi incontro ha seguito pure lui una dieta ferrea».
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